Una sveglia è in grado di trasformare un buon riposo in un risveglio da incubo, lasciandoci alle prese con una sensazione di disorientamento, pesantezza e irritabilità. Ebbene, non è solo colpa della stanchezza: spesso dipende infatti dal quando veniamo strappati al sonno, e non da quanto abbiamo dormito.
È esattamente su questo problema che punta Muse con la sua nuova funzione Smart Wakeup, appena annunciata per il suo dispositivo indossabile Muse S Athena.
L’intuizione di partenza di Muse è abbastanza semplice: non tutti i momenti del sonno sono uguali. Durante la notte attraversiamo cicli che alternano fasi leggere e profonde, e svegliarsi nel momento sbagliato, nel pieno del sonno profondo, può rendere le ore successive decisamente difficili. Smart Wakeup non punta a una sveglia a orario fisso, ma individua la finestra di sonno leggero più vicina all’orario in cui si vuole alzarsi, e usa quella come momento del risveglio.
Insomma, l’utente imposta prima di dormire una finestra temporale entro cui desidera svegliarsi. Per il resto ci pensa il dispositivo, che monitora l’attività cerebrale durante la notte e, quando rileva una fase di sonno sufficientemente leggera all’interno di quella finestra, attiva segnali sonori delicati per accompagnare gradualmente il risveglio.
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Come funziona la sveglia intelligente di Muse
Fin qui, nulla di straordinariamente nuovo: l’idea della sveglia intelligente esiste già in diverse app e wearable sul mercato. La differenza sta in questo caso nel metodo. La maggior parte dei dispositivi concorrenti si affida al rilevamento dei movimenti del corpo o alla frequenza cardiaca per stimare le fasi del sonno. Muse invece utilizza sensori EEG (elettroencefalogramma) che misurano direttamente l’attività elettrica del cervello.
Una simile distinzione non è affatto secondaria, perché stimare il sonno dai movimenti o dal battito è un’approssimazione, mentre leggere i segnali cerebrali è un’altra cosa. Muse sostiene di aver sviluppato questa funzione sulla base di migliaia di notti tracciate, correlando i dati EEG con le valutazioni soggettive degli utenti al mattino, in modo da costruire un modello affidabile di cosa significhi davvero svegliarsi nel momento giusto.

Una funzione utile non solo di notte
Un dettaglio interessante è che Smart Wakeup funziona anche per i sonnellini pomeridiani, non esclusivamente per il sonno notturno, ampliando di conseguenza il potenziale utilizzo, soprattutto per chi fa uso regolare del riposo breve durante la giornata e vuole evitare di svegliarsi intontito dal sonno profondo.
La funzione si inserisce all’interno di un sistema più ampio che Muse ha costruito attorno al sonno, che comprende sessioni guidate di meditazione e strumenti pensati per favorire l’addormentamento e la qualità del riposo complessivo. Smart Wakeup, in questo contesto, è una sorta di tassello finale del ciclo: si entra nel sonno assistiti, ci si sveglia nel momento più favorevole.
Ci sono alcuni limiti che è bene considerare
Naturalmente, non mancano i limiti di questa nuova funzione, per utilizzare la quale è necessario indossare il Muse S Athena durante la notte. Trattandosi di una fascia che si applica attorno alla testa, potrebbe essere una caratteristica molto scomoda, soprattutto durante i primi riposi.
C’è poi la questione economica. Smart Wakeup è disponibile soltanto per gli abbonati a Muse Premium, un piano in abbonamento che costa 13,99 euro al mese. Un importo non certo astronomico, ma che aggiunto al costo dell’hardware rende il Muse S Athena un investimento da valutare.
Ad ogni modo, per chi è disposto ad accettare questi compromessi, la funzione sarà disponibile a partire dal 15 agosto.

