La transizione digitale italiana compie un passo decisivo e ufficiale: con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto datato 19 marzo 2026, avvenuta lo scorso 3 agosto, il sistema IT-Wallet entra formalmente nella sua fase operativa, trasformandosi da progetto sperimentale a realtà normativa.

Per la Pubblica Amministrazione il portafoglio digitale italiano (incluso nell’App IO) diventa obbligatorio, mentre per i cittadini il tutto manterrà la base volontaria che c’è stata finora. Inoltre, i documenti salvati all’interno del portafoglio digitale (che aumenteranno nei prossimi mesi) avranno pieno valore legale con l’obiettivo di ridurre le verifiche cartacee e aumentare l’efficienza. Andiamo a scoprire tutti i dettagli.

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Per IT-Wallet è iniziata la fase operativa

Come anticipato in apertura, in seguito alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto dello scorso 19 marzo 2026 avvenuta qualche giorno fa, inizia la fase operativa di IT-Wallet.

La gestione dell’infrastruttura continuerà a poggiare su due pilastri ben definiti: PagoPa S.p.A. (che si occuperà della realizzazione e della gestione tecnologica nell’app IO) e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (che si occuperà del rilascio degli attestati elettronici di identificazione personale e di interesse pubblico).

Cosa cambia per la Pubblica Amministrazione e per i cittadini

Entro il 3 agosto 2027 (ovvero dodici mesi dalla pubblicazione del provvedimento nella Gazzetta Ufficiale), tutte le amministrazioni pubbliche, i gestori di servizi pubblici e le società di controllo pubblico dovranno registrarsi al sistema in qualità di fonte autentica.

Questo passaggio è fondamentale (e obbligatorio) per rendere disponibili i dati e i documenti di propria competenza (licenze, tessere, attributi professionali) sotto forma di attestati elettronici.

Per i cittadini, invece, non arriverà alcun vincolo: essi potranno decidere in totale autonomia se sfruttare i vantaggi della digitalizzazione o continuare a utilizzare i documenti fisici tradizionali.

Per quanto concerne la sicurezza e l’identificazione, il rilascio degli attestati anagrafici richiederà inizialmente un’autenticazione con livello di garanzia elevato tramite il servizio CieID. Entro il 3 febbraio 2028 (ovvero 18 mesi dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale), i certificati potranno essere rilasciati anche tramite verifica del possesso fisico della Carta d’Identità Elettronica, supportata da SPID o CieID.

I documenti assumono pieno valore legale e ne arriveranno tanti altri

Una delle novità più rilevanti introdotte dal decreto pubblicato lo scorso 3 agosto nella Gazzetta Ufficiale è quella che risiede nell’articolo 6, ovvero il valore legale degli attestati digitali.

I documenti esibiti tramite IT-Wallet saranno ufficialmente esenti dai tradizionali controlli amministrativi e documentali cartacei, con l’autenticazione tramite portafoglio digitale che sarà del tutto equivalente all’identificazione tramite SPID e CIE.

Attualmente, il parco dei documenti supportati da IT-Wallet è limitato a patente di guida, tessera sanitaria e carta europea della disabilità ma, come sappiamo già da qualche mese, il servizio si prepara ad ospitare oltre 200 nuove categorie di documenti.

Tra i documenti attesi, il cui arrivo è previsto entro la fine dell’estate (e nei mesi successivi), rientrano i titoli di studio, le iscrizioni scolastiche e universitarie, il certificato di residenza, l’attestazione ISEE e persino la tessera elettorale.

Inoltre, un emendamento approvato al decreto PNRR, ha abbassato la soglia minima d’ingresso a 14 anni: i minorenni ultra-quattordicenni potranno quindi accedere a IT-Wallet senza la necessità dell’assenso genitoriale.

Privacy al primo posto e servizi “base” gratuiti

Il decreto pubblicato il 3 agosto in Gazzetta Ufficiale disciplina rigorosamente il trattamento dei dati personali in linea con il GDPR europeo, imponendo il principio della “separazione logica” dei dati.

I gestori del sistema e i fornitori di soluzioni per IT-Wallet non potranno raccogliere informazioni non necessarie all’erogazione del servizio, né tantomeno combinare i dati personali con quelli provenienti da altre prestazioni o effettuare operazioni di profilazione personale.

In chiusura, sul fronte economico, ai cittadini è garantito il rispetto del principio di gratuità per tutti i servizi base. Eventuali servizi aggiuntivi potranno essere a pagamento per aziende e professionisti privati (secondo tariffe che verranno definite in un decreto successivo).

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