Nuove indiscrezioni esclusive sul conto del secondo smartphone pieghevole della famiglia Google Pixel parlano di un cambio di strategia riguardo al nome, che renderebbe il dispositivo — che fino a questo momento era stato quasi automaticamente identificato come Google Pixel Fold 2 — parte integrante della prossima serie Pixel 9.

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Novità nella gamma Google Pixel

Sin dal lancio della serie Pixel nel 2016, la lineup di punta del colosso di Mountain View è sempre stata composta da due dispositivi, cui si aggiungeva puntualmente un Pixel “-a” di fascia media. Ebbene, quest’anno — salvo ribaltoni — assisteremo ad un cambio di rotta: come vi avevamo raccontato nei giorni scorsi, insieme a Google Pixel 9 e Google Pixel 9 Pro, dovrebbe essere proposto anche un modello di taglia “extra-large”: Google Pixel 9 Pro XL.

In attesa di capire se questo cambiamento nella parte più alta della gamma avrà ripercussioni sulla fascia media — già da tempo si parla di una serie Pixel “-a” prossima alla cancellazione —, le indiscrezioni di oggi coinvolgono nel discorso anche il prossimo Pixel pieghevole.

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Il pieghevole cambia nome?

Stando a quanto raccolto dalla fonte, infatti, nei piani di Google ci sarebbe una gamma Pixel 9 formata da quattro modelli:

  • Pixel 9 – nome in codice “tokay”
  • Pixel 9 Pro – nome in codice “caiman”
  • Pixel 9 Pro XL – nome in codice “komodo”
  • Pixel 9 Pro Fold – nome in codice “comet”.

Questi nomi, peraltro, sono stati confermati anche dal software che il team di Mountain View sta sviluppando per i Pixel 2024. L’ultima voce è quella più interessante: fino a questo momento il nome in codice “comet” era stato associato a Google Pixel Fold 2, che Big G avrebbe scelto di identificare come Google Pixel 9 Pro Fold. La fase di sviluppo del dispositivo impone di esercitare cautela: anche questo nome potrebbe benissimo non essere definitivo; ad ogni modo, la scelta è di per sé significativa: il prossimo pieghevole verrebbe considerato dal team di Google come parte integrante della serie Pixel 9.

Un cambiamento necessario

Un deciso cambio di strategia rispetto allo sfortunato predecessore: Google Pixel Fold era stato presentato al Google I/O, dunque la stessa casa madre l’aveva inquadrato come un dispositivo “di metà anno”, invece che come un flagship a tutti gli effetti (a dispetto di un prezzo, quello sì, indubbiamente premium). I primi acquirenti avevano ricevuto Pixel Fold a fine giugno, ritrovandosi tra le mani un dispositivo costosissimo, con all’interno un chipset — il Tensor G2 — vecchio di nove mesi e già impiegato su modelli molto più economici e con la garanzia di soli tre anni di aggiornamenti del sistema operativo Android. Pochi mesi più tardi, a ottobre, 2023, sarebbero arrivati anche gli ottimi Google Pixel 8 a rendere Pixel Fold ancora meno appetibile tra un Tensor G3, un supporto software più che raddoppiato e una manciata di funzionalità esclusive.

Insomma, se Google decidesse davvero di abbandonare il nome Pixel Fold 2 in favore di Pixel 9 Pro Fold, ciò potrebbe essere indicativo di una nuova strategia: non più un pieghevole come dispositivo a sé e di nicchia, bensì uno smartphone perfettamente inserito nella line-up del brand. Il primo passo per attuare questa nuova strategia è anche uno dei più importanti: si è già parlato del fatto che il secondo pieghevole di Big G dovrebbe saltare a piè pari l’attuale Tensor G3 e servirsi del nuovo Tensor G4. In aggiunta a questo, gli ultimi render del dispositivo evidenziano anche un maggiore allineamento ai Pixel 9 in termini di design (mentre il primo Pixel Fold è più simile ai Pixel 7 che ai Pixel 8).

La scelta di Google — che con questo secondo pieghevole avrà parecchio da dimostrare — rappresenterebbe un unicum nel panorama mobile, visto che gli altri produttori — a partire da Samsung — sono soliti separare i pieghevoli dagli altri modelli premium.