Oggi recensione di Sony Xperia 1 V, uno smartphone singolare per tanti aspetti ma atteso dal sottoscritto soprattutto perché porta al debutto una nuova tecnologia sul sensore fotografico Exmor T for mobile, ora dotato di uno layer separato per i fotodiodi e i transistor, raddoppiando così l’area fotosensibile del sensore. Come al solito i temi di interesse non mancano, quest’anno poi c’era bisogno di una maturazione generale del prodotto dopo un 2022 piuttosto deludente.

Le caratteristiche tecniche ci sono, le aspettative sono elevate, vediamo come se l’è cavata il nuovo Sony Xperia 1 V.

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Video recensione Sony Xperia 1 V

Design e materiali

Sony Xperia 1 V non è molto diverso dal precedente, Sony coerentemente con i modelli passati non stravolge un design ormai diventato iconico della serie, allungato e squadrato, molto elegante e discreto rispetto alla maggior parte degli smartphone in commercio. I materiali sono ottimi: Gorilla Glass Victus 2 sul fronte, Gorilla Glass Victus sul retro, alluminio sui bordi e non manca anche la certificazione IP68 contro acqua e polvere. A colpire sono poi le originali finiture dei bordi, che hanno una sorta di seghettatura orizzontale che facilita molto la presa oltre ad impreziosire il design; idem la back cover, con una trama fittissima in rilievo che ricorda la matrice dei pixel fotografici.

Frontalmente troviamo ancora il display 21:9 con angoli arrotondati racchiuso da cornici simmetriche 2 a 2, con quelle sui lati corti abbastanza generose, nelle quali trovano posto la fotocamera frontale e le fenditure per gli speaker direttamente sul vetro. Insomma, un design ricercato e prezioso, con tanti piccoli dettagli di pregio inaspettati, ma anche un design pratico, molto stretto e facile da impugnare (165 x 71 x 8.3 mm), leggero (187 g), per nulla scivoloso.

Non mancano comunque degli aspetti negativi, in particolare il bilanciere del volume è molto piccolo e posizionato troppo in alto, è scomodo da raggiungere e spesso si preme per errore la zona sbagliata (+ e -), il lettore di impronte digitali è veloce e preciso, ma essendo a livello della scocca, capiterà continuamente di attivarlo anche solo impugnando lo smartphone, con il risultato di dover poi inserire il pin o la sequenza di sblocco per limite di tentativi di lettura superato.

Display e multimedia

Il display è un’unità OLED da 6,5 pollici a 120 Hz non LTPO con supporto HDR e risoluzione 1644×3840 pixel per una conseguente densità di ben 643 ppi. La qualità del pannello è elevata, inoltre la calibrazione di base è già molto precisa. Se non bastasse comunque è possibile attivare la “modalità creazione” (sì, la traduzione è poco accurata, come tante altre nel sistema) che consente una riproduzione fedele al contenuto originale con una gamma BT.2020 a 10 bit, ideale per utilizzare il display dello smartphone come monitor sorgente in abbinamento ad una mirrorless Sony, o banalmente per ricontrollare le foto e i video scattati con altri dispositivi.

Nella gestione dello schermo manca invece un controllo raffinato del refresh rate, che si può impostare solo a 60 o 120 Hz. In questo secondo caso non verrà regolato automaticamente in base alle operazioni dell’utente (ad esempio 120 Hz solo durante lo scrolling) ma rimarrà fisso alla massima frequenza, abbassandosi a 60 Hz solo nella visione di contenuti multimediali.

sony xperia 1 v

Funzionalità

Il software Sony è ormai uguale a se stesso da molto tempo e rappresenta, a mio avviso, uno dei punti critici di questo smartphone. Non sarebbe così male in realtà, se non fosse veramente infarcito di tanti piccoli e fastidiosi bug e malfunzionamenti. Per esempio il widget orologio della lockscreen non segna mai l’ora corretta, Google Chrome si blocca spesso, le traduzioni in italiano sono per lo più sbagliate e poco comprensibili, le gesture sbagliano l’interpretazione, le animazioni ogni tanto non vengono eseguite e poi il problema del lettore di impronte di cui abbiamo già parlato.

Di base è un Android puro con qualche piccola funzionalità aggiunta e la suite di applicazioni Sony per la creazione di contenuti audio e video. Preinstallate troviamo 3 applicazioni diverse:

  • Photo Pro: è un’app fotografica con diverse modalità all’interno, quella manuale con la possibilità di controllo di WB, tempi, ISO, modalità di AF, fuoco manuale e parametri minori; una modalità con tempi di scatto modificabili e tutto il resto bloccato, una modalità programma con tutti i parametri gestiti dal software, una modalità auto uguale alla P ma con riconoscimento scene e una modalità basic che è sempre automatica ma con la possibilità di passare alla fotocamera frontale e di registrare video automatici
  • Video Pro: è un’app per registrare video con il controllo manuale di alcuni parametri (tempi, iso, WB, filtri, AF, fuoco manuale, microfoni) a cui si aggiunge la possibilità di effettuare uno streaming RTMP
  • Cinema Pro: una seconda app per video (solo orizzontali) dove si può arrivare al 4K a 60 fps, è organizzata per progetti e per ognuno di essi si possono applicare LUT personalizzati di Sony

Queste tre diverse app fotografiche sono poco pratiche e creano più confusione che reali benefici, specialmente la parte dedicata alla fotografia si potrebbe molto semplificare integrando una modalità Pro con controlli manuali all’interno di un’app di base, esattamente come fanno tutti gli altri brand. Anche le due app video sono superflue e potrebbero essere implementate un po’ meglio snellendo l’esperienza d’uso.

