Nuova tornata di annunci in casa OpenAI, fortemente impegnata nel costante (e incessante) processo di espansione di ChatGPT. È di poche ore fa l’annuncio dell’espansione a livello globale di ChatGPT Go, il piano in abbonamento low cost pensato per rendere accessibili a un numero sempre maggiore di persone le funzioni avanzate di intelligenza artificiale dell’azienda.
Insieme a questa espansione, OpenAI ha rivelato l’intenzione di iniziare a testare la pubblicità su ChatGPT. In precedenza dipinta come l’ultima spiaggia, questa iniziativa consente all’azienda di mantenere l’IA disponibile a prezzi accessibili e/o in forma gratuita, e al contempo di diversificare i propri modelli di ricavo.
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Il piano ChatGPT Go debutta a livello globale (anche in Italia)
ChatGPT Go è stato inizialmente introdotto in India nel mese di agosto e, sin dall’introduzione, è diventata l’opzione di abbonamento con la crescita più rapida per OpenAI.
Adesso, a cinque mesi di distanza, il piano è stato esteso a oltre 170 paesi (Italia inclusa). Dalle nostre parti viene proposto con un canone di 8 euro al mese, decisamente più contenuto rispetto ai 23 euro al mese richiesti dal piano Plus (o ai 229 euro al mese richiesti dal piano Pro).
ChatGPT Go è un piano progettato per coloro che cercano qualcosa in più rispetto alla versione Free (gratuita) ma senza l’esborso richiesto dai due piani più costosi: tra i suoi benefici rientrano limiti di dieci volte più elevati per quanto concerne l’accesso al modello GPT-5.2, allo scambio di messaggi col chatbot, ai caricamenti, alla generazione delle immagini.
Oltre ai limiti più elevati, il piano Go offre l’accesso alla memoria più estesa e a una finestra di contesto più ampia: in soldoni, il chatbot ricorda dettagli utili nel tempo per fornire all’utente risposte più personalizzate.

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La pubblicità su ChatGPT è dietro l’angolo
Il rovescio della medaglia del nuovo ChatGPT Go si può leggere in basso nella scheda del piano (immagine precedente), dove è presente la dicitura “Questo piano potrebbe includere annunci pubblicitari”.
Questo perché OpenAI ha fatto un altro annuncio oggi, riguardante l’intenzione di iniziare a testare la pubblicità su ChatGPT. Per il momento noi siamo “salvi”, dato che i test avranno luogo negli Stati Uniti. Dal punto di vista “operativo”, la pubblicità arriverà sui piani Free e Go di ChatGPT.
La pubblicità apparirà sotto forma di link o di suggerimenti sponsorizzati di prodotti e servizi pertinenti alla conversazione in corso. Questi verranno posizionati in un’area separata (e chiaramente etichettata) in fondo alla risposta fornita dal chatbot (potete vedere un esempio sotto o nell’immagine di copertina).

Oltre a sottolineare che i piani Plus, Pro, Business ed Enterprise di ChatGPT rimarranno completamente privi di annunci pubblicitari, OpenAI ha stabilito alcuni principi rigorosi per garantire che l’esperienza dell’utente non venga compromessa:
- Gli annunci pubblicitari non influenzeranno in alcun modo il contenuto delle risposte di ChatGPT che continueranno ad essere utili per gli utenti.
- Le conversazioni non verranno vendute agli inserzionisti e rimarranno private.
- Gli utenti potranno disattivare la personalizzazione degli annunci, cancellare i dati usati per la pubblcità o chiudere specifici messaggi sponsorizzati.
- Non verranno mostrati annunci di alcun tipo agli utenti di minore età, né verranno inseriti messaggi pubblicitari in conversazioni riguardanti temi sensibili (come salute, salute mentale e politica).
Per maggiori informazioni, potete consultare il blogpost su espansione dell’accesso di ChatGPT e approccio alla pubblicità e il documento Annunci in ChatGPT sul portale di supporto del sito di OpenAI.

