Gli smartwatch Android continuano a vivere alti e bassi ma forse qualcosa sta cambiando. Nel tempo si sono susseguiti numerosi brand e prodotti con Android Wear prima e Wear OS dopo tuttavia nessuno è riuscito a importi in un modo anche solo paragonabile a quanto Apple ha fatto fino ad ora. L’unico vero concorrente all’Apple Watch finora definibile tale erano i prodotti Samsung con a bordo Tizen OS, insomma, ben poco a che vedere con Android.

La musica però potrebbe presto cambiare, sia grazie ad un rinnovato slancio da parte di Google in occasione del Google I/O 2021 (secondo i rumor) ma soprattutto per l’entrata a gamba tesa di un nuovo produttore che da un paio di anni sta facendo sempre meglio, anche nel nostro paese. Questo brand è Oppo e il suo prodotto di punta è Oppo Watch da 46 mm, oggetto di questa recensione, che irrompe come un fulmine a ciel sereno, si siede in cattedra e spiega a tutti come bisogna implementare Wear OS.

Video recensione Oppo Watch

Costruzione e design

Esteticamente si presenta decisamente bene e diverso da tutti gli altri smartwatch con Wear OS in circolazione, strizzando però al tempo stesso l’occhio ad Apple Watch data la forma squadrata. Ciò che lo differenzia maggiormente comunque è il vetro e relativo display che è leggermente curvato ai bordi destro e sinistro, accattivante esteticamente ma non proprio funzionale dato che attira verso il centro numerosi riflessi. La buona notizia comunque è che il vetro sembra decisamente resistente dato che finora, a distanza di diversi giorni d’uso (e colpi involontari), non presenza il minimo segno d’usura.

Il corpo è poi realizzato in alluminio sui bordi e ceramica sulla parte inferiore dove sono poi collocati i principali sensori ottici per rilevare il battito cardiaco. Ben costruito a resistente fino a 5 atmosfere per cui può essere utilizzato tranquillamente anche sotto la doccia o in piscina.

Il cinturino invece è in gomma con attacco proprietario ma molto semplice nell’aggancio e sgancio, tuttavia qualora vogliate cambiargli cinturino dovrete acquistarne di compatibili e la disponibilità non è così ampia (li trovi su Amazon.it). L’aggancio è similare ai cinturini di Apple Watch e delle Mi Band di Xiaomi ma in più è presente anche un passante per tenere ferma la parte restante del cinturino e rafforzare l’aggancio.

A livello ergonomico non provoca fastidi o sudorazione del polso attenzione solo a capire quale sia la misura più adatta a voi, se avete un polso piccolo infatti potrebbe essere più conveniente puntare al 41 mm rispetto al 46 mm.

Display e interazione

Come dicevamo il display è leggermente curvo ai lati e misura 1.91” con tecnologia AMOLED e risoluzione 402 x 476. Questo permette di avere neri perfetti per cui le scritte e le immagini risaltano bene alla vista e un buon range di luminosità che si può regolare manualmente dalle impostazioni o dai collegamenti rapidi o direttamente dal sensore di luminosità integrato che svolge anche un buon lavoro.

Inoltre è presente anche una modalità Always On Display che è possibile attivare, disattivare o mantenere per pochi secondi e anche questo viene regolato nell’intensità della luminosità automaticamente dal sensore in base alla luce ambientale.

Hardware e prestazioni

Dentro la scocca c’è il vero segreto di Oppo Watch ovvero la presenza di ben sue SoC: uno è il Qualcomm Snadpragon Wear 3100, il secondo è l’Apollo 3 Wireless che entra in funzione quando si attiva il risparmio energetico. È infatti un SoC che consuma molto meno e che permette di tenere in vita lo smartwatch molto più a lungo.

Le memorie sono 1GB quella RAM e 8 GB quella interna (possibilità di caricare canzoni?) mentre non mancano il GPS + GLONASS, il WiFi, Bluetooth 4.2, l’NFC per i pagamenti digitali, un microfono per impartire comandi vocali a Google Assistant e uno speaker che all’occorrenza può essere utilizzato anche per effettuare chiamate.

Software: Wear OS ridisegnato

Il vero asso nella manica di Oppo Watch però è lato software dove l’azienda ha fatto ciò che nessun altro aveva osato mai fare: realizzare una interfaccia grafica personalizzata a Wear OS. Tutti conosciamo infatti la bontà e le qualità di questo sistema operativo ma l’interfaccia Stock oltre che essere parzialmente obsoleta, ritrovarla su qualsiasi smartwatch era anche un po’ stancante. Oppo ha dovuto trovare una soluzione anche per adattare meglio il sistema operativo al proprio formato squadrato.

La navigazione all’interno del sistema è molto semplice:

  • con uno swipe dall’alto verso il basso: si aprono i classici collegamenti rapidi, completi e non modificabili;
  • con uno swipe verso sinistra si richiamata l’assistente Google per dargli comandi vocali o vedere al volo eventuali memo;
  • con uno swipe verso destra ci sono invece i Widget personalizzabili, di default troviamo: attività quotidiana, andamento cardio della giornata, ultima attività fitness e ultima rilevazione del sonno;
  • con uno swipe dal basso verso l’alto invece si apre la tendina delle notifiche, quella classica di Wear OS;
  • per uscire dalle varie voci o menu interni è sufficiente fare uno swipe laterale da sinistra verso destra.