Sony prevede due anni di aggiornamenti di Android e 3 per le patch di sicurezza.

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Prestazioni

All’interno dello smartphone batte il Qualcomm Snapdragon 8 Gen 2, SoC top di gamma dell’azienda americana per il 2023. Il nuovo processore porta grandi benefici a Xperia 1, che rispetto al modello dello scorso anno risulta più veloce e più attento a consumi e temperature. Nell’utilizzo di tutti i giorni il device è reattivo, ma anche nell’utilizzo più stressante i miglioramenti sono tangibili dalla generazione 4.

Rimangono tuttavia alcune criticità legate alle temperature, specialmente quando vengono sfruttate le fotocamere per realizzare video o per una videochiamata. Questo suggerisce che nonostante le capacità del nuovo processore, rimane una difficoltà nello smaltimento del calore, probabilmente dovuta alla mancanza di un vero e proprio sistema di dissipazione.

Sul fronte connettività tutto funziona come deve, la ricezione del segnale è buona e viene gestita bene la configurazione dual SIM, peccato solo per l’assenza del supporto eSIM. Il comparto è molto completo e aggiornato con WiFi 6e, Bluetooth 5.3 e uscita video sulla Type-C 3.2, ricordiamo infatti che lo smartphone si può sfruttare come monitor esterno con alcune fotocamere Sony Alpha.

sony xperia 1 v

Autonomia e ricarica

All’interno della scocca di Sony Xperia 1v trova posto un modulo batteria da 5000 mAh, l’autonomia che garantisce è più che buona, riuscendo a coprire almeno un giorno e mezzo di operatività con circa 6 ore e mezza di display attivo.

La ricarica avviene a 30 Watt (alimentatore non incluso in confezione) oppure via wireless a 15 Watt.

sony xperia 1 v

Fotocamere

Il comparto foto del nuovo Xperia 1 ricalca il modello dello scorso anno, con la novità però di un sensore Exmor T for Mobile da 48 MP, un CMOS stacked con doppio strato per transistor e pixel. Si tratta di un’evoluzione significativa per il mondo degli smartphone e che magari vedremo replicata anche su altri device di punta a partire dal prossimo anno. Il sensore principale ha dimensioni 1/1,35″ ma grazie alla nuova struttura riesce ad ospitare pixel 1,7 volte più grandi della passata generazione ed è accoppiato ad un obiettivo stabilizzato con apertura F/1.9 e focale equivalente di 24 mm.

Troviamo poi una ultrawide da 12 MP con sensore Exmor RS di dimensioni 1/2,5″ e PDAF, oltre alla lente zoom 85-125 mm con sensore Exmor RS 1/1,35″ da 12 MP. Chiude il cerchio una frontale da 12 MP 1/2,9″ a fuoco fisso.

La qualità degli scatti è generalmente molto buona, la fotocamera principale con il nuovo sensore rende bene specialmente di notte e con poca luce, mentre talvolta di giorno l’intervento software per HDR è molto basso, facendo così emergere i limiti di gamma dinamica che si porta dietro un sistema ottico così piccolo. Il livello è quello degli smartphone di fascia alta, anche se alcune immagini avrebbero bisogno di un maggior denoiser. Bene la ultrawide, mentre il teleobiettivo con zoom ottico non convince del tutto, le immagini non sono nitide come ci saremmo aspettati e l’escursione 3,5-5,2 è tanto ridotta da risultare poco utile se non per movimenti di camera durante la registrazione video. Sony ha migliorato nettamente la situazione dallo scorso anno ed è apprezzabile la ricerca portata avanti sulla componente ottica delle fotocamere per smartphone, ma al momento l’applicazione pratica lascia più di un dubbio.

In video Sony Xperia 1 V si comporta benissimo, in automatico si può arrivare al 4K 30 fps e le performance sono convincenti sotto tutti i punti di vista. Si aggiungono poi le modalità di registrazione manuale che non sono affatto semplici da utilizzare ma possono dare un vantaggio in alcune situazioni, magari affiancando lo smartphone ad una mirrorless Sony Alpha.

In conclusione

Sony Xperia 1 V viene proposto a 1399 Euro di listino, in questo momento non è ancora possibile acquistarlo, se siete interessati val la pena tenere d’occhio il sito ufficiale.

Il concetto di voler creare uno strumento “professionale”  non solo cozza contro la realtà di tutti i giorni, in cui lo smartphone deve essere pratico, veloce e immediato, ma anche contro la fisica stessa della fotografia, che per forza di cose ha bisogno di uno spazio inevitabilmente mancante nella scocca di uno telefono. In questo senso Sony continua ad insistere nel suo ossimoro: far di uno smartphone quello che non è, non riuscendo in questo intento e pregiudicando almeno in parte l’esperienza d’uso che invece dovrebbe essere il principio fondamentale che determina lo sviluppo di un dispositivo portatile.

A nostro avviso il progetto Xperia 1 dovrebbe essere un po’ rivisto rinunciando parzialmente al concetto di smartphone “pro”, e puntando piuttosto alle vere esigenze degli utenti nella vita di tutti i giorni. La casa nipponica ne avrebbe tutte le capacità oltre ad una solida base da cui ripartire.