Negli ultimi mesi si è parlato spesso di una possibile stretta sulle spedizioni low cost provenienti da Paesi extra UE, soprattutto per via della crescente diffusione di piattaforme di e-commerce internazionali; tuttavia, come molti di voi avranno già intuito, qualcosa è cambiato: il governo italiano ha deciso di rinviare l’introduzione del contributo da 2 euro sui piccoli pacchi.

Una decisione che, almeno ufficialmente, viene definita come tecnica, ma che si inserisce in un contesto decisamente più ampio e, per certi versi, europeo.

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Il contributo da 2 euro per i pacchi slitta a luglio

Come molti di voi già sapranno, visto che se ne è parlato parecchio nel recente passato, il provvedimento in questione riguarda le spedizioni di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra UE, una tipologia di acquisti che negli ultimi anni è diventata sempre più comune, anche grazie a piattaforme come Temu, AliExpress e Shein.

Introdotto con la legge di bilancio, il contributo da 2 euro aveva un duplice obbiettivo: da un lato aumentare il gettito fiscale, dall’altro ridurre il vantaggio competitivo dell’e-commerce a basso costo.

Il Consiglio dei ministri ha però deciso di rinviare l’entrata in vigore al 1° luglio 2026, fermando di fatto una misura che, a oggi, non è mai entrata pienamente a regime.

Secondo quanto comunicato, il rinvio sarebbe legato alla necessità di completare gli adeguamenti tecnici dei sistemi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Una spiegazione plausibile certo, ma che non racconta tutta la storia.

Come spesso accade in questi casi infatti, il tempismo non è casuale, la nuova data coincide perfettamente con l’entrata in vigore di una riforma a livello europeo che punta a uniformare la tassazione delle spedizioni low cost.

A partire dal 1° luglio 2026 entrerà infatti in vigore un nuovo sistema a livello UE, che prevede l’eliminazione della franchigia per i pacchi sotto i 150 euro, l’introduzione di un contributo minimo di circa 3 euro e un sistema modulato in base alla tipologia di merce.

Si tratta di una riforma strutturale che, di fatto, andrà a sostituire le iniziative nazionali isolate, come quella italiana. In altre parole, invece di avere regole diverse Paese per Paese, si punta a un approccio uniforme all’interno dell’Unione Europea, un passaggio che molti osservatori ritenevano inevitabile.

Uno degli aspetti più critici del contributo italiano riguarda la sua facilità di aggiramento. In assenza di barriere doganali interne all’UE infatti, i pacchi possono essere instradati attraverso altri Paesi membri prima di arrivare in Italia, evitando di fatto l’applicazione del contributo.

Questo significa che l’efficacia della misura sarebbe stata limitata, il gettito potenzialmente ridotto e il sistema facilmente eludibile dagli operatori. Un problema non da poco, soprattutto considerando la natura globale e altamente flessibile delle piattaforme di e-commerce.

Al di là degli aspetti tecnici e normativi, la questione ha un impatto diretto anche sugli utenti finali; negli ultimi anni infatti, sempre più consumatori si sono affidati a marketplace internazionali per acquistare prodotti a prezzi molto competitivi, spesso con spedizioni rapide e costi contenuti.

L’introduzione dei dazi o contributi potrebbe quindi tradursi in un aumento dei prezzi finali, in tempi di consegna potenzialmente più lunghi e in un riequilibrio della concorrenza con i rivenditori europei.

Il rinvio del contributo italiano rappresenta, di fatto, una pausa temporanea più che un passo indietro definitivo, in attesa di una maggiore regolamentazione delle spedizioni low cost su scala europea. Non è chiaro quale sarà l’impatto reale del nuovo sistema una volta entrato in vigore, ma è evidente che il modello attuale (basato su costi estremamente ridotti e spedizioni globali) è destinato a cambiare, almeno in parte.

Non ci resta che attendere per scoprire come reagiranno piattaforme e consumatori a queste novità e se, nel medio periodo, assisteremo a un riequilibrio del mercato oppure a nuove strategie per aggirare le regole.