Il nuovo anno non porta solo buone notizie, come sempre: contrariamente a quanto si vociferava le scorse settimane, anche lo SPID di Poste Italiane diventa a pagamento. Dopo quanto accaduto con altri gestori, anche Poste ha ufficializzato l’introduzione di un canone annuale per l’uso dello SPID: questa novità riguarda milioni di cittadini italiani, visto che parliamo del provider di gran lunga più utilizzato.

La novità entra in vigore proprio con l’arrivo del 2026, ma non tocca tutti gli utenti e non richiede necessariamente un pagamento immediato: vediamo come funziona, chi deve pagare e quanto.

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SPID Poste Italiane a pagamento: quanto costa e chi deve pagare

L’argomento SPID ha tenuto banco per diverse settimane tra l’estate e l’autunno 2025: lo scorso luglio era arrivata la conferma ufficiale del fatto che lo SPID sarebbe stato dismesso (gradualmente) in favore della Carta d’Identità Elettronica ma a ottobre è arrivata una sorta di dietrofront. La vita del Sistema Pubblico di Identità Digitale è stata infatti prolungata di cinque anni in seguito alla proroga della convenzione tra Stato e Identity Provider.

Nonostante la rinnovata convenzione, diversi sono già i servizi diventati a pagamento: ArubaInfoCert e Register.it hanno trasformato il servizio gratuito in un servizio a pagamento, con quota annuale. Il motivo è per tutti il medesimo, ed è strettamente legato ai costi di gestione del servizio, amplificati nel caso di gestione di enormi quantità di identità digitali.

Le voci parlavano anche di Poste Italiane, ma nel mese di novembre sembravano essere arrivate rassicurazioni da parte di Matteo Del Fante, amministratore delegato dell’azienda. Evidentemente Poste Italiane ha fatto le sue valutazioni, e ha deciso di introdurre un canone annuo per il suo SPID.

Il prezzo fissato è in linea con quello dei “concorrenti” ed è pari a 6 euro all’anno (IVA inclusa): una cifra contenuta, ma che coinvolge più del 70% degli utenti SPID attivi, pari a diversi milioni di cittadini. I nuovi clienti possono avere lo SPID gratuito per un anno, mentre chi già possiede un’identità digitale PosteID dovrà effettuare il pagamento annuale, ma non necessariamente da subito: solo al momento del rinnovo.

Come conoscere la data di scadenza e quindi di eventuale pagamento? Basta accedere alla propria area personale sul sito posteid.poste.it, oppure aprire l’app PosteID, eseguire l’accesso e selezionare Profilo > Gestisci account e dare un’occhiata alla voce Scadenza funzionalità di accesso. Probabilmente sono previste ulteriori novità, visto che alla voce Rinnovo automatico troviamo attualmente la dicitura Funzionalità in arrivo.

PosteID diventa a pagamento

In ogni caso, 30 giorni prima della data di scadenza, Poste invierà un’email che avviserà della necessità di eseguire il pagamento per proseguire nell’utilizzo del servizio. Il pagamento di 6 euro annui potrà essere eseguito in due modi:

  • Online: si può utilizzare una carta di pagamento accedendo alla propria area personale del sito posteid.poste.it e seguendo le istruzioni, oppure passando da questa pagina; in attesa di novità legate al pagamento automatico, il pagamento può attualmente essere effettuato solo a un mese o meno dalla data di scadenza.
  • Ufficio Postale: recandosi in un qualsiasi ufficio postale, comunicando il codice fiscale (anche di altri); non serve presentare alcun documento, e non è necessaria la presenza del titolare dell’identità.

Come anticipato, non tutti saranno però tenuti a pagare per utilizzare lo SPID di Poste Italiane. Oltre ai nuovi utenti, che pagheranno solo a partire dal secondo anno, il servizio resta gratuito anche per i minorenni, le persone con più di 75 anni di età, i residenti all’estero e per i titolari di SPID a uso professionale.

Cosa succede se non si rinnova in tempo la funzionalità di accesso al servizio? In conformità con quanto previsto dalle Condizioni Generali di Servizio, l’identità PosteID rimarrà comunque attiva per 24 mesi dall’ultimo accesso, ma durante questo periodo non sarà possibile accedere ai servizi usando lo SPID: in pratica, per due anni l’identità rimarrà sospesa, fino all’eventuale pagamento del rinnovo.

Non volete pagare? Resta sempre la CIE

Chi non intende rinnovare lo SPID, ha comunque la possibilità di accedere alla maggior parte dei servizi che lo richiedono utilizzando la carta di identità elettronica (CIE) e la soluzione CieID. Quest’ultima è gratuita ed è già supportata da praticamente tutti i portali della Pubblica Amministrazione e da molti servizi privati.

Per la lettura, si può utilizzare lo smartphone Android (o iOS), a patto che sia dotato di connettività NFC (ormai lo sono quasi tutti), oppure un PC con lettore di smart card (collegabile tramite porta USB).