Recensione ASUS ROG Phone 5 ASUS tira fuori un altro asso dopo la commercializzazione nel 2020 di ROG Phone 3, un nuovo smartphone tutta potenza che scalza Xiaomi Mi 11 e Samsung Galaxy S21 nella classifica AnTuTu Benchmark di marzo 2021: ROG Phone 5.

Presentato assieme a ROG Phone 5 Pro e ROG Phone 5 Ultimate rappresenta l’apripista della lineup 2021 di nuovi smartphone specificatamente orientati al gaming. Potenza a dismisura, buon equilibrio e prezzi onesti in relazione all’offerta e al mercato fanno di ROG Phone 5 un device volto ai videogiocatori seriali, mentre può non trovare forte appeal verso l’utilizzatore classico e meno esigente.

In attesa che prendano sempre più piede esperienze cloud gaming stabili ed efficaci ci si può equipaggiare di una soluzione ottimamente dotata e in grado di stupire. Vediamo tutto nel dettaglio in questa recensione.

Video recensione ASUS ROG Phone 5

Confezione di vendita

  • Caricatore USB C da 65W;
  • Cover sagomata in plastica semi-rigida;
  • Spiletta per il vano dual nanoSIM (senza espansione di memoria);
  • Adesivi variegati con grafica ASUS/ROG;
  • Manualistica varia.

Design e materiali

A primo impatto non appare vistoso come il Lenovo LEGION, opinione che può presto cambiare appena ci si accorge che il logo ROG sul retro della scocca è composto in realtà da LED multicolore, ma approfondiamo a tempo debito. Sono 2 le colorazioni disponibili: Phantom Black e Storm White.

Molto generosi sia lo spessore pari a 10 mm che il peso di 237 grammi. Questi sono due primi fattori oggettivi che ci fanno intuire come ROG Phone 5 punti ad un target preciso e mirato di utenza, che già solo per peso, dimensioni e ingombro potrebbe voler puntare su soluzioni più ridimensionate (letteralmente -ndr) e non gaming-centriche com’è l’esperienza d’uso che ROG Phone fornisce.
In effetti usandolo in orizzontale (vi ritroverete spesso in landscape) il fattore peso si riduce e lo stesso dicasi per la scomodità d’utilizzo.

In portrait però rimane problematico l’uso ad una mano, inoltre risulta scivoloso se non lo si equipaggia della sua (poco efficace) cover in dotazione, bella nel design ma poco funzionale.

In tutti i casi il telefono al tatto conferisce ottime sensazioni di solidità e resistenza: è realizzato in vetro mentre il frame in metallo satinato, peccato non sia certificato IP68.

Nel lato destro poi troviamo bilanciere volume, tasto accensione e un microfono oltre agli AirTrigger 5; in quello sinistro il vano SIM assieme a un ingresso USB C e connettore personalizzato ASUS per collegare vari accessori (che tra poco approfondiamo); mentre in quello inferiore jack audio 3,5mm, un secondo microfono e un altro ingresso USB C; nel lato superiore appare solo un terzo microfono.
Piccola chicca il LED di notifica verde posto nella parte superiore sinistra, proprio sopra lo schermo.

Display e audio

Il pannello, realizzato da Samsung, è un ampio AMOLED da 6.78″ FHD+ 20.4:9 con il solito ottimo refresh rate variabile fino a 144 Hz. Rispetto all’unità montata su ROG Phone 3 sembrano scomparire quasi completamente gli aloni rosati/verdastri che apparivano a seconda dell’intensità della luminosità, ben fatto.
Invece gli strumenti di taratura colore non consentono di aggiustare il tutto alla perfezione, dovendo per lo più affidarsi alle regolazioni di fabbrica, un poco imprecise nonostante il supporto DCI-P3 del display e supporto HDR10+, oltre a un Delta E < 1 e una luminosità massima di 1200 nits.

I punti di forza sono i 300 Hz di refresh del tocco accoppiati ai 24.3 ms di latenza del touch che rendono ROG Phone 5 spiccatamente reattivo nel riconoscere tap e gesture, mantenendo il classico supporto ai 10 tocchi simultanei. Tutte caratteristiche essenziali per massimizzare l’esperienza in gioco.

Per lo sblocco dello smartphone ci si può affidare al fingerprint in-display ottico preciso e rapido il giusto, o al riconoscimento facciale 2D.

