Molti utenti pensano che il Chromecast con Google TV non sia esattamente il miglior esempio di fluidità e, anzi, criticano la sensazione di lentezza e macchinosità dell’interfaccia predefinita del sistema. Non è un caso che diversi di essi finiscano per cercare alternative più snelle e reattive come Kyu Launcher, un progetto che negli ultimi tempi ha conquistato parecchi estimatori grazie alla sua leggerezza.

Meno nota, invece, è un’altra creazione dello stesso sviluppatore. Si chiama AT4K e, per sua ammissione, punta a un pubblico ben preciso, quello che sogna un’esperienza il più possibile vicina a tvOS, il sistema operativo dei dispositivi Apple TV 4K.

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L’estetica che ricorda da vicino Apple TV

Effettivamente, fin dal nome stesso del launcher, AT4K, sembrano chiari i richiami ad Apple TV 4K. E non a caso l’interfaccia riprende in maniera piuttosto fedele lo stile del prodotto Apple, pur non essendo un semplice clone.

Nella configurazione predefinita, per esempio, la parte superiore dello schermo ospita i contenuti consigliati, mentre più in basso si trova la fila delle applicazioni preferite. Spostando queste ultime è possibile far comparire suggerimenti di contenuti specifici legati a ciascuna app, rendendo la navigazione più immediata. Sotto questa sezione si sviluppa una griglia con tutte le altre applicazioni installate, organizzata su cinque colonne nella versione gratuita, che possono diventare sette passando alla versione premium. Anche senza sbloccare funzioni a pagamento, il risultato resta comunque godibile, soprattutto per chi apprezza avere sott’occhio l’intero parco app a colpo d’occhio.

Il vero punto di forza di AT4K, però, è nella quantità di opzioni di personalizzazione messe a disposizione dell’utente. Chi non ama le card dei contenuti consigliati può semplicemente disattivarle, mentre chi desidera l’effetto opposto può attivare la modalità che trasforma i contenuti suggeriti in uno sfondo che occupa l’intero schermo. È inoltre possibile ridurre la barra delle app preferite fino a farla assomigliare a un piccolo dock posizionato in fondo alla schermata, un dettaglio che richiama ancora una volta l’estetica Apple.

Le possibilità di intervento non finiscono però qui. Si può ad esempio modificare lo sfondo della schermata principale, nascondere la barra di stato oppure escludere singole applicazioni dalla visualizzazione, evitando così che i loro contenuti vengano proposti tra i suggerimenti. Alcune funzioni più avanzate, legate soprattutto alla gestione dello sfondo, sono riservate alla versione premium, ma il livello gratuito risulta comunque già molto completo e soddisfacente per la maggior parte degli utenti.

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Anche i widget trovano spazio nella schermata principale

Una delle sorprese più gradite riguarda la possibilità di attivare i widget direttamente dalle impostazioni del launcher. Sono già disponibili diverse opzioni, capaci di mostrare informazioni utili come le previsioni meteo di una determinata località oppure l’orario, sia in formato analogico che digitale. Non manca nemmeno un widget che visualizza l’avanzamento dell’anno in corso attraverso una barra di progresso, per chi ama tenere sotto controllo lo scorrere del tempo in modo un po’ malinconico.

Tra le funzioni più curiose spicca il widget dedicato ai podcast, che consente di cercare qualsiasi programma e ascoltarlo senza dover uscire dalla schermata principale, con la possibilità di recuperare anche gli ultimi tre episodi pubblicati. Allo stesso modo, il widget dei feed RSS permette di portare direttamente sulla TV le notizie provenienti dalle fonti preferite, con la possibilità di aprirle su un browser web, qualora il dispositivo ne abbia uno installato. A completare l’offerta ci sono strumenti più tecnici, come il monitoraggio di CPU e memoria RAM, e persino un piccolo gioco ispirato al celebre 2048.

I widget possono essere visualizzati in due formati: uno standard, delle stesse dimensioni delle card dei contenuti consigliati, e uno ridotto, che occupa solo metà dell’altezza, così da poterne inserire diversi contemporaneamente sullo schermo. Attivando questa funzione, le card dei contenuti suggeriti vengono sostituite, lasciando comunque la possibilità di mantenere un widget dedicato ai contenuti da continuare a guardare per chi non vuole rinunciare del tutto ai suggerimenti personalizzati.

Le prestazioni non sono perfette, ma c’è comunque un buon salto di qualità

C’è da dire che non è oro tutto quel che luccica. E di fatto il principale difetto riscontrato in AT4K riguarda le prestazioni, che in alcuni momenti risultano meno fluide rispetto a quanto offerto da Kyu, il launcher scelto in precedenza proprio per la sua leggerezza. In particolare, è stato notato un certo ritardo nel caricamento delle card di alcune applicazioni, un problema che si è manifestato soprattutto con Jellyfin. Va comunque considerato che il Chromecast con Google TV 4K ha ormai superato i cinque anni di vita, un’età che inevitabilmente si fa sentire anche di fronte a piccoli rallentamenti che su hardware più recente passerebbero inosservati.

Detto questo, AT4K resta comunque un launcher leggero e reattivo se confrontato con la maggior parte delle alternative disponibili, anche se non riesce a eguagliare del tutto la scorrevolezza di Kyu. Resta quindi da capire se le maggiori possibilità di personalizzazione giustifichino questo piccolo compromesso in termini di velocità: chi utilizza la TV soprattutto per lanciare rapidamente un’applicazione potrebbe preferire comunque la soluzione più snella, mentre chi ama sperimentare con l’interfaccia troverà in AT4K uno strumento decisamente più ricco.