La fascia di mercato più ambita degli ultimi anni è la fascia bassa, spesso sfruttata da brand emergenti per farsi un nome ed entrare nelle grazie dei consumatori. Questa strategia ha fatto la fortuna di Huawei prima e di Xiaomi oggi, ma c’è un altro brand che punta a questa fascia per consolidare la sua posizione di spicco: sto parlando di Samsung, che con questo suo Galaxy M20 propone qualcosa di diverso rispetto ai suoi precedenti entry level.

Unboxing e primo contatto

Questo Samsung Galaxy M20 è un prodotto acquistabile solamente su Amazon e nei Samsung Store: all’interno della confezione troviamo, oltre allo smartphone, un caricabatterie standard, un cavo USB-C e le cuffiette auricolari. Personalmente preferisco rinunciare alle cuffiette ed avere subito una cover, ma è una questione di gusti e priorità.

Preso in mano, la prima cosa che ho notato è che si tratta di un dispositivo davvero scivolosissimo: tutto curve e costruito in policarbonato lucido, è davvero difficile per me usarlo in maniera sciolta, anche viste le dimensioni non proprio contenute. La sensazione in mano è proprio quella di una saponetta. Il mio consiglio è di prendere subito una cover, non tanto per proteggerlo quanto per migliorarne il grip.

La costruzione generale è buona, ma non mi piace tanto il gradino laterale che si crea tra la scocca e il display: sembra come se il display voglia uscire dal corpo dello smartphone ed esteticamente non è il massimo. Il design del posteriore poi è davvero anonimo, anche in questa colorazione blu meno noiosa del classico nero, e si riempie molto facilmente di ditate. Al contrario, molto più gradevole sulla parte anteriore grazie all’ampio display con notch ridotto.

Sempre sul posteriore troviamo il sensore d’impronte digitali: posizionato un po’ troppo in alto rispetto a dove si poggia naturalmente l’indice, non è facile centrarlo e non è nemmeno velocissimo. Si può comunque sbloccare il dispositivo tramite il riconoscimento del volto 2D, un pochino più veloce ma che non funziona al buio.

Display

Il display di questo Samsung Galaxy M20 è un TFT da 6,3 pollici FHD+ (2340 x 1080 pixel), una buona unità per questa fascia di prezzo soprattutto per la resa cromatica molto precisa e piacevole. Non essendo un AMOLED ovviamente i neri sono un po’ grigini ma per me il display resta uno dei punti di forza di questo dispositivo. Migliorabile il sensore di luminosità che ci mette sempre un paio di secondi di troppo ad adattarsi alle varie situazioni di luce.

C’è un piccolo notch, che Samsung chiama “Infinity-V”, che non dà per nulla fastidio ma che non può essere nascosto via software: o meglio, c’è un po’ di confusione perché questo notch viene tagliato nelle applicazioni quando sono usate in orizzontale, perdendo la possibilità quindi di sfruttare quella porzione di display. Questo succede anche quando guardiamo un video su YouTube, su Netflix o anche nella galleria, quindi in orizzontale quel notch semplicemente non c’è: sta a voi decidere se questa scelta vi soddisfa o meno.

Hardware

L’hardware è degno dei migliori entry-level sul mercato: troviamo un processore Exynos 7904 octa-core fatto in casa da Samsung, con 4 GB di RAM e 64 GB di memoria interna, espandibili via microSD. Galaxy M20 è inoltre un dispositivo dual-SIM e ho molto apprezzato il triplo slot per due SIM e una microSD: non è necessario quindi rinunciare alla seconda SIM se vogliamo espandere la memoria interna via microSD. La scheda tecnica si completa con NFC, Bluetooth 5.0, Wi-Fi mono-band e batteria da 5000 mAh, ma di quest’ultima ne parleremo più avanti.

Le prestazioni non sono entusiasmanti in termini di velocità, ma ha sempre svolto ogni compito che gli abbia richiesto. È un dispositivo affidabile, su questo non ho dubbi, ma allo stesso tempo non è il dispositivo che consiglierei a chi vuole rapidità nelle operazioni, nel multitasking e nell’apertura delle app. I giochi non sono fulminei a caricarsi ma una volta partiti non presentano problemi, ovviamente dobbiamo “accontentarci” di dettagli grafici non al massimo ma ricordiamoci che stiamo sempre parlando di un base di gamma. Dove Galaxy M20 splende è negli ingressi: finalmente Samsung abbandona la microUSB nella fascia bassa a favore di una più moderna USB-C, mentre continua (per me giustamente) a puntare sulla porta audio da 3,5 mm per le cuffie. Sul fondo inoltre c’è lo speaker mono: volume e resa da fascia bassa.