Audio

I due speaker simmetrici frontali a 7 magneti curati da DIRAC con tanto di amplificatore Cirrus Logic svolgono molto bene il loro lavoro offrendo buona spazialità, volume massimo nella media, bassi presenti e medie frequenze non coprenti, alti nitidi. Nel complesso un buon lavoro a pieno supporto anche di un uso multimediale oltre che gaming, confermando nuovamente la versatilità di ROG Phone sotto questi due fronti.
In caso però dovessimo trovarci all’aperto basta attivare la modalità “esterni” per aumentare ulteriormente il volume massimo sacrificando parte delle basse frequenze.

Aggiungiamo come il comparto sonoro ci è sembrato ben più maturo rispetto al passato, inoltre ROG Phone 5 è munito di ESS DAC audio lossless in grado di diminuire l’impedenza e di migliorare sia qualità sonora che flusso audio.

Il tutto è comunque regolabile dalle impostazioni, in quanto DIRAC consente di equalizzare il sonoro a piacimento e di scegliere tra 4 differenti preset.

Fotocamera: per noi è… MEH.

Prima di passare agli aspetti che veramente interessano di ASUS ROG Phone 5 vagliamo brevemente il comparto fotografico, non esattamente brillante.
In effetti è chiaro come ASUS non si sia impegnata nel portare l’ottimizzazione degli scatti a livelli pienamente soddisfacenti, per cui a chi è in cerca di un buon smartphone da gaming potente ma in grado di fare bene anche sotto questo fronte consigliamo di considerare altro. Di seguito la configurazione dei sensori fotografici:

  • Super grandangolo 13 MP 125°;
  • Standard 64 MP (Sony IMX686);
  • Macro 5 MP;
  • Selfie 24 MP.

ASUS ROG Phone 5

Anche in condizioni di buona luce può insorgere un fastidioso effetto mosso nelle foto facendole risultare pertanto inutilizzabili. Non ci ha poi particolarmente stupito la taratura colore, in più occasioni poco precisa.
Se non altro la definizione è buona per entrambi i sensori, sia super grandangolare che standard, anche al buio o con modalità notte.

I video arrivano fino all’8K 30 fps e quello su cui sono forti è la stabilizzazione, ben sviluppata se non troppo, dal momento ROG Phone 5 tende a croppare il sensore più di quanto ci saremmo aspettati nel tentativo di operare una EIS accurata.

Potenza e gaming: ci siamo eccome!

Qualcomm Snapdragon 888 sotto la scocca significa solo una cosa: potenza, tanta, però a discapito di temperature più elevate del normale e batteria che potrebbe risentirne; il nostro confronto tra Snap 888, Exynos 2100 e Apple A14 Bionic parla chiaro.
ROG Phone 5 è equipaggiato inoltre di 256GB di memoria UFS 3.1 e 16GB di RAM LPDDR5 nella sua variante più pompata, con tagli intermedi da 8/128GB e 12/256GB.

ASUS ROG Phone 5

Interessante l’ingegnerizzazione interna che vede il posizionamento della CPU al centro della scocca con attorno le batterie dual cell, il tutto sovrastato da una 3D vapor chamber per una miglior dissipazione del calore.
Dopo aver effettuato alcuni stress test prolungati (20 minuti ciascuno) abbiamo rilevato un’escursione di temperatura da 28.5 °C a 38.6°C. Molto meglio di quanto rilevato, a parità di test, con Mi 11 montante sempre Snapdragon 888.

Software e chicche dedicate

Che ROG Phone 5 sia un telefono diverso dagli altri lo si capisce in primis dalla confezione, molto curata e con impresse alcune serigrafie di Akira; in secondo luogo dalla musica di sottofondo in riproduzione nella schermata principale al primo avvio, che sfumerà fino a sparire quando si prosegue con il setup.
Anche la vibrazione è molto curata, piacevole e non secca, si fa sentire anche a fine scrolling di elenchi, alla pressione di toggle o in navigazione con pulsanti o gesture.

A bordo di ROG Phone 5 c’è Android 11 con ROG UI.
Un sistema supportato da un ottimo hardware, infatti non si riscontra alcun impedimento o impuntamento, esitazione o freeze frame di qualsivoglia tipo. Anche nell’apertura/chiusura dei giochi il telefono è perfettamente scattante, reattivo e pronto nonostante questo sia generalmente un punto debole della catena per Android.

