Lo scorso 11 dicembre vi avevamo raccontato delle indiscrezioni circa la nuova tassa da 2 euro per ogni pacco dal valore inferiore ai 150 euro che sarebbe stata oggetto della Manovra 2026. Negli ultimi giorni, questa misura è stata confermata e questa tassa entrerà in vigore dal 1 gennaio 2026.

Rispetto alle indiscrezioni circolate un paio di settimane fa, c’è però una buona notizia: la tassa da 2 euro non avrà impatto su tutte le spedizioni, incluse quelle nazionali, ma esclusivamente sulle spedizioni provenienti dai Paesi extra-UE. Andiamo a scoprire tutti i dettagli e cosa cambia con l’arrivo del nuovo anno.

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La tassa da 2 euro sui pacchi è ufficiale

Come anticipato in apertura, la tassa da 2 euro sui pacchi dal valore inferiore ai 150 euro è stata confermata. È ciò che si evince dal testo del Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028, approvato dal Senato della Repubblica il 23 dicembre 2025.

Nell’Articolo 1, “Risultati differenziali del bilancio dello Stato“, della Sezione 1, “Misure quantitative per la realizzazione degli obiettivi programmatici“, si leggono i seguenti comma (a pagina 25 del testo approvato):

126. È istituito, nel rispetto della normativa dell’Unione europea in materia doganale e fiscale, un contributo alla copertura delle spese amministrative correlate agli adempimenti doganali relativi alle spedizioni di modico valore provenienti da Paesi terzi. Tale contributo si applica alle spedizioni di beni:

  1. provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione europea;
  2. di valore dichiarato non superiore a 150 euro.

127. Il contributo di cui al comma 126 è pari a 2 euro per ciascuna spedizione prevista dal medesimo comma ed è riscosso dagli Uffici delle dogane all’atto dell’importazione definitiva delle merci oggetto delle spedizioni.

128. Il contributo di cui al comma 126 si applica in coerenza con le disposizioni del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, che istituisce il codice doganale dell’Unione.

C’è una buona notizia rispetto alle previsioni

Come avrete potuto notare leggendo il testo dei comma 126, 127 e 128, la tassa da 2 euro si applica esclusivamente ai beni provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione Europea di valore dichiarato non superiore ai 150 euro.

Rispetto alle previsioni iniziali (o alle precedenti indiscrezioni), è stato dunque scongiurato il pericolo che questa tassa potesse influire anche sulle spedizioni nazionali o su quelle provenienti da altri paesi dell’Unione Europea.

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Cosa cambia dall’1 gennaio 2026?

Dall’1 gennaio 2026, data di entrata in vigore della nuova normativa, chi fa acquisti da siti di e-commerce dovrà pagare una tassa da 2 euro per ogni spedizione che proviene da Paesi extra-UE e che abbia un valore (dichiarato) inferiore ai 150 euro.

Gli ordini più colpiti saranno quelli fatti da piattaforme quali Temu e AliExpress (in questo caso nel caso in cui la merce venga spedita da Paesi esterni all’Unione Europea), ma anche tramite Amazon e altri colossi dell’e-commerce in situazioni analoghe.

Questo perché, in realtà, oltre a quello di rimpolpare le casse pubbliche, l’obiettivo di questa misura è proteggere le imprese locali colpendo invece tutte quelle piattaforme che stanno contribuendo a una sorta di invasione di prodotti low cost (e spesso di dubbia fattura)

Rimarrà invece tutto invariato per le spedizioni provenienti dall’Italia o da altri Paesi UE, ma anche per tutte le spedizioni da paesi extra-UE di valore superiore ai 150 euro.