Il Google Play Store si prepara a rendere la ricerca delle applicazioni ancora più semplice e, soprattutto, più intelligente grazie all’intelligenza artificiale. Google starebbe infatti lavorando a una nuova funzione per Ask Play, il sistema di ricerca conversazionale integrato all’interno del Play Store, che permetterà agli utenti di allegare direttamente delle immagini alle proprie richieste.
La novità è stata individuata analizzando il codice dell’ultima versione del Google Play Store, la 52.8.55-34, dove sono presenti riferimenti a una funzione che consentirà di utilizzare immagini provenienti sia dalla gallerie dello smartphone sia direttamente dalla fotocamera. La funzionalità non è ancora disponibile pubblicamente, ma alcune delle sue componenti sono state attivate in anteprima, permettendo di capire come potrebbe funzionare una volta distribuita.
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Interessanti novità in arrivo per la ricerca nel Google Play Store
Ask Play è la funzione del Google Play Store pensata per permettere agli utenti di cercare applicazioni attraverso domande formulate in linguaggio naturale, senza dover necessariamente utilizzare le classiche parole chiave della ricerca. Presentata dall’azienda durante il Google I/O 2026, questa esperienza punta a trasformare la ricerca delle app in una vera e propria conversazione, attraverso la quale ottenere suggerimenti e informazioni più pertinenti rispetto alle proprie esigenze.
Con il prossimo aggiornamento però, l’utente non sarà più necessariamente costretto a spiegare tutto attraverso il testo, sarà infatti possibile allegare un’immagine alla conversazione con Ask Play, fornendo all’intelligenza artificiale un ulteriore elemento di contesto.
La possibilità potrebbe rivelarsi particolarmente interessante quando si incontra un’applicazione o una funzione che non si riesce a identificare. Immaginiamo, ad esempio, di vedere in un video o in uno screenshot un particolare widget per la schermata iniziale: invece di cercare di descriverne l’aspetto a parole, sarà sufficiente acquisire uno screenshot e sottoporlo ad Ask Play, chiedendo all’intelligenza artificiale di riconoscere il widget o di individuare applicazioni che offrono una funzione simile.
Lo stesso meccanismo potrebbe essere utilizzato per trovare applicazioni che rispondono a esigenze molto specifiche. Un’immagine potrà quindi essere accompagnata da una domanda o da una descrizione, permettendo ad Ask Play di combinare le informazioni visive con quelle testuali per restringere la ricerca.
In altre parole, il Play Store si avvicina sempre più a un’esperienza di ricerca multimodale, nella quale testo e immagini possono essere utilizzati insieme per arrivare all’applicazione più adatta.








La nuova funzione basata sulle immagini non sarebbe però l’unico cambiamento in programma per Ask Play, Google starebbe infatti preparando anche una modifica all’interfaccia con cui il sistema viene utilizzato all’interno delle singole schede delle applicazioni.
La sezione Chiedi a Play informazioni su questa app, introdotta lo scorso anno, potrebbe essere rimossa per lasciare spazio a una serie di suggerimenti contestuali organizzati in una striscia orizzontale scorrevole. Queste domande rimarrebbero disponibili mentre si scorre la pagina dell’applicazione e potrebbero offrire all’utente un modo più immediato per interrogare l’intelligenza artificiale.
Toccando uno dei suggerimenti, verrebbe quindi aperta la nuova interfaccia di Ask Play nella parte inferiore dello schermo, con una risposta generata in base alla domanda selezionata. L’obbiettivo sembra essere quello di rendere l’intelligenza artificiale maggiormente integrata nell’esperienza quotidiana del Play Store, senza costringere l’utente a cercare manualmente tutte le informazioni o a formulare necessariamente una richiesta da zero.
Per il momento, comunque, è importante sottolineare che l’integrazione delle immagini in Ask Play non è ancora disponibile per gli utenti. Le informazioni arrivano dall’analisi del codice della versione 52.8.55-34 del Play Store e dall’attivazione anticipata di alcune componenti della funzione.
Google potrebbe quindi modificare ulteriormente il sistema prima di procedere con la distribuzione ufficiale, oppure decidere di limitarne inizialmente la disponibilità a determinati dispositivi o mercati.
Se il progetto dovesse arrivare nella versione definitiva, rappresenterebbe comunque un ulteriore passo verso un Google Play Store nel quale la ricerca delle applicazioni non passa più soltanto attraverso il nome o una serie di parole chiave; mostrare a Google ciò che si sta cercando potrebbe diventare sufficiente, lasciando ad Ask Play il compito di comprendere l’immagine, interpretare la richiesta e individuare le applicazioni più adatte.
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