L’intelligenza artificiale, come ormai ben sappiamo dalla crisi delle RAM, necessita di una significativa potenza di calcolo per il suo corretto funzionamento. Quell’enorme quantitativo di potenza che, a ben vedere, rappresenta un limite per i modelli di smartphone di fascia media o bassa, che non riescono a soddisfare i requisiti minimi e a garantire prestazioni adeguate. Le cose però potrebbero presto cambiare, grazie alla futura introduzione di un innovativo chip che promette di mischiare le carte in tavola, portando Gemini Intelligence (il nuovo modello di assistente proattivo di Google) anche su smartphone di fascia media: scopriamone insieme tutti i dettagli.

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Dimensity 8550: il nuovo chip di MediaTek che “democratizza” l’AI

Si chiama Dimensity 8550 ed è il nuovo chip recentemente annunciato da MediaTek (e già lanciato in sordina sulla versione cinese di HONOR 600 Pro) per i futuri modelli di smartphone di fascia media. Un chip che a ben vedere non si discosta particolarmente dal precedente Dimensity 8500, ma tra le sue caratteristiche inedite più interessanti spicca in particolare il supporto a Gemini Nano v3, uno dei modelli più recenti dell’intelligenza artificiale proprietaria di Google. Quest’ultimo modello di “intelligenza artificiale agentica” è al momento supportato dai più recenti smartphone di fascia alta, come per esempio Google Pixel 10, Samsung Galaxy S26 o OnePlus 15. Modelli immediatamente precedenti (come la serie Google Pixel 9, OnePlus 13, Samsung Galaxy Z Fold 7 e Xiaomi 17 Ultra) restano invece ancora confinati a Gemini Nano v2.

Chip MediaTek

Questo aspetto suggerirebbe, dunque, che i prossimi modelli economici di smartphone che ne saranno dotati potrebbero supportare Gemini Intelligence a tutti gli effetti, “rompendo” così il classico schema che avevamo visto fino ad oggi con il supporto degli ultimi modelli AI confinato ai modelli top di gamma.

Detto questo, il supporto non è ancora garantito ufficialmente per tutti gli smartphone di fascia media che monteranno il futuro chip di MediaTek: stando a quanto dichiarato da Google, infatti, per far girare correttamente Gemini Intelligence sono richiesti 12 GB di RAM. Un quantitativo piuttosto alto, e non sempre coperto da tutti i modelli di smartphone attualmente presenti sul mercato, anzi.

Quanto al resto delle specifiche tecniche, come accennato sopra, il nuovo chip MediaTek Dimensity 8550 ha tutta l’aria di un “déjà-vu” del precedente Dimensity 8500: questo si traduce dunque in una CPU Cortex-A725 a otto core con frequenza massima di 3,4 GHz, una GPU Mali-G720 MC8, e una NPU MediaTek 880. Nessuna dichiarazione ufficiale al momento per il processo produttivo, anche se è facilmente intuibile che possa trattarsi di un nodo a 4 nanometri di TSMC, esattamente come avvenuto con il chip precedente. Non ci resta quindi che attendere ulteriori aggiornamenti a tal proposito da MediaTek e dalla stessa Google, che arriveranno senz’altro nel corso delle prossime settimane o mesi.