L’1 luglio 2026 è passato e, da un paio di giorni, nei Paesi dell’Unione Europea è entrata in vigore la tassa da 3 euro sui pacchi extra-UE con valore fino a 150 euro, definita in realtà come “dazio doganale temporaneo” (in vista di un sistema più strutturato che debutterà nel 2028).

Tralasciando gli sviluppi futuri, l’UE ha provveduto a informare gli utenti europei di questo cambiamento tramite un post sui social che ha dato il via a conversazioni piuttosto accese e che dipingono una situazione ben diversa rispetto a quella stile “non cambia nulla” del post stesso: gli e-commerce hanno infatti alzato i prezzi proprio per assorbire questa tassa. Andiamo a scoprire tutti i dettagli.

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Unione Europea: la tassa dei 3 euro entra in vigore e fa discutere

Come anticipato in apertura, da un paio di giorni è effettivamente entrata in vigore la tassa dei 3 euro sui pacchi extra-UE messa a punto dall’Unione Europea. Affidandosi ai canali social dell’account European Commission, l’UE ha voluto chiarire cosa cambia con l’entrata in vigore di questa tassa.

Il post della EU Commission ha scatenato il caos sui social ed è addirittura stato rimosso da X (probabilmente a causa di molti commenti negativi); per nostra fortuna, risulta ancora visibile (almeno al momento della stesura di questo articolo) sia su Facebook che su Instagram.

🚨 Tutti parlano del dazio doganale temporaneo di 3 € sugli articoli provenienti da paesi extra-UE.

Parliamone.

👉 Per anni, le piattaforme extra-UE non hanno dovuto pagare dazi doganali per la spedizione di milioni di piccoli pacchi direttamente ai consumatori europei.

Tutto senza dazi.

👉 Inoltre, uno studio ha rilevato che il 60% dei prodotti venduti su piattaforme extra-UE non è sicuro. Non proprio l’affare migliore.

Dal 1° luglio 2026, le cose cambieranno.

Un dazio doganale temporaneo di 3 € si applicherà a ogni articolo di e-commerce in piccoli pacchi del valore massimo di 150 € che entra nell’UE da paesi extra-UE. Il dazio sarà a carico delle piattaforme e dei venditori, non dei consumatori.

Per un mercato più equo e un’esperienza di acquisto più sicura.

Immagine post EU Commission entrata in vigore in data 1 luglio 2026

Come sempre, in realtà a rimetterci sono gli utenti finali

Basta leggere i commenti lasciati dagli utenti sotto al post per avere un quadro ben preciso del sentiment generale, facilmente comprensibile da chiunque. Ecco alcuni esempi:

“Pagato dal venditore, non da te”, come se questa tassa non venisse applicata sotto forma di aumento di prezzo…

“Pagamento a carico delle piattaforme e dei venditori, non tuo”. Mi scusi, ma da che pianeta proviene?

“Pagato dalle piattaforme e dai venditori, NON DA TE”… Questo è quello che hanno detto! È uno scherzo, vero?

«Pagato dalle piattaforme e dai venditori, non da te». La stessa regola vale per l’IVA. Oh, no, aspetta…

I vari e-commerce, per assorbire questa “tassa”, hanno immediatamente aumentato i prezzi dei prodotti più economici. Basta fare un giro su uno qualsiasi di essi, per trovare prezzi che vanno dai 4 euro a salire; in precedenza, gli stessi prodotti costavano all’incirca un euro.

Leggendo il documento con “maggiori informazioni” linkato direttamente dalla EU Commission, scopriamo che “il nuovo dazio si applicherà articolo per articolo, sulla base della classificazione tariffaria e non della quantità”.

In parole povere: probabilmente le aziende hanno trovato un modo per marginare ancora di più; se con i prodotti a un euro, considerando il dazio, l’utente finale avrebbe dovuto sborsare 5 euro in totale per acquistare due prodotti, con i prodotti aumentati di tre euro, l’utente finale dovrà pagare 8 euro per acquistare gli stessi due prodotti (è come pagare il dazio su ciascun prodotto).

Volendo essere più precisi, nei piani dell’Unione Europea c’era la volontà di mettere una tassa da 3 euro per ogni categoria merceologica presente nel pacco extra-UE; gli e-commerce hanno però bypassato questo meccanismo, aumentando direttamente i prodotti invece di implementare un sistema che lo considerasse.

Il tema della sicurezza non sicurezza

Alcuni utenti poi sollevano un altro tema interessante sull’argomento: “In che modo pagare 3€ rende i prodotti più sicuri, esattamente?“. Anche questa parte è protagonista del documento sopra-citato:

Ogni giorno entrano nell’UE milioni di pacchi di modesto valore. Molti contengono prodotti che non soddisfano le norme di sicurezza dell’UE, che dichiarano un valore inferiore a quello effettivo oppure che sono oggetto di dichiarazioni false per eludere i dazi doganali. Allo stesso tempo, l’attuale esenzione dai dazi doganali conferisce ai venditori di paesi extra UE un vantaggio sleale rispetto alle imprese che fabbricano o vendono prodotti nell’UE.

Considerando che gli e-commerce hanno semplicemente aumentato il prezzo dei prodotti già presenti all’interno del proprio catalogo, è praticamente certo che la situazione in ambito sicurezza non sia destinata a cambiare.

Molti e-commerce cinesi, poi, hanno ormai logistiche all’interno dell’Unione Europea stessa pur mantenendo un listino prezzi “generale”: di conseguenza, gli utenti finali subiranno gli effetti del dazio anche sui prodotti che vengono poi spediti direttamente dall’UE.