Mancano poche settimane all’Unpacked Event di fine luglio, e Samsung sta già facendo parlare di sé non tanto per le specifiche tecniche, quanto per una scelta che nessuno si aspettava: rinominare la sua prossima linea di smartphone pieghevoli. Una mossa che potrebbe confondere le acque, ma che in realtà nasconde una logica commerciale ben precisa.

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Il Fold8 non sarà quello che pensi

Fino a poco fa, si dava quasi per scontato che il prossimo grande pieghevole di Samsung si sarebbe chiamato Galaxy Z Fold8. In realtà, stando a indiscrezioni provenienti dalle catene di fornitura cinesi, quel nome verrà assegnato a un modello diverso da quello atteso, il cosiddetto Wide Fold, ovvero il dispositivo con il display più largo e orizzontale, finora circolato come Galaxy Z Wide Fold o Galaxy Z Fold8 Wide.

La ragione di questa strategia è che chiamare semplicemente Galaxy Z Fold8 il modello significherebbe elevarlo a riferimento principale della nuova generazione, toglierlo dalla categoria dei prodotti di nicchia e farne il nuovo standard. Sul piano hardware, però, sarà un modello più contenuto rispetto all’alternativa, con una doppia fotocamera posteriore senza teleobiettivo e una batteria da 4800 mAh.

E così, il dispositivo che molti chiamavano ancora Fold8 – quello con il formato verticale classico e la dotazione tecnica più completa – diventerà ufficialmente il Galaxy Z Fold8 Ultra, con l’introduzione di un suffisso che nel mondo Samsung indica da anni il modello di punta. In questo caso, la promessa include una tripla fotocamera sul retro e una batteria da 5000 mAh, a ribadire che si tratta del dispositivo per chi non vuole scendere a molti compromessi.

Alcuni screenshot comparsi sul sito di Android Authority mostrano un’anteprima delle caratteristiche di design:

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Un dato comune: la fotocamera del display esterno

Al di là dei nomi, entrambi i modelli condividerebbero almeno un’innovazione tecnica degna di nota. Samsung starebbe lavorando a una nuova fotocamera frontale posizionata sullo schermo esterno, molto più piccola rispetto alle generazioni precedenti, con l’obiettivo di ridurre ulteriormente l’ingombro visivo, allontanandosi dai notch pronunciati del passato verso soluzioni quasi invisibili.

Secondo le voci di corridoio, questa soluzione potrebbe poi comparire anche sul futuro Galaxy S27, a conferma che non si tratta di un esperimento isolato ma della ricerca di un nuovo approccio più ampio da parte del brand sucoreano.

Perché Samsung ha deciso per questo cambiamento

Ma perché Samsung si è imbarcata in un cambio di denominazione? Le ragioni sembrano essere due, e si intrecciano tra loro.

La prima riguarda Apple. Il colosso di Cupertino starebbe per lanciare il suo primo iPhone pieghevole con il nome iPhone Ultra e non iPhone Fold come molti si aspettavano. Se Apple porta sul mercato un grande pieghevole con display orizzontale e lo chiama Ultra, Samsung vuole avere un rivale diretto pronto, e preferisce che quel rivale si chiami semplicemente Fold8, come il modello di riferimento della generazione, non come un esperimento laterale.

La seconda ragione è forse ancora più concreta. I due dispositivi sono infatti davvero differenti e i nomi dovrebbero riflettere questa diversità. In termini sintetici, chi vuole il massimo prenderà l’Ultra, chi preferisce spendere meno o rinunciare a qualche fotocamera sceglierà il modello base. È la stessa logica applicata da anni alla serie Galaxy S, ma che viene ora estesa ai pieghevoli.

Resta ancora qualche punto interrogativo. Samsung potrebbe aggiustare ulteriormente i nomi prima del lancio ufficiale. La risposta arriverà entro fine luglio, quando l’evento Unpacked svelerà al pubblico i nuovi dispositivi. Fino ad allora, l’unica certezza è che la gamma pieghevole del 2026 sarà più articolata e più ambiziosa di quanto ci si aspettasse.