Annunciato ufficialmente lo scorso 6 ottobre 2022 — accanto agli apprezzatissimi Google Pixel 7 e Google Pixel 7 Pro — quale nuovo alfiere del sistema operativo Wear OS, Google Pixel Watch avrebbe dovuto segnare l’ingresso trionfale e lungamente atteso di Big G nel mondo degli smartwatch, tuttavia non è stato all’altezza delle aspettative: sebbene non bocciato del tutto, il primo indossabile da polso di Big G non ha convinto per via di prestazioni non esattamente entusiasmanti, soprattutto in ragione del prezzo elevato richiesto. Un nuovo report è andato ad analizzare parte dei costi di produzione di Google Pixel Watch e vede il nome di Samsung quale voce di spesa più significativa.
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Quanto costa produrre un Google Pixel Watch?
I report che analizzano i costi di produzione dei gadget tecnologici di cui ci circondiamo ogni giorno sono sempre molto interessanti, soprattutto per la possibilità di un raffronto col prezzo di listino che viene poi richiesto agli acquirenti; nel caso di Google Pixel Watch, è un nuovo report di Counterpoint a fare il quadro della situazione, con particolare riferimento al modello dotato di connettività LTE. Prima di entrare nel merito, è importante premettere come tale quadro sia comunque solo parziale, in quanto il bill of materials (BOM) non esaurisce tutti i costi sostenuti dal produttore.
Stando all’analisi effettuata, la lista completa dei componenti di un Pixel Watch LTE costa a Google un totale di 123 dollari, laddove il listino dello smartwatch si attesta a 399 dollari, per una differenza di 276 dollari. Il discorso diventa ancora più interessante guardando al nostro mercato, dove Google chiede 379 euro per il modello solo Wi-Fi e ben 429 euro per quello Wi-Fi + 4G.
Naturalmente, il report non segnala solo i costi complessivamente sostenuti da Big G per tutte le parti di Pixel Watch, ma entra nel dettaglio dei costi di ciascun componente. Come potete osservare nell’immagine sottostante, la voce di spesa principale è quella relativa all’Exynos 9110 che Google acquista da Samsung; il colosso sudcoreano è altresì il fornitore del modem LTE e non solo; nel complesso, il 20% dei costi sopra menzionati sono riconducibili a Samsung. Il secondo posto di questa particolare graduatoria è appannaggio di BOE, che coi suoi display OLED contribuisce al 17,2% dei costi menzionati.
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I più attenti di voi avranno già notato come il totale delle percentuali riportate superi il 100% e ciò si spiega considerando che i dati di Counterpoint prevedono degli arrotondamenti. Per visionare il report completo, visitate questo link.
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