L’autonomia è sicuramente l’aspetto di maggiore interesse di questo Galaxy M20: la batteria da 5000 mAh fa ben sperare già alla lettura della scheda tecnica e durante l’utilizzo ha mantenuto le promesse. Per me chi sceglie questo Galaxy M20 può farne due utilizzi: o super intenso (viste le dimensioni della batteria) o da telefono secondario (visto il prezzo contenuto e le prestazioni non al top). Nel primo caso, ho provato davvero con tutte le mie forze a scaricarlo in un giorno facendo una giornata super stress e ho concluso una giornata di 18 ore di utilizzo misto Wi-Fi/4G con 8 ore di schermo acceso e il 22% di carica residua. Questi dati confermano che le 10 ore di schermo acceso sono alla portata e che scaricarlo in un unico giorno è quasi impossibile. Il secondo caso, con un utilizzo più leggero, mi ha permesso di fare le due giornate in tranquillità, con 37 ore di utilizzo e 4 ore abbondanti di schermo acceso e ho concluso il secondo giorno con il 17% di batteria residua. Autonomia al top, ma per assurdo secondo me si può ancora migliorare la gestione dei consumi in standby.

Software

Samsung Galaxy M20 è purtroppo fermo ad Android 8.1 Oreo con la Samsung Experience 9.5 e le patch di sicurezza di gennaio. L’azienda coreana ha però promesso l’aggiornamento a Pie con la One UI nel giro di qualche mese. Questa versione di Android con la vecchia Samsung Experience fa sembrare il dispositivo più datato di quanto non sia in realtà, con un OS un po’ troppo carico e senza le ultime ottimizzazioni. Manca qualsiasi riferimento a Bixby, mentre sempre presente la possibilità di personalizzare l’interfaccia tramite temi, icone e sfondi del Galaxy Store.

Fotocamera

Capitolo fotocamera: sul posteriore troviamo due sensori, il principale da 13 megapixel f/1.9 e il secondario ultra-grandangolare da 5 megapixel f/2.2; mentre sulla parte frontale troviamo la fotocamera per i selfie da 8 megapixel f/2.0.

Il sensore principale regala buoni scatti, soprattutto di giorno: buoni i dettagli, piacevoli le macro, magari i colori escono un po’ “smorti” rispetto alla realtà ma nulla di troppo grave. Al buio la situazione è un po’ più critica, soprattutto a causa della riduzione del rumore particolarmente aggressiva del software Samsung, ma rimane a un livello accettabile per un base di gamma. Ritratti un po’ deludenti, soprattutto per lo scontorno poco preciso.

Diverso il discorso per la grandangolare: senza dubbio divertente da usare ma 5 megapixel oggi sono davvero pochini, di giorno gli scatti non sono male ma sono utilizzabili davvero solo per i social. Inoltre appena cala la luce è praticamente inutilizzabile: tra risoluzione e scarsa resa al buio, sembra di tornare indietro di 5-6 anni. Al contrario mi è piaciuta la possibilità di correggere al volo la distorsione fisheye della lente ultra-grandangolare all’interno della galleria.

Selfie okay, i dettagli sono un po’ impastati ma il campo di visione è molto ampio. Buoni i video, che arrivano a risoluzione massima 2336 x 1080 pixel in 19,5:9 con entrambi i sensori, buona la resa generale ma senza stabilizzazione. Sopra la media per la fascia di prezzo.

Conclusioni

Samsung Galaxy M20 rappresenta la nuova filosofia di Samsung per la fascia bassa: un dispositivo affidabile e con un’enorme batteria, che farà felici quegli utenti che badano al sodo, proposto a 229 euro. Per me è un dispositivo dai due volti, con pregi e difetti che possono avere un peso specifico diverso a seconda delle proprie esigenze.

I motivi per non sceglierlo sono soprattutto due: reattività e software un po’ datato, due aspetti correlati che potrebbero risolversi contemporaneamente con l’update ad Android 9 Pie con la nuove One UI. Se volete quindi un dispositivo prestante, questo Galaxy M20 potrebbe deludere perché le cose le fa con moooolta calma. E sulla stessa fascia di prezzo ci sono device più reattivi o più aggiornati.

Ma so anche che questo Galaxy M20 venderà bene perché molti si fidano del brand, il logo di Samsung ha ancora un peso e, per farvi un esempio, in famiglia i miei zii prendono maggiormente in considerazione uno smartphone di Samsung anziché uno di Xiaomi. Ecco proprio i miei zii sono un esempio perfetto della clientela a cui Samsung si rivolge: senza grosse pretese se non per la batteria.

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