Gli smartwatch consentono agli utenti di personalizzare l’interfaccia e applicare tantissime watch face, tra le quali non è difficile trovare anche soluzioni di terze parti che replicano quadranti di brand più o meno famosi.
Nel 2019 Samsung è stata citata in giudizio dalla Swatch per la presunta violazione del marchio con riferimento proprio ai quadranti dei suoi orologi: a dire dell’azienda svizzera, infatti, il colosso coreano avrebbe permesso la riproduzione digitale di orologi Swatch sui suoi smartwatch.
Ebbene, ora l’azienda svizzera chiede a Samsung un ingente risarcimento.
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Swatch chiede un grosso risarcimento a Samsung
La causa in questione è stata avviata nel Regno Unito quando tale Paese faceva ancora parte dell’Unione Europea e aveva come oggetto la presunta violazione dei marchi registrati da Swatch anche nell’UE.
Un tribunale inglese ha già riconosciuto Samsung colpevole della violazione di tali marchi e ora si attende la sentenza relativa al risarcimento che il colosso coreano dovrà corrispondere.
Swatch richiede a titolo di risarcimento per i danni subiti il pagamento di 170 milioni di dollari e la sentenza attesa a breve dal tribunale inglese potrebbe aprire la strada per una causa analoga intentata negli Stati Uniti dal popolare brand svizzero.
Ricordiamo che, secondo l’azienda svizzera, le watch face di terze parti hanno permesso agli utenti di replicare i modelli più popolari di proprietà di Swatch Group, inclusi i marchi di lusso Omega e Tissot e Samsung non avrebbe fatto tutto quanto necessario per impedirlo.
Il colosso coreano ha già definito le richieste di Swatch “stravaganti” ed eccessive ma è evidente che il rischio che possa essere tenuta a pagare un ingente risarcimento sia concreto.



