ChatGPT continua a dominare il mercato dell’intelligenza artificiale generativa, ma i dati più recenti mostrano che Gemini, il chatbot di Google, sta rapidamente riducendo il divario. Secondo un’analisi pubblicata da Similarweb, il servizio di Google ha più che raddoppiato la propria quota di traffico web nel corso dell’ultimo anno, mentre quella di ChatGPT ha iniziato lentamente a erodersi.
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ChatGPT mantiene il primato ma è in calo, mentre Gemini continua a crescere
Lanciato a fine 2022 da OpenAI, ChatGPT è stato il primo chatbot basato su modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) ad avere una diffusione di massa ed entrare nella cultura pop. Quasi tre anni dopo, il panorama dell’AI è ormai particolarmente affollato: da Google a Meta, da Microsoft a Anthropic, fino a xAI di Elon Musk, sempre più aziende stanno cercando di conquistare la loro fetta di pubblico.
I dati del portale Similarweb, diffusi questa settimana su X, mostrano un trend promettente per Google: OpenAI resta infatti ancora al vertice con il 72,3% del traffico web globale legato all’AI generativa, ma Gemini ha raggiunto il 13,7%, diventando il primo concorrente a superare stabilmente la soglia del 10% e candidandosi come alternativa reale e concreta al chatbot di OpenAI al quale sta continuando a rosicchiare quote di mercato.
Solo dodici mesi fa, ChatGPT deteneva l’86,6% del traffico complessivo tra i principali siti di AI generativa, mentre Gemini si fermava a 5,6%. Da allora, però, il mercato si è evoluto: l’ascesa di nuovi player e il maggiore investimento di Google nel settore hanno iniziato a riequilibrare le posizioni.

Durante il 2024, ricorderete l’arrivo improvviso di DeepSeek che aveva temporaneamente cambiato le gerarchie, portando il suo traffico al 6,1% e sbalzando momentaneamente Gemini. Tuttavia, l’effetto è durato poco: sei mesi dopo, la quota di DeepSeek era già scesa al 3,9%, mentre Gemini risaliva all’8,6%.
Negli ultimi tre mesi, la crescita di Gemini si è ulteriormente accelerata, raggiungendo il 12,9% di quota a settembre e consolidandosi ora al 13,7%. In parallelo, ChatGPT ha visto la propria quota calare dal 74,1% al 72,3%, un segnale che indica una competizione sempre più serrata.
Gemini cresce con costanza
Sempre secondo il report di Similarweb, Gemini è l’unica piattaforma ad aver registrato una crescita costante in ogni periodo analizzato. Al contrario, servizi come Perplexity e DeepSeek hanno mostrato picchi temporanei, seguiti da fasi di rallentamento o calo del traffico.
Il merito, secondo gli analisti, va attribuito alla strategia di integrazione di Google, che ha inserito Gemini all’interno dei propri servizi principali, dal motore di ricerca a Workspace, offrendo un’esperienza più fluida e accessibile a un pubblico ampio. La sinergia con Android e la presenza in dispositivi anch’essi in grande crescita come i Pixel 10, di cui è il cuore dell’esperienza utente, hanno contribuito a questi numeri.
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Nonostante la leadership di ChatGPT resti evidente, i dati suggeriscono che la fase di dominio assoluto di OpenAI sta lasciando spazio a una concorrenza più equilibrata. In meno di un anno, Gemini è passato da semplice alternativa al principale sfidante, e rappresenta oggi l’unico servizio in grado di crescere in modo stabile nel segmento.
Con il 2026 alle porte, la sfida per la leadership dell’AI generativa sembra destinata a intensificarsi. Mentre OpenAI lavora per consolidare il proprio ecosistema con ChatGPT Plus, GPTs personalizzati e nuove integrazioni nel mondo professionale, Google continua a rafforzare Gemini attraverso aggiornamenti rapidi e un’espansione più capillare nei suoi prodotti.
