Dopo l’annuncio avvenuto nel corso del recente Google I/O, la nuova gestione dei limiti di utilizzo di Gemini aveva immediatamente sollevato parecchie critiche da parte degli utenti più assidui della piattaforma IA di Mountain View. Il passaggio a un sistema basato sul consumo di risorse di calcolo, e non più su semplici conteggi di richieste o messaggi, aveva infatti generato non poca confusione, soprattutto per chi si era ritrovato a esaurire la propria quota molto più rapidamente del previsto.

A distanza di pochi giorni, Google ha dunque deciso di intervenire pubblicamente per spiegare meglio il funzionamento del nuovo sistema e, soprattutto, per annunciare alcune modifiche pensate proprio per rispondere ai feedback ricevuti dalla community.

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Google cambia ancora i limiti di Gemini dopo le lamentele

Come spiegato dall’azienda, il nuovo approccio introdotto nell’app Gemini si basa sulla quantità di potenza computazionale necessaria per elaborare le richieste degli utenti. Ciò significa che un semplice prompt testuale consuma molte meno risorse rispetto a operazioni più complesse, magari legate all’analisi di video, alla generazione di codice o all’utilizzo di strumenti avanzati integrati nell’assistente IA.

Il sistema aggiorna le quote disponibili ogni cinque ore fino al raggiungimento del limite settimanale, ma molti utenti avevano segnalato di arrivare troppo rapidamente al blocco delle funzionalità più avanzate, specialmente utilizzando file di grandi dimensioni o workflow particolarmente pesanti.

A intervenire è stato direttamente Josh Woodward, responsabile del progetto Gemini 3.1 Pro, che ha spiegato come Google abbia iniziato a limitare la quantità di spazio di archiviazione utilizzabile da una singola richiesta; l’obbiettivo dichiarato è quello di evitare che prompt molto complessi, accompagnati da file pesanti, possano consumare in poco tempo l’intera quota disponibile.

Si tratta di un cambiamento importante, soprattutto perché molti utenti avevano notato comportamenti poco chiari nel nuovo sistema di gestione delle risorse, con limiti apparentemente esauriti dopo poche richieste avanzate.

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Gli errori non consumeranno più la quota disponibile

Google ha inoltre chiarito un aspetto che aveva generato parecchi dubbi nelle ultime settimane: gli errori non verranno conteggiati ai fini del consumo della quota.

L’azienda ha specificato che, nel caso in cui una richiesta non venga completata correttamente a causa di un problema di sistema, l’utente non subirà alcun addebito in termini di utilizzo; in pratica, la quota verrà consumata esclusivamente dalle richieste concluse con successo.

Una precisazione che, ovviamente, potrebbe rassicurare molti utenti premium, soprattutto quelli che sfruttano Gemini per attività lavorative o professionali dove stabilità e prevedibilità dei consumi diventano elementi fondamentali.

Più trasparenza sui consumi e novità per Omni

Mountain View ha anche anticipato l’arrivo di strumenti più dettagliati per monitorare il consumo delle risorse. Attualmente, la dashboard di utilizzo disponibile su gemini offre soltanto una panoramica piuttosto generica, ma Google promette analisi più approfondite e notifiche dedicate per aiutare gli utenti a comprendere meglio quanto stanno consumando.

Attività particolarmente impegnative, come la funzione ricerca approfondita, continueranno infatti a richiedere molta più potenza di calcolo rispetto alle normali conversazioni.

Nel frattempo, arriva anche una buona notizia per chi utilizza Flash Lite 3.1, i prompt eseguiti tramite questo modello saranno ora completamente gratuiti e non andranno a incidere sulla quota settimanale disponibile.

Google ha inoltre corretto un bug particolarmente fastidioso che, per alcuni utenti, portava all’esaurimento quasi immediato delle quote Omni già dopo la generazione di uno o due video. L’azienda afferma di aver risolto il problema e, contestualmente, ha annunciato che gli utenti del piano Google AI Ultra dispongono ora di un numero raddoppiato di generazione Omni.

Infine, Google ha precisato che la scelta manuale del modello IA rimarrà memorizzata nelle sessioni future: il sistema cambierà automaticamente modello solo nel caso in cui venga raggiunto un limite che renda necessario il passaggio a una versione più leggera.