Dagli Stati Uniti arrivano pessime notizie per Google: a distanza di tre anni dalla citazione in giudizio da parte di Epic Games c’è un primo verdetto che darà non pochi problemi al colosso di Mountain View.

Sono bastate poche ore ai giurati, infatti, per decidere che Google ha trasformato il Play Store e relativo il servizio di fatturazione in un monopolio illegale.

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Una brutta gatta da pelare per Google

In pratica, la giuria ha deciso che Google ha il potere di monopolio nei mercati della distribuzione delle applicazioni Android e nei servizi di fatturazione in-app, aggiungendo che l’azienda ha adottato misure anticoncorrenziali e che Epic ha subito dei danni a causa di tali condotte.

Wilson White, vicepresidente di Google, ha subito fatto sapere che il colosso di Mountain View intende proporre appello nei confronti di tale verdetto, precisando che il processo ha anzi chiarito che l’azienda è in forte competizione con Apple e il suo App Store e con i vari store di app alternativi su dispositivi Android e console gaming.

Grande soddisfazione è stata espressa invece da Epic Games, che con un post sul blog ufficiale non ha usato mezzi termini, parlando di “una vittoria per tutti gli sviluppatori di app e i consumatori di tutto il mondo”.

A dire della software house, dal processo è emerso che le pratiche del Google Play Store sono illegali e che il colosso di Mountain View abusa della sua posizione per ottenere commissioni esorbitanti, soffocare la concorrenza e ridurre l’innovazione.

Resta da capire quali saranno i rimedi che il giudice James Donato deciderà di prendere e, pertanto, al momento i termini della vittoria di Epic Games non sono ancora ben definiti. Peraltro, la software house non ha richiesto il pagamento di un risarcimento danni, in quanto il suo obiettivo sarebbe quello di ottenere una sentenza che stabilisca che ogni sviluppatore di app ha totale libertà di introdurre i propri store e sistemi di fatturazione su Android.

Qualcosa che Google probabilmente teme molto di più di un semplice risarcimento danni milionario.