WindsorNot, lo smartphone webOS fulltouch che mai sarà

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Il requiem per webOS è già stato suonato un anno fa in occasione dell’abbandono ufficiale da parte di HP, ma ogni tanto spunta qualche fantasma che riporta la memoria ai vecchi fasti. Da utente di Android, webOS e Windows Phone 7 devo ammettere che la piattaforma ideata da Palm era una spanna sopra tutte le altre in molti campi. Purtroppo ha patito una gestione pessima ed un momento storico poco favorevole.

La storia di webOS comprende relativamente pochi dispositivi: la prima generazione, costituita dal Pre, Pixi, Pre Plus e Pixi Plus; la seconda generazione, costituita dal Pre 2; la terza generazione, costituita dal Pre 3, dal Veer e dal noto tablet TouchPad. L’evoluzione, sia dal punto di vista software che da quello hardware, è stata continua e costante. In tutto questo c’è, però, una particolarità.

Il TouchPad è stato l’unico dispositivo con webOS ad avere una tastiera virtuale. Tutti gli smartphone, infatti, possedevano solamente una tastiera fisica senza corrispettivo virtuale. Una scelta obbligata sia dalle dimensioni degli smartphone, sia dall’interfaccia di webOS sia dall’attaccamento al “marchio di fabbrica” di Palm, ovvero le tastiere QWERTY. Eppure, non tutto è stato detto finora.

Era infatti comparso nei meandri del codice dei tool di webOS un dispositivo chiamato “Windsor”. Niente si è saputo su questo dispositivo, nè probabilmente mai si saprà. Tuttavia sono comparse online informazioni su un dispositivo chiamato WindsorNot. Di questo dispositivo non si conosceva neppure l’esistenza, fino a qualche giorno fa.

Eppure, ora si apprende che WinsorNot avrebbe potuto essere il primo smartphone webOS con tastiera virtuale e totalmente senza tastiera fisica. Si è venuti a conoscenza di questo grazie ad un video postato su Vimeo da Transparent House, una società che si occupa di promozione dei prodotti. Tale video ritrae un telefono già avvistato e già noto con il nome di “Stingray”, ma la cosa più importante è che apre ad interessanti scenari e speculazioni.

Non ci sono informazioni su questo dispositivo: nè le caratteristiche, nè la versione di webOS installata; non si sa niente. Eppure l’interesse è molto. Perchè HP ha lavorato su questo prototipo dopo l’abbandono della piattaforma. Situazione molto strana, che porta ad un dubbio: HP ha intenzione di rilasciare uno smartphone con Open webOS presto?

Non lo sappiamo. Nel frattempo sappiamo che il dispositivo pare avere un display da 3.6 pollici, un retro in vetro, una fotocamera posteriore posta centralmente sotto la quale è posizionato un flash LED, mentre inferiormente troviamo una porta microUSB centrata in mezzo a due griglie per gli altoparlanti. Superiormente c’è il tasto di accensione, lo switch del volume (silezioso/suoneria) e il jack da 3.5mm; il bilanciere del volume è posto sul lato sinistro.

È davvero un peccato che uno smartphone come questo non abbia mai raggiunto il pubblico. Forse avrebbe avuto qualche chance in più soprattutto col pubblico più giovane che preferisce le tastiere virtuali. Il problema principale di webOS, però, è sempre stata la mancanza di applicazioni e lo scarso impegno per farne crescere il numero – oltre alle limitazioni e ai difetti mai corretti ufficialmente.

La bellezza di webOS sta però anche in questo: ciò che non è stato perfezionato da Palm e da HP è stato reso migliore dalla community attraverso patch e applicazioni nuove. webOS è in realtà ancora vivo, ma è chiuso in una bara che aspettiamo qualcuno apra.

 

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