Con il passare degli anni i dispositivi tendono ad accumularsi nei cassetti prima che esauriscano davvero le loro capacità effettive. Uno schermo rotto, una batteria che dura meno, un modello troppo vecchio per il mercato: sono questi, spesso, i motivi per cui uno smartphone finisce nel dimenticatoio, anche quando i suoi componenti interni funzionano perfettamente.
Ebbene, è proprio da questa logica che nasce un progetto piuttosto ingegnoso: trasformare un Samsung Galaxy S20 FE con il display danneggiato in un mini PC pienamente funzionante, sfruttando il Samsung DeX.
Il risultato è un sistema compatto, performante per le attività quotidiane e persino capace di girare videogiochi e emulatori. Il tutto, con una spesa complessiva inferiore ai 100 euro.
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La base hardware
Per capire come si sia arrivati al risultato finale si può partire con il protagonista del progetto, il Galaxy S20 FE, un modello di fascia medio-alta equipaggiato con il processore Snapdragon 865. Nonostante il display fuori uso, la scheda madre, la memoria, il chip grafico e tutti gli altri componenti interni continuano a funzionare senza problemi.
Per costruire l’involucro del sistema, si è dunque ricorso a una scocca modificata originariamente pensata per Raspberry Pi, che offre dimensioni compatte e una buona gestione degli spazi. A questa si aggiunge un adattatore da USB-C a HDMI per collegare il telefono a un monitor esterno, una docking station per espandere le porte disponibili e mantenere il dispositivo in carica durante l’uso, e infine una soluzione di raffreddamento attivo (ventole o dissipatori) per mantenere le temperature sotto controllo durante le sessioni più intense.
Samsung DeX: quando lo smartphone diventa scrivania
Si è poi fatto ricorso a Samsung DeX, la tecnologia sviluppata da Samsung che può trasformare l’interfaccia del telefono in un ambiente desktop completo non appena il dispositivo viene collegato a un display esterno. Compaiono una barra delle applicazioni, finestre ridimensionabili, supporto per il multitasking e la possibilità di utilizzare mouse e tastiera esattamente come su un computer tradizionale.
La risoluzione di uscita può raggiungere i 1440p, a seconda del monitor utilizzato, garantendo un’immagine nitida e confortevole anche per sessioni prolungate. L’accesso al Google Play Store permette di installare qualsiasi applicazione, molte delle quali sono già ottimizzate per funzionare in modalità DeX con interfacce adattate allo schermo grande. Tra le attività che il sistema gestisce con disinvoltura ci sono la modifica di documenti e fogli di calcolo, la navigazione web, la gestione della posta elettronica e le videochiamate.
Che cosa si riesce a fare?
Lo Snapdragon 865 è un processore che, al momento della sua uscita, era tra i migliori disponibili sul mercato Android. Oggi non è più all’avanguardia, ma offre comunque ancora una potenza di calcolo più che sufficiente per la stragrande maggioranza delle attività quotidiane. Il passaggio tra le applicazioni è fluido, il caricamento delle pagine web è rapido e la gestione di più finestre aperte contemporaneamente non causa rallentamenti apprezzabili.
Sul fronte del gaming, il sistema dimostra di avere buone potenzialità. Titoli nativi Android come Minecraft e Roblox girano senza difficoltà, e la piattaforma supporta emulatori per console classiche come PlayStation 2, GameCube e PSP, aprendo un universo di giochi retrò fruibili su grande schermo con un controller Bluetooth. I limiti si fanno sentire solo con i titoli più esigenti in assoluto.
Meno di 100 euro per un sistema completo
È poi evidente come uno degli aspetti più interessanti di questa soluzione sia il suo costo. I Galaxy S20 FE con schermi danneggiati si trovano facilmente sul mercato dell’usato a prezzi molto bassi, spesso tra i 30 e i 50 euro. Gli accessori necessari (adattatore HDMI, docking station economica e sistema di raffreddamento) portano la spesa totale a cifre che raramente superano la soglia dei 100 euro.
Siamo pertanto dinanzi a una cifra che difficilmente permetterebbe di acquistare un vero mini PC con specifiche paragonabili. Il confronto diventa ancora più favorevole se si considera che il dispositivo è già in proprio possesso: in quel caso, il costo del progetto si riduce praticamente al solo acquisto degli accessori.
Inoltre, bisogna considerare che il sistema non è statico: può essere ampliato e personalizzato secondo le proprie esigenze. L’app Good Lock, disponibile nello store Samsung, consente per esempio di sbloccare funzionalità aggiuntive in DeX, come risoluzioni di output più elevate, opzioni di multitasking avanzato e la personalizzazione dell’interfaccia grafica. Chi desidera prestazioni migliori durante le sessioni di gaming o di elaborazione multimediale può investire in un sistema di raffreddamento più efficiente o in una docking station con più porte e una gestione dell’alimentazione ottimizzata.
Al di là dell’aspetto tecnico e del risparmio economico, poi, questo progetto tocca un tema sempre più rilevante: la sostenibilità nell’uso della tecnologia. Ogni smartphone che viene riutilizzato invece di essere smaltito rappresenta una riduzione concreta dei rifiuti elettronici, una delle correnti di scarto in crescita più rapida al mondo. Dare nuova vita a un dispositivo “rotto” significa anche ridurre la domanda di nuova produzione, con tutto ciò che questo comporta in termini di consumi di materie prime ed energia.

