Apple ha intentato una causa legale contro OPPO accusando l’azienda cinese di aver sottratto segreti commerciali relativi all’Apple Watch attraverso un ex dipendente. La vicenda, che ha come protagonista un ingegnere specializzato in sistemi sensoriali, è solo l’ultimo capitolo di una serie di controversie legate al furto di proprietà intellettuale nel settore tecnologico. Ma che cosa è accaduto?
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Chi è l’ingegnere al centro della controversia
Stando a quanto emerge dalla denuncia depositata presso il tribunale federale e riportata da Bloomberg, Chen Shi, architetto dei sistemi sensoriali presso Apple, sarebbe colui che ha orchestrato il piano per trasferire informazioni riservate a OPPO prima di lasciare l’azienda di Cupertino. L’ingegnere aveva comunicato ai colleghi di dover rientrare in Cina per prendersi cura dei genitori anziani, nascondendo invece la sua intenzione di unirsi al team di ricerca della società rivale.
Durante il periodo precedente alle sue dimissioni, Shi avrebbe partecipato a decine di riunioni con il personale tecnico dell’Apple Watch, utilizzando questi incontri per raccogliere informazioni dettagliate sulla ricerca in corso nel campo dei sensori per il monitoraggio della salute. Un’attività che, sostiene Apple, era finalizzata a ottenere un vantaggio competitivo per OPPO nello sviluppo di tecnologie indossabili.
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Il trasferimento dei documenti riservati
La causa legale di Apple rivela dettagli molto specifici e puntuali sulle modalità con cui sarebbero stati sottratti i segreti commerciali. In particolare, si legge che tre giorni prima di lasciare Apple nello scorso giugno, Shi avrebbe scaricato 63 documenti protetti durante le ore notturne, trasferendoli successivamente su un’unità USB il giorno precedente alla sua partenza dall’azienda.
Le comunicazioni citate nella denuncia mostrano come l’ingegnere abbia mantenuto contatti diretti con i dirigenti OPPO durante il suo impiego presso Apple. In un messaggio inviato al vicepresidente della divisione salute di OPPO, Shi avrebbe scritto di star “raccogliendo quante più informazioni possibili“, da condividere successivamente. La risposta del dirigente, un semplice emoji “OK“, viene interpretata da Apple come prova della consapevolezza e dell’incoraggiamento dell’azienda cinese.
Le accuse contro OPPO
Apple sostiene pertanto che OPPO non solo fosse a conoscenza delle azioni di Shi, ma le abbia addirittura incoraggiate attivamente per ottenere un accesso privilegiato alle tecnologie concorrenti nel settore dei dispositivi indossabili. Una strategia che avrebbe permesso all’azienda cinese di accelerare lo sviluppo dei propri prodotti utilizzando ricerche e innovazioni sviluppate internamente da Apple.
Attualmente, Shi risulta impiegato presso l’unità di ricerca OPPO nella Silicon Valley, rafforzando secondo Apple la tesi che l’intera operazione fosse preordinata e coordinata tra l’ingegnere e la nuova azienda datrice di lavoro.
Uno schema ricorrente per Apple
Come abbiamo già anticipato qualche riga fa, la controversia si inserisce in un quadro ben più ampio di battaglie legali che Apple ha intrapreso negli anni per proteggere la propria proprietà intellettuale. L’azienda di Cupertino ha infatti una lunga storia di procedimenti giudiziari contro ex dipendenti e aziende rivali accusate di appropriazione indebita di segreti commerciali.
Tra i casi più noti ricordiamo rapidamente le controversie legate al progetto automobilistico autonomo poi abbandonato da Apple e la battaglia legale in corso con Masimo per i brevetti relativi agli smartwatch.
Aggiornamento 24 agosto 2025: arriva prontamente la risposta di OPPO sulla vicenda che comunica:
Siamo a conoscenza della recente causa intentata da Apple in California e abbiamo esaminato attentamente le accuse contenute nella denuncia di Apple. Non abbiamo trovato prove che stabiliscano collegamenti tra queste accuse e la condotta del dipendente durante il suo impiego presso OPPO.
OPPO rispetta i segreti commerciali di tutte le aziende, inclusa Apple, e non si è appropriata indebitamente dei segreti commerciali di Apple. OPPO collaborerà attivamente con il procedimento legale e siamo fiduciosi che un equo procedimento giudiziario chiarirà i fatti.

