Da mesi si vocifera che Samsung stia preparando un ritocco verso l’alto dei prezzi per la sua prossima gamma di smartphone di fascia alta, la serie Galaxy S26. Secondo quanto riportato dal quotidiano coreano Chosun, la decisione sarebbe ormai quasi inevitabile, spinta principalmente dall’aumento dei costi di produzione dei chip di memoria, componenti essenziali in qualsiasi dispositivo mobile moderno.
Tuttavia, a rendere ancora più interessante la notizia è il fatto che il quotidiano cita espressamente il nome di Roh Tae-Moon, presidente di Samsung e responsabile della divisione Mobile eXperience (MX). Quando, in fase di pianificazione, si era valutata l’ipotesi di lanciare il Galaxy S25 a un prezzo superiore rispetto al predecessore S24, fu proprio lui a bloccare la cosa. Secondo la fonte citata da Chosun, Roh si sarebbe “tormentato” a lungo prima di prendere quella decisione, optando infine per mantenere invariato il listino e non penalizzare i consumatori.
Questa volta, però, la situazione sarebbe fuori dal suo controllo.
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Perché stavolta il prezzo non si può bloccare
Il motivo principale dietro questa scelta è semplice: i costi dei componenti di memoria sono aumentati in modo così significativo da rendere economicamente insostenibile ripetere la scelta del 2024. I chip — DRAM e storage interno — pesano infatti in maniera considerevole sul costo totale di un dispositivo premium, e le oscillazioni di mercato in quel settore si riflettono direttamente sui margini dei produttori. Samsung, che è al tempo stesso produttore e cliente di questi componenti, non può più assorbire internamente la differenza.
Nessuna cifra ufficiale è ancora stata resa pubblica, e l’azienda non ha rilasciato dichiarazioni formali in merito. Tutto ciò che trapela proviene da fonti anonime interne, e il quadro finale potrebbe ancora cambiare. Tuttavia, l’impressione che emerge è quella di una tendenza difficile da invertire.
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Samsung corre ai ripari: doppio storage in regalo?
Per attenuare l’impatto psicologico dell’aumento di prezzo, Samsung starebbe valutando una mossa classica nel settore: offrire il doppio della memoria di archiviazione rispetto alla configurazione base attuale, senza costi aggiuntivi per il consumatore. Si tratterebbe di un modo per dare l’impressione di un valore aggiunto, spostando l’attenzione dal numero sul cartellino a quello che si ottiene in cambio.
È una strategia già vista in passato da altri produttori, e può funzionare — almeno sul piano della percezione. Ma non cancella il fatto che il prezzo d’ingresso sarà più alto.
Apple non aumenta, Samsung sì: un problema di immagine
Le cose non sono però finite qui. Secondo diversi report circolati nelle ultime settimane, Cupertino sarebbe invece intenzionata a mantenere invariati i prezzi della serie iPhone 18 rispetto agli iPhone 17. Se questa ipotesi venisse confermata al lancio, Samsung si troverebbe in una posizione scomoda: aumentare i prezzi mentre il suo principale rivale nel segmento premium tiene la linea.
Secondo fonti coreane, lo stesso Roh Tae-Moon sarebbe preoccupato per questo scenario. La guerra dei prezzi nel settore degli smartphone di fascia alta non si combatte solo a colpi di specifiche tecniche: la percezione del rapporto qualità-prezzo è un fattore determinante nelle scelte d’acquisto, specialmente in un momento in cui i consumatori mostrano crescente cautela nelle spese.

