Come sicuramente i possessori di OnePlus One sapranno, nella notte tra venerdì e sabato è stato rilasciato Cyanogen OS 13 basato su Android 6.0.1 Marshmallow, poco più di una settimana dopo il termine del Q1 di cui l’azienda aveva parlato.

Steve Kondik si è scusato per il ritardo in un post sul forum di OnePlus, dove ha spiegato che la compagnia ha avuto qualche problema con la certificazione Google (ripetuta tre volte); come potete notare nell’immagine di copertina, la ROM è “MOD READY“, ma queste ultime arriveranno solamente con la prossima release, Cyanogen OS 13.1 (a cui il team sta già lavorando), che sempre secondo le parole di Kondik sarà piena di novità. Come vi avevamo già detto inoltre sembra che il supporto software per OnePlus One possa anche proseguire oltre i due anni previsti e potrebbe quindi arrivare Android N.

Dopo averla installata da un paio di giorni possiamo quindi procedere ad una “breve” analisi di Cyanogen OS 13, scoprendo quali siano le nuove funzioni e se siano presenti bug particolari; ovviamente un’analisi approfondita richiederebbe molto più tempo perché, come probabilmente saprete, alcuni eventuali bug o problemi possono sorgere anche dopo settimane. Ma procediamo con ordine.

Installazione

Se avete l’ultima versione della COS 12.1 (YOG7DAS2K1) e siete completamente “stock” (niente TWRP) l’installazione è molto semplice e avete a disposizione due metodi: aspettare l’OTA (senza distruggere il touch premendo continuamente su “controlla aggiornamenti”…) oppure scaricare lo zip dell’incrementale, copiarlo nella memoria del telefono (potete anche scaricarlo direttamente da quest’ultimo), entrare nella recovery e applicare l’update dal menu adibito allo scopo.

Se invece avete la TWRP la procedura è più complicata in quanto non è ancora stato rilasciato da Cyanogen lo zip completo “flashabile” della ROM. Per installarla dovrete infatti fare in modo di avere la recovery stock (potete estrapolarla dal file fastboot della COS 12.1). Per i più avvezzi al modding sappiate che per (ri)avere il root si può flashare SuperSU 2.71, mentre sembra esserci qualche problema con Xposed.

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Impostazioni, tile e drawer

Non essendo ancora state incluse le interessanti MOD, le novità sono principalmente quelle portate dall’ultima distribuzione di Android, tra cui la nuova gestione dei permessi, Doze, Now on Tap e così via. Una volta riavviato il terminale e configurato (se avete effettuato qualche wipe), vi troverete davanti alla home: il launcher è ovviamente Trebuchet. Dagli screen potete vedere i tile e le impostazioni presenti nella ROM, molte delle quali erano già nella versione precedente.

Come avrete notato il tema predefinito è Hexo, comunque piuttosto simile alla precedente versione; resta anche la funzione di risveglio vocale tramite le parole “Ok OnePlus” (da pronunciare in modo anglosassone), che in seguito ad alcune nostre prove riesce sì a risvegliare il dispositivo, ma senza aprire Google Now; dai tile potete anche intuire che fortunatamente è ancora presente MaxxAudio, grazie al quale potete personalizzare la componente sonora (equalizzatore, bassi e treble).

Il drawer è ora in stile Android Marshmallow: scorre cioè in verticale e le applicazioni sono divise in un chiaro ordine alfabetico; è presente anche una barra di ricerca nella parte superiore.

 

 

Parte telefonica, temi e fotocamera

Come nella COS 12.1 il dialer telefonico ha la possibilità di essere integrato con TrueCaller, il noto servizio per identificare i numeri sconosciuti ed eventualmente bloccarli e segnalarli come spam agli altri utenti; grazie ad una serie di chiamate indesiderate da parte di call-center possiamo confermarvi che funziona molto bene.

E’ ovviamente presente ancora una volta l’applicazione temi (versione 2.1.0), che permette di personalizzare quasi ogni singola parte del sistema: font, icone, sfondi, controlli, animazione di avvio etc.etc.

Veniamo ora al comparto fotografico: la fotocamera di default non è la Snapdragon Camera che abbiamo imparato a conoscere su CyanogenMod 13, ma la “classica” Cameranext di Cyanogen, che ha subito un po’ di restyling a livello grafico; tra le impostazioni saremo in grado di scegliere se salvare le immagini in RAW e molto altro. Naturalmente per quanto riguarda i video c’è ancora la possibilità dello slow motion a 60 fps a 1080p e a 120 fps a 720p; purtroppo ancora niente supporto alle Camera 2 API, ma ce lo aspettavamo.

 

Autonomia, bug e conclusioni

Per quanto riguarda l’autonomia ancora non possiamo esprimerci un granché, ma la durata della batteria sembrerebbe in linea con quella delle versioni dotate di Android Lollipop, con qualche miglioramento nello standby prolungato grazie a Doze. Abbiamo però notato un bug, che speriamo risulti solo “statistico” (faremo esami più approfonditi nei prossimi giorni): nella schermata dei consumi, a terminale appena acceso, abbiamo trovato i Google Play Services al primo posto, con un consumo stimato di 16153322717187 mAh (sì, avete letto bene, non è un errore); la dicitura è poi scomparsa in seguito al riavvio; dopo qualche ora purtroppo ci siamo ritrovati con lo stesso problema, sia con i Play Services che con Facebook.

Siamo giunti alle conclusioni, quindi: come gira il nuovo Cyanogen OS 13? Il sistema è fluido e durante i giorni di test non abbiamo notato alcun impuntamento né problema particolare (a parte quello descritto qui sopra); se siete preoccupati del possibile “bloatware” inserito sappiate che tutte le app incluse (tra cui Cortana e Boxer e-mail) sono tranquillamente disinstallabili. Se montate COS 12.1 il nostro consiglio è quello di procedere all’update senza patemi (anche per le patch di sicurezza), se invece siete già su Marshmallow con la CyanogenMod 13 (nightly o snapshot) tenete conto che i cambiamenti non sembrano essere moltissimi rispetto a quest’ultima, almeno fino all’uscita della versione 13.1, che non sappiamo tra quanto tempo arriverà.

Se avete qualche domanda o questione da sottoporci non esitate a lasciare un commento nel box qui sotto.