È tra gli smartphone più fluidi e appaganti, se non il più appagante, lato esperienza d’uso. ROG UI è stata inoltre ancora meglio ottimizzata rispetto alle precedenti edizioni di ROG Phone, per cui risulta piuttosto leggera da processare ma non altrettanto semplice da personalizzare in quanto i settaggi a disposizione sono variegati; occorre del tempo dopo il primo avvio per comprendere fino a dove è veramente possibile arrivare, se si sa metterci mano.

ASUS ROG Phone 5

Anche in gaming le prestazioni sono da capogiro: laddove alcuni top di gamma (come Mi 11, ad esempio) presentano qualche drop frame improvviso e sporadico soprattutto a inizio partita, ROG Phone 5 nemmeno ci pensa ad incrinare l’eccellente esperienza gaming, specialmente dopo che ci ha abituati a una fluidità d’uso incredibile.

Riguardo alle funzioni implementate non possiamo non citare la possibilità di registrare le chiamate vocali, di impostare la regolazione automatica degli Hz del display da 60 a 144 in base al contesto.

Ma parliamo di uno smartphone prettamente gaming, non pecca di ulteriori funzionalità software (e aggiunte hardware) dedicate solo a lui, come quelle elencate di seguito:

Armoury Crate

L’app Armoury Crate permette di gestire abilmente molti settaggi specifici per ciascun gioco, come il controllo aggressivo o meno di temperatura, performance CPU, GPU e RAM, sensibilità e precisione del touch oltre a varie ottimizzazioni visive come anti-aliasing, filtraggio e dettaglio texture, frequenza di refresh del display.

ASUS ROG Phone 5

Anche le ottimizzazioni del sistema sono regolabili, scegliendo tra preset più bilanciati, conservativi o alla massima potenza come la Modalità X. Ogni preset è modificabile sfruttando pressoché gli stessi parametri descritti in precedenza utilizzabili per i vari giochi installati.

Il problema qui è destreggiarsi tra le impostazioni, veramente complicato e poco pratico, occorre del tempo prima di prenderci mano.

Game Genie

Questo tool si rende disponibile durante l’esecuzione di giochi. Con uno swipe da sinistra a destra si può accedere a toggle e settaggi rapidi per visualizzare info come fps, batteria, carico CPU e GPU, velocizzare il telefono, registrare nuove macro o lo schermo del ROG Phone, mappare gli AirTrigger.

AirTrigger 5

Già accennati a inizio articolo, si tratta dei due pulsantini a ultrasuoni posti sul lato destro di ROG Phone 5.

Da Armoury Crate è possibile regolare l’intensità del tocco necessaria per determinare una certa azione, inoltre ogni tastino può riconoscere la pressione sia a sinistra che a destra dello stesso, così come il trascinamento verso destra o sinistra.

Ci siamo stupiti della precisione con cui opera AirTrigger, peccato non sempre riesce a trovare terreno fertile per un suo utilizzo, parziale o completo, dal momento che alcuni titoli non risultano ancora compatibili.

AeroActive Cooler 5

Venduto a 59,99€ questo primo accessorio è abbinabile a ROG Phone 5 e ha lo scopo di abbassare le temperature limitando thermal throttling, sovraccarichi eccessivi di componenti interni e batteria.

ASUS ROG Phone 5

Si aggancia sul retro del device e aggiunge 2 pulsanti fisici per la simulazione di tap su schermo a destra/sinistra mentre si è in game, inoltre aggiunge 1 ingresso jack 3,5mm, il piedistallo in plastica per mantenere il telefono in landscape e logo ROG retroilluminato LED RGB.

Inoltre la ventola quando è collegata muta la Modalità X attiva sul telefono in Modalità X+, mentre sempre dall’app Armoury Crate è possibile regolare manualmente gli rpm, se non si desidera lasciare questo compito al sistema.
Interessante come, quando è in uso il microfono, la ventolina cessi di funzionare per non ostacolare un buon audio in cattura.

ROG Kunai 3 gamepad

Anche questo gadget è venduto separatamente a 119,99€ e il concetto di funzionamento è simile a quello di Nintendo Switch. È composto da una parte centrale munita di USB C al quale sono assicurati ai lati i 2 controller destro e sinistro.