Ulteriori sistemi di navigazione è tramite i pulsanti fisici posti sul fianco destro dell’orologio:

  • premendo il tasto superiore si entra nella lista delle app, un menu completamente ridisegnato e che si scorre in verticale con una lista 3 x 3;
  • premendo invece il pulsante inferiore invece, tra l’altro evidenziato col colore verde, si entra nella modalità sportiva con la possibilità di far partire un allenamento.

Sportwatch? Non tanto

Uno degli aspetti attualmente più carenti di Oppo Watch è quello sportivo dove le modalità di allenamento sono appena 6****. Questo è davvero un peccato perché di contro tutte le rilevazioni avvengono con un’ottima precisione, con uno scostamento irrilevante rispetto ad esempio a una fascia cardio o a dispositivi concorrenti come l’Apple Watch.

Anche il GPS + GLONASS lavora bene realizzando un tracciato efficace del nostro percorso, l’aggancio ai satelliti è in media rapido con un poco di difficoltà in più se ci troviamo in città quindi fra i palazzi.

Per i momenti di inattività prolungata sono disponibili gli avvisi automatici con una funzione aggiuntiva: gli esercizi rapidi; utili perché vengono spiegati con tanto di video e audio (seppur in inglese).

Non manca infine la funzionalità per eseguire esercizi di respirazione.

Smartwatch? Decisamente sì

Uno degli aspetti più interessanti di uno smartwatch con Wear OS, a differenza dei numerosi prodotti economici che sono in circolazione come Amazfit e Xiaomi, è la possibilità di vedere le notifiche complete e di eventualmente rispondere. È possibile infatti inviare risposte pre-compilate, rispondere digitando sullo schermo o tramite comandi vocali oppure eseguire azioni se disponibili, ad esempio archiviare o eliminare una mail ricevuta su Gmail.

Sono inoltre visibili le emoji e vedere eventuali foto inviateci su WhatsApp o altre app di messaggistica, insomma praticamente tutto ciò che è possibile fare tramite la tendina delle notifiche dello smartphone (quindi, sempre per fare un esempio, non è possibile ascoltare vocali).

Tracciamento del sonno con la misurazione della quantità di sonno leggero e profondo con relativo grafico, non va estremamente nel dettaglio ma permette di consultarli direttamente dallo smartwatch, come invece altri non fanno.

Ulteriori funzionalità accessibili dal menu sono le classiche: meteo, cronometro, timer, sveglie e orologi del mondo, oltre alla possibilità di pagare tramite NFC con Google Pay, essendo installato di default.

Logicamente essendo uno smartwatch con Wear OS è dotato di Google Play Store e quindi della possibilità di aggiungere funzioni installando applicazioni come Strava, Adidas Running, Spotify, Google Keep, etc.

Software: applicazione smartphone

L’applicazione di riferimento da scaricare sullo smartphone è HeyTap Health (disponibile sul Play Store), la stessa che bisogna usare per i vari wearable di Oppo.

Di base l’applicazione permette di leggere i vari dati sincronizzati e quindi il numero di passi effettuati durante il giorno o nei giorni precedenti, eventuali allenamenti, calorie, attività e l’andamento del sonno. In tutti i casi la quantità di informazioni consultabile non è elevata ma sufficiente per avere un buon quadro.

Alla voce Fitness invece è possibile far partire un’attività mentre in Gestisci si può personalizzare alcune impostazioni dell’orologio. Si può infatti decidere di cambiare quadrante, decidere di quali applicazioni ricevere le notifiche e quali no e ogni quanto far comparire una notifica di inattività.

Nelle impostazioni infine è possibile scegliere di sincronizzare i dati con Google Fit.

 

Batteria

La batteria presente in Oppo Watch da 46 mm è di 430 mAh il che garantisce pienamente più 2 giorni di utilizzo, senza però attività che richiedono il GPS, in questo caso l’autonomia dipenderà molto da quanto lo utilizzate e durante la geo-localizzazione ha una scarica del x% ogni 10 minuti.

La sua peculiarità rispetto agli smartwatch concorrenti però è la ricarica rapida VOOC: in 15 minuti si ricarica infatti del 46% che è sufficiente per coprire la giornata.

Inoltre, raggiunta la soglia del 15-20% lo smartwatch chiederà più volte di andare in risparmio energetico dove viene utilizzato il processore meno energivoro ma continua a mostrare le notifiche, contare i passi e misurare il battito cardiaco, offrendo diverse ore di utilizzo in più rispetto a non averla attivata.

 

In conclusione

Oppo Watch è uno smartwatch che consigliamo a tutti i possessori di uno smartphone Android che cercano qualcosa di seriamente paragonabile ad Apple Watch. L’azienda ha saputo interpretare nel giusto modo Wear OS andandolo a personalizzare come era necessario per adattarlo meglio al quadrante squadrato e differenziarlo rispetto agli altri. La ricarica rapida, la buon autonomia, la fluidità software e la precisione dei dati sono inoltre altri punti di forza di questo prodotto che viene offerto a un prezzo tutto sommato interessante.

È disponibile nella versione da 46 mm a 299 Euro mentre quella da 41 mm a circa 209 Euro, sia in Nero che Rosa. Al momento non esiste una versione LTE.