Negli ultimi mesi Google ha accelerato in maniera evidente sul fronte dell’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle ricerche introducendo, come molti di voi avranno notato, nuove interfacce, nuove modalità di interazione e soprattutto nuovi equilibri tra contenuti organici e contenuti sponsorizzati. In questo quadro in continua evoluzione si inserisce l’ennesima novità che riguarda proprio la AI Mode della Ricerca Google, ovvero quella basata su Gemini e pensata per fornire risposte più articolate e contestuali rispetto alla ricerca tradizionale.
Secondo quanto emerso nelle ultime ore infatti, gli annunci pubblicitari stanno iniziando a comparire anche nelle risposte generate nella AI Mode, in un’implementazione che riprende il comportamento già visto nelle classiche SERP, ma con alcune importanti differenze.
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Google inizia a mostrare annunci nella AI Mode, ma solo in fondo alla risposta
Stando a quanto riportato da una segnalazione su X (ex Twitter), gli annunci pubblicitari compaiono in fondo alla pagina della AI Mode, precisamente sotto le schede dei link organici che Google ha recentemente deciso di inglobare direttamente nella risposta generata da Gemini. In precedenza questi link apparivano lateralmente, ma l’azienda sembra aver preferito un layout più lineare, con la risposta al centro e una serie di schede informative subito sotto.
Gli annunci, etichettati chiaramente come sponsorizzati (come avviene nelle ricerche tradizionali) vengono dunque posizionati a chiusura della risposta, un approccio meno invasivo rispetto a quanto molti temevano, soprattutto considerando le discussioni che ruotano ormai da mesi attorno al possibile impatto della pubblicità nella generazione dei risultati tramite IA.
Google ha confermato che si tratta di test già annunciati lo scorso maggio, collegati agli esperimenti sugli annunci anche all’interno di AI Overview; l’azienda tuttavia, sottolinea che non ci sono nuovi aggiornamenti sul rollout e che l’attuale visualizzazione è circoscritta ai test in corso.

Un dettaglio particolarmente interessante riguarda la disponibilità, secondo le segnalazioni gli annunci sarebbero visibili non solo nell’interfaccia sperimentale di Google Labs, ma anche nella versione stabile della AI Mode, il che suggerisce un processo di attivazione ormai avanzato. Google aveva informato i brand di un lancio previsto nel quarto trimestre 2025, e questa comparsa sembra confermare che i test sono entrati in una fase più ampia e coerente con un rollout ormai imminente.
Ad ogni modo, non è chiaro quanto tempo sarà necessario prima che la modifica raggiunga tutti gli utenti, né se l’azienda sperimenterà posizionamenti differenti, ad esempio integrando gli annunci direttamente nel corpo delle risposte, un po’ come già avviene nella sezione principale delle SERP tradizionali, dove gli annunci possono comparire in cima, al centro o in fondo.
Al momento inoltre, non sembra essere presente un pulsante nascondi per gli annunci, a differenza delle nuove opzioni introdotte recentemente da Google per semplificare la gestione dei risultati sponsorizzati nelle ricerche classiche.
La mossa segna una differenza sostanziale tra la strategia di Google e quella di altri servizi basati sull’IA generativa, ad esempio ChatGPT, pur avendo esplorato alcune soluzioni sperimentali per l’inserimento di annunci, non dispone della stessa infrastruttura pubblicitaria e non sembra ancora pronto a integrarli in modo sistematico nel flusso delle risposte. Google invece può contare sul suo collaudato ecosistema Ads, e questo inevitabilmente accelera qualunque processo di adozione.
L’arrivo degli annunci nella AI Mode era dunque solo questione di tempo, e molti utenti in effetti se lo aspettavano già da qualche tempo.
È chiaro che questo rappresenta uno dei tasselli più importanti nel percorso di Google verso una ricerca sempre più assistita dall’intelligenza artificiale, e sempre più legata al proprio business pubblicitario; non ci resta che attendere per scoprire se l’azienda resterà fedele al modello attuale, se deciderà di sperimentare un’integrazione più aggressiva, o se troverà un nuovo equilibrio più rispettoso dell’esperienza utente.
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