Dopo anni di richieste da parte degli utenti, Instagram ha annunciato ufficialmente l’arrivo della funzione di riordino della griglia del profilo. Dopo che l’anno scorso era stata segnalata la comparsa della funzione nel contesto di un rollout sperimentale su un numero limitato di account, ora Meta ha annunciato l’avvio della distribuzione completa di una delle funzioni più attese da parte degli utenti.

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Cosa cambia nella gestione del profilo

Fino a oggi, i post pubblicati su Instagram apparivano nella griglia del profilo in ordine cronologico inverso, senza possibilità di intervenire sulla loro disposizione. L’unica alternativa per modificare l’ordine era eliminare e ripubblicare i contenuti, un’operazione scomoda che comportava la perdita di like e commenti. Con la nuova funzione, chiunque può spostare liberamente i propri post nella griglia, decidendo quali mettere in evidenza e come organizzare visivamente il proprio spazio. Le modifiche non alterano la data di pubblicazione originale né incidono sulla visibilità dei contenuti nel feed degli utenti.

I post e i Reel fissati in cima al profilo mantengono la loro posizione e non vengono interessati dal riordino. Nella schermata di modifica, questi elementi appaiono oscurati, a indicare che non possono essere spostati, nemmeno in maniera accidentale.

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Come si usa la funzione

Tra gli aspetti interessanti di questa funzione c’è la semplicità di utilizzo. È infatti sufficiente tenere premuto su un post dalla propria griglia, selezionare “Riordina griglia” e trascinare i contenuti nella posizione desiderata. Le modifiche vengono salvate immediatamente e sono visibili a tutti i visitatori del profilo. Non ci sono limiti al numero di volte in cui è possibile riorganizzare la griglia.

La funzione risponde a un’esigenza sentita soprattutto da creator, fotografi, web agency, piccole imprese e chiunque curi il proprio profilo Instagram. Per questi utenti, la griglia non è semplicemente una raccolta di contenuti pubblicati nel tempo, ma una vetrina con una logica estetica precisa. Meta stessa ha riconosciuto il ritardo nell’introdurre questa possibilità, dichiarando di aver voluto prendersi il tempo necessario per svilupparla correttamente.