La Commissione Europea potrebbe adottare misure cautelari contro WhatsApp mentre indaga sull’accesso dei provider di intelligenza artificiale all’app di messaggistica. Lunedì l’organo regolatore dell’UE ha annunciato la sua “visione preliminare” secondo cui Meta, la società madre di WhatsApp, avrebbe violato le leggi antitrust bloccando gli assistenti AI di terze parti sulla piattaforma.

Di fatto, Meta AI è diventato essenzialmente l’unico assistente di intelligenza artificiale disponibile su WhatsApp, una situazione che preoccupa Bruxelles per le sue implicazioni sulla concorrenza nel mercato emergente dell’AI.

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Lo scontro tra Meta e Bruxelles

La Commissione Europea teme che le azioni di Meta limitino l’ingresso dei concorrenti nel mercato degli assistenti AI. “Dobbiamo proteggere la concorrenza effettiva in questo campo dinamico, il che significa che non possiamo permettere alle aziende tech dominanti di sfruttare illegalmente la loro posizione per ottenere un vantaggio sleale,” ha dichiarato Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva per la Transizione Pulita, Giusta e Competitiva.

Ribera ha continuato sottolineando l’urgenza della situazione:

“I mercati dell’AI si stanno sviluppando a un ritmo rapido, quindi dobbiamo essere altrettanto rapidi nelle nostre azioni. Per questo stiamo considerando di imporre rapidamente misure cautelari su Meta, per preservare l’accesso dei concorrenti a WhatsApp mentre l’indagine è in corso, ed evitare che la nuova policy di Meta danneggi irreparabilmente la concorrenza in Europa.”

Come si è arrivati a questo punto

La questione non è affatto nuova, anzi è emersa lo scorso ottobre, quando Meta ha annunciato aggiornamenti ai termini della sua WhatsApp Business Solution. Secondo la Commissione Europea, che da tempo monitora la situazione, l’aggiornamento entrato in vigore il 15 gennaio ha reso “di fatto” Meta AI l’unico assistente AI disponibile su WhatsApp. L’agenzia regolatrice ha aperto un’indagine sulla questione il 4 dicembre.

Pertanto, l’annuncio di oggi rappresenta un avvertimento formale a Meta: la Commissione Europea ritiene preliminarmente che l’azienda abbia violato le normative antitrust. Dunque, una decisione finale deve ancora arrivare, ma l’orientamento di Bruxelles appare chiaro.

La risposta di Meta

Meta ha avuto l’opportunità di rispondere alle accuse e lo ha fatto rapidamente. “I fatti sono che non c’è motivo per l’UE di intervenire nelle API di WhatsApp Business,” ha dichiarato un portavoce di Meta a Reuters. “Esistono molte opzioni AI e le persone possono usarle da app store, sistemi operativi, dispositivi, siti web e partnership industriali.”

È una difesa che punta a minimizzare l’impatto delle restrizioni imposte da Meta, sostenendo che gli utenti hanno comunque accesso a numerose alternative AI al di fuori di WhatsApp. Resta da vedere se questa argomentazione convincerà i regolatori europei, che sembrano determinati a garantire che il mercato degli assistenti AI rimanga aperto e competitivo.

La vicenda si inserisce nel più ampio confronto tra le autorità europee e le big tech americane, con l’UE che negli ultimi anni ha intensificato gli sforzi per regolamentare il settore e limitare il potere delle piattaforme dominanti.