Quando a maggio dello scorso anno si è iniziato a parlare di AI Overview – la funzione poi ufficializzata durante il Google I/O di quest’anno con la quale tramite l’intelligenza artificiale generativa il motore di ricerca di Google restituiva un riassunto (Panoramica) di tutte le informazioni che trovava sul web per quella specifica query – si sono sollevate diverse polemiche sull’attendibilità delle risposte fornite e sulle conseguenze per il mondo del giornalismo (e non solo). Infatti quando con AI Overview si effettua una ricerca il risultato non è la solita lista ordinata di siti, video, immagini, eccetera (la SERP che siamo abituati a conoscere) ma una sintesi prodotta dall’intelligenza artificiale che compare nella parte superiore della pagina.

Ora Google ci riprova riprendendo AI Overview (o qualcosa di simile) in una versione aggiornata per essere più attendibile e, quindi, utile.

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La nuova funzionalità di ricerca aggiunge davvero qualcosa di nuovo?

La prima versione di AI Overview era quella che suggeriva agli utenti di mettere la colla nella pizza per assicurarsi che il formaggio aderisse meglio o, tanto per fare un altro esempio, consigliare alle persone di mangiare sassi. Il motivo di tale limite dello strumento? Attingere a tutto quello che c’è nel web non distinguendo tra fonti autorevoli e fonti non autorevoli dando quindi risalto anche a contenuti non solo folli ma anche potenzialmente dannosi.

Ora diversi utenti hanno iniziato a notare una nuova funzionalità di ricerca di Google molto simile ad AI Overview, tanto che più di qualcuno ha pensato che si trattasse di una versione modificata di quello strumento. In realtà Google ha chiarito che la nuova interfaccia utente è una funzionalità completamente diversa e non legata alle Panoramiche di AI Overview. Nonostante sia ancora in fase di test e messo in conto lo scetticismo di quanto accaduto nei mesi scorsi anche il nuovo strumento solleva diverse criticità.

Al di là della netta somiglianza tra le due funzionalità (fanno sostanzialmente la stessa cosa) la principale perplessità che ha sorpreso gli utenti che hanno potuto sperimentare questa nuova modalità di ricerca è che non compare la dicitura “Generato dall’AI”. Nelle vecchie Panoramiche quell’etichetta c’era e paradossalmente era una sorta di garanzia sull’autorevolezza da dare alle risposte ottenute. Tale dicitura appare solamente se l’utente preme su “Altro” sotto il riepilogo rendendo di fatto più complesso distinguere tra un contenuto generato dall’AI e uno generato da un essere umano.

La questione è meno banale di quanto si possa pensare. Se è vero che la nota espressione “l’ho letto su internet” (figlia del più datato “l’ho sentito in TV o l’ho letto sui giornali”) non è garanzia automatica di veridicità e autorevolezza è altrettanto vero che l’utente deve poter sapere quel risultato da dove viene. Ed è il motivo (uno dei motivi a dire il vero) per cui alcuni siti sono considerati più autorevoli di altri a trattare determinati argomenti.

Al momento questa nuova funzionalità di ricerca di Google è in fase di test ed è probabile (e auspicabile) che nelle versioni successive tale disclaimer venga reso più evidente. Di per sé però questa nuova funzione non sembra aggiungere nulla di nuovo ad AI Overview, almeno negli Stati Uniti dove è disponibile.