ASUS ROG Phone 5

Viene fornito anche di una sagoma in plastica che trasforma il tutto in un controller di gioco, proprio come accade con la Switch. Inoltre una cover apposita da assicurare a ROG Phone 5 permette di agganciare ai lati del telefono i due controller mobili, così da utilizzare questo apposito setup facendo a meno dell’uso del touch.

I pulsanti a disposizione sono molti, sia da sfruttare in gioco che in una banale navigazione del sistema e il gamepad può connettersi sia al telefono in modo wired che via bluetooth, peccato non tutti i titoli siano compatibili con questo accessorio.

Batteria

La configurazione è a doppia batteria da 3000 mAh ciascuna, per un totale di 6000 mAh.
Con il caricatore HyperCharge 65W in confezione occorre attendere 1 ora per una full charge, con ASUS che si è impegnata particolarmente nel contenere le temperature durante questa fase delicata.

Lato software permangono le numerose possibilità offerta da ASUS nel gestire oculatamente la fase di ricarica come la “modalità lenta” per non stressare eccessivamente la batteria o la possibilità di limitare la ricarica all’80% o 90%, nel tentativo di allungare la vita utile.

Attivando la Modalità X, 144Hz, AOD e prestazioni massimizzate ASUS ROG Phone 5 arriva a 5 ore di schermo con uso medio/basso. Regolando il tutto in modo decisamente più bilanciato tramite Armoury Crate si riescono a raggiungere le 7 ore di schermo con uso medio.

Inutile dire come durante il gioco i consumi cambino notevolmente, in questi casi il ROG dura sulle 4 ore in gaming impegnato. Tuttavia nel complesso risulta soddisfacente e le regolazioni che permette il software sono estremamente precise e dettagliate, più di quanto si possa vedere su qualsiasi altro smartphone.

Ad ogni modo un consiglio che vi diamo è di pianificare l’always on display in modo da mantenerlo disattivato nelle ore serali, così da preservare preziosi punti percentuale.

ASUS ROG Phone 5

Connettività

La reattività dei dati wireless è fondamentale nei giochi multiplayer competitivi online. Ecco perché ROG Pone 5 è munito di WiFi 6E con 2×2 MIMO oltre a Bluetooth 5.2, GPS a doppia frequenza e NFC per i pagamenti.

Lato connettività non abbiamo notato problemi di sorta, se non a momenti delle incertezze nello sfruttare il WiFi piuttosto che la rete dati mobile, condizione dettata probabilmente dalla tecnologia HyperFusion, attivabile o meno dalle impostazioni.

Per il resto è presente supporto a reti 5G NSA/SA e la modalità “Auto 5G” per lo switch automatico tra 4G/5G all’occorrenza e per ottimizzare velocità e stabilità della rete. Anche il 5G a cercare il pelo nell’uovo necessita di qualche ottimizzazione di gestione in più, così da rendersi più stabile.

In conclusione

ASUS ROG Phone 5 è disponibile a 999€ per la variante da 16/256GB, mentre a 899€ per la 12/256GB e a 799€ per la 8/128GB sullo store ufficiale.

ASUS ROG Phone 5 è lo smartphone da gaming per eccellenza, potente e reattivo, ben bilanciato con la carenza più grande rappresentata dal comparto fotografico sul quale possiamo però chiudere un occhio, se teniamo a mente il target principale.

Certamente lo consigliamo ai videogiocatori, questione che si ribalta completamente se a prendere in seria considerazione ROG Phone 5 è un utente solo in cerca di potenza; per quella ci sono tanti altri top di gamma che fanno bene il loro lavoro senza offrire feature dedicate, mirate e ben pensate che altrimenti non andreste ad utilizzare in alcuna maniera se il vostro scopo principale non fosse quello di giocare.

Voler disporre semplicemente di un telefono prestante non è un buon motivo per puntare su ROG Phone 5, dal momento che rimane poco pratico da maneggiare, è decisamente e solamente gaming-oriented e tiene poco in considerazione l’uso classico di uno smartphone, ancora più che in passato.


Pagella

7
Design
10
Funzionalità
10
Prestazioni
6.5
Fotocamera
7.5
Batteria
8.4