Da mesi circolavano voci e preoccupazioni tra i fan di Samsung sul destino della S Pen, lo stilo che da anni contraddistingue la linea Galaxy Ultra di Samsung.
La rimozione della connettività Bluetooth con il Galaxy S25 Ultra aveva già deluso molti utenti, e il fatto che questa funzionalità non sia tornata nemmeno con il Galaxy S26 Ultra ha alimentato timori ancora più profondi. Insomma, qualcuno ha cominciato a chiedersi se Samsung stesse anche valutando di abbandonare del tutto la S Pen nei futuri modelli di punta.
Ora è la stessa azienda a sgomberare il campo da ogni dubbio.
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Il COO rassicura: la S Pen non sparirà
In un’intervista concessa a Bloomberg, Won-Joon Choi, Chief Operating Officer della divisione Mobile Experience di Samsung, ha confermato che la S Pen non è in pericolo e non sparirà. Al contrario, l’azienda sta lavorando a una versione più evoluta dello stilo, che richiederà una riprogettazione della struttura stessa del display.
Choi ha spiegato che l’obiettivo è ridurre al minimo i compromessi tecnici che oggi derivano dall’integrazione della S Pen all’interno dello smartphone. E, secondo le sue parole, la S Pen continuerà a essere una delle tecnologie centrali dell’ecosistema Galaxy.
Sebbene Samsung non abbia ancora svelato i dettagli tecnici del progetto, gli analisti del settore ipotizzano che l’azienda possa adottare lo standard USI 2.0 (o una versione ancora più recente) per le prossime generazioni di stilo. Uno standard che offre una serie di vantaggi tangibili, come la compatibilità con i pannelli in-cell (simili agli OLED già presenti sui dispositivi Galaxy), le funzionalità di inclinazione, una palette da 16 milioni di colori, fino a 4.096 livelli di sensibilità alla pressione e la possibilità di ricaricare lo stilo via NFC.
Un ulteriore beneficio dell’USI 2.0 sarebbe quello di evitare interferenze con la ricarica wireless magnetica Qi2, aprendo così la strada a dispositivi che integrino sia lo stilo che i magneti per la ricarica senza fili.
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Galaxy S25 Edge e Z TriFold: nessun successore in vista
Se dunque la S Pen guarda al futuro, altre due scommesse tecnologiche di Samsung si trovano davanti a un bivio molto più incerto.
Il primo riferimento è quello al Galaxy S25 Edge, il telefono più sottile mai prodotto dall’azienda coreana, con i suoi soli 5,8 millimetri di spessore. Il secondo è invece al Galaxy Z TriFold, un dispositivo pieghevole capace di trasformarsi da smartphone compatto in tablet a tutti gli effetti.
Entrambi avevano stupito il mondo al momento del lancio. Ed entrambi erano stati presentati come dimostrazioni delle capacità ingegneristiche di Samsung.
Eppure, a distanza di tempo, i numeri sembrano suggerire la necessità di qualche immediato ripensamento.
Won-Joon Choi ha infatti ammesso che le vendite del Galaxy S25 Edge sono risultate inferiori rispetto agli altri modelli della linea Galaxy S, e che per questo motivo Samsung sta valutando con attenzione il futuro di questa gamma, senza aver ancora preso una decisione definitiva sul lancio di un successore.
Un fenomeno simile ha peraltro riguardato Apple con il suo iPhone Air: anche in quel caso, i consumatori si sono mostrati restii ad acquistare dispositivi ultra-sottili a prezzo premium, specialmente quando implicano compromessi su aspetti fondamentali come la durata della batteria e la qualità delle fotocamere.
Il TriFold svela una situazione ancora più complessa
La situazione del Galaxy Z TriFold è se possibile ancora più complessa, e porta con sé anche un aneddoto curioso: lo stesso Choi ha raccontato con ironia che, quando guidava il team di ricerca e sviluppo di Samsung, era inizialmente contrario al progetto del telefono, ritenendolo troppo difficile e costoso da realizzare.
Alla fine, l’azienda decise comunque di andare avanti, per aprire una nuova categoria di prodotto e dimostrare le proprie capacità tecniche. Il risultato è stato un dispositivo indubbiamente notevole dal punto di vista ingegneristico, ma con un prezzo talmente elevato da renderlo inaccessibile alla grande maggioranza degli acquirenti.
Attualmente Samsung non sta lavorando a un successore del Z TriFold. Insomma, il dibattito interno sull’opportunità di svilupparne uno è ancora aperto, ma nessuna decisione è stata presa.

