Fine della corsa per i TicWatch? Da quanto sta emergendo in queste ore, la storia sembra essere giunta al capolinea. Mobvoi, l’azienda cinese che per anni ha costituito un vero e proprio punto di riferimento nel mercato degli smartwatch con sistema operativo Wear OS di Google, ha infatti rimosso i suoi dispositivi indossabili dal proprio sito web e dai principali canali di vendita.
In assenza di annunci ufficiali, sembra essere un segnale piuttosto chiaro, che lascia presagire la fine di un brand che aveva conquistato migliaia di utenti grazie a prodotti innovativi e prezzi competitivi.
Segui TuttoAndroid su Google Discover
Una lunga storia che sembra essere giunta al termine
La storia di Mobvoi nel settore degli smartwatch inizia quasi un decennio fa. Il primo dispositivo lanciato negli Stati Uniti fu infatti il TicWatch 2 nel 2017, un device basato su una piattaforma proprietaria derivata da Android. Tuttavia, è stato solo con l’adozione di Android Wear, poi divenuto Wear OS, che l’azienda ha trovato la sua identità.
Il punto di svolta arrivò nel 2018 con il TicWatch Pro, uno smartwatch che fece parlare di sé per una caratteristica unica: un display a doppio strato che permetteva di raggiungere un’autonomia di più giorni.
Nel corso dei sette anni successivi, Mobvoi ha lanciato oltre una dozzina di modelli diversi alimentati da Wear OS, costruendosi una reputazione solida grazie al rapporto qualità-prezzo e alle soluzioni hardware innovative. La tecnologia del doppio display, in particolare, divenne un marchio di fabbrica che si ritrovò anche nei modelli successivi, generando una buona impressione tra gli appassionati che cercavano un’alternativa economica ma performante ai costosi smartwatch della concorrenza.
C’è sempre stato un problema: gli aggiornamenti software
Tuttavia, non tutto brillava nel mondo TicWatch. Se infatti da una parte l’hardware era apprezzato, la gestione del software rappresentò sempre un problema cronico per Mobvoi. Gli aggiornamenti arrivavano con ritardi clamorosi rispetto alla concorrenza. E per vedere Wear OS 3 sui dispositivi TicWatch ci volle circa un anno dall’uscita ufficiale del sistema operativo, per una lentezza che ha frustrato i clienti.
La situazione non migliorò nemmeno con le versioni successive: l’azienda rimase infatti in silenzio riguardo a Wear OS 5 e continua a non dire nulla su Wear OS 6, alimentando il malcontento e l’insoddisfazione tra chi aveva investito nei suoi prodotti.
L’ultimo modello lanciato da Mobvoi risale a oltre un anno fa: il TicWatch Atlas, uno smartwatch equipaggiato con il processore Snapdragon W5+ Gen 1. Anche questo dispositivo, però, non è stato certamente esente dagli aggiornamenti tardivi che ormai hanno caratterizzato il marchio.
Tutto finito?
Negli ultimi mesi, i segnali di un possibile ritiro dal mercato si sono moltiplicati. Tutti i modelli TicWatch sono scomparsi dalle ricerche su Amazon e le pagine dei prodotti risultano attualmente non disponibili.
Il campanello d’allarme più forte è però suonato tramite il sito ufficiale di Mobvoi: la sezione Prodotti nel menu di navigazione mostra infatti solo tapis roulant e un registratore vocale TicNote AI. Certo, sulla homepage compaiono ancora immagini del TicWatch Atlas e del TicWatch Pro 5 Enduro in uno slider promozionale, ma entrambi i prodotti sono indicati come non disponibili al momento, senza alcuna possibilità di acquisto.
A questi indizi si aggiunge un silenzio che perdura da parte dell’azienda: negli ultimi dodici mesi non è stato annunciato alcun nuovo prodotto TicWatch, per un vuoto comunicativo che sembra essere in netto contrasto con il ritmo di rilasci degli anni precedenti.
Interpellata sulla questione, Mobvoi ha fornito a 9to5Google una dichiarazione piuttosto diplomatica ed evasiva, affermando di non avere nuove informazioni da annunciare sulla linea TicWatch, ma che i dispositivi esistenti continueranno a ricevere il supporto essenziale.
Insomma, il brand non chiude la porta definitivamente alla gamma di prodotti, ma il riferimento a un supporto essenziale sembra azzerare le aspettative.
Quale destino si profila ora per Wear OS
L’eventuale uscita di scena di Mobvoi sarebbe un altro duro colpo per Wear OS, la piattaforma di Google per smartwatch che negli ultimi anni ha visto assottigliarsi progressivamente il numero di produttori che la supportano e, di conseguenza, anche la sua quota di mercato.
Prima del rilancio del 2021, avvenuto con l’arrivo del Google Pixel Watch e del Samsung Galaxy Watch 4, Mobvoi era infatti uno dei pochi marchi che tenevano in vita il sistema di Google insieme a Fossil.
Ma anche Fossil ha gettato la spugna. Nel 2024 l’azienda americana ha infatti chiuso completamente la sua divisione smartwatch. E, come se non bastasse, anche Tag Heuer, il marchio di lusso svizzero, ha abbandonato Wear OS nel corso di quest’anno, optando per un sistema operativo proprietario che garantisse la compatibilità con iOS.
Ne deriva che oggi il mercato di Wear OS si è ridotto a pochi operatori: Google con i suoi Pixel Watch, Samsung, OnePlus, e in alcune regioni internazionali Xiaomi e Oppo.

