HONOR ha ufficialmente presentato il suo Robot Phone, un dispositivo che l’azienda stessa descrive come il primo smartphone robotico al mondo, in grado di integrare un gimbal meccanico motorizzato solitamente riservato ad attrezzature professionali da set.
Il lancio segna l’inizio di una nuova categoria di prodotto, a metà strada tra lo smartphone tradizionale e uno strumento di produzione cinematografica portatile. Ma con quali caratteristiche?

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Sotto la scocca c’è un braccio meccanico
Il protagonista dell’innovazione è un sistema a quattro gradi di libertà, chiamato Titanium Agile Gimbal, che HONOR ha sviluppato attraverso sessanta fasi produttive distinte, assemblando oltre cento componenti di precisione e depositando più di cento brevetti nel processo.
Il risultato è un meccanismo che occupa il 65% in meno di spazio rispetto ai gimbal tradizionali, pur risultando il doppio più resistente dal punto di vista strutturale. Il piccolo motore che muove il gimbal pesa appena 2,6 grammi ma consente rotazioni fino a 360 gradi al secondo, mentre un secondo motore, ribattezzato Super Steel Flip Motor, garantisce una coppia elevata pur restando compatto abbastanza da stare in tasca.
In pratica, il telefono può orientare autonomamente l’obiettivo per seguire un soggetto, stabilizzare le riprese in movimento o cambiare prospettiva senza che sia la mano dell’utente a doverlo fare.

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La collaborazione con ARRI
Uno degli elementi più interessanti del progetto è l’accordo stretto con ARRI, storica azienda tedesca fondata nel 1917 e punto di riferimento per le cineprese professionali utilizzate nell’industria del cinema.
In virtù di tale partnership, il comparto fotografico posteriore del Robot Phone si fa ben notare: c’è infatti una doppia fotocamera da 200 megapixel, una principale, montata sul gimbal, con sensore da 1/1,28 pollici e apertura f/1.6, e una fotocamera periscopica con zoom ottico 2,7x. A completare il sistema c’è un ultra-grandangolo da 50 megapixel con un campo visivo di 122 gradi. La fotocamera principale è in grado di registrare video in formato ARRI LogC3 a 10 bit, uno standard professionale che permette di conservare più dettaglio nelle zone di luce e ombra durante il montaggio.
Il processore dedicato all’immagine, denominato H1 Image Chip, lavora insieme agli algoritmi di intelligenza artificiale per ridurre il rumore video, migliorando il rapporto segnale-rumore di 8 decibel, e per estendere la gamma dinamica fino a 14 stop. Si consideri che, tecnicamente, la riduzione del rumore avviene già nella fase iniziale dei dati grezzi, ovvero prima ancora che vengano elaborati, mentre il file finale viene prodotto in un formato a 10 bit pensato per la post-produzione professionale.

Un’intelligenza artificiale che si muove da sola
Al di là dell’hardware, il Robot Phone punta anche molto sulla componente definita da HONOR come IA incarnata, cioè un’intelligenza artificiale capace non solo di analizzare le immagini ma anche di controllare fisicamente il movimento del dispositivo.
Il braccio motorizzato supporta infatti diverse modalità di ripresa cinematografica, tra cui un blocco dell’inclinazione, una visuale in prima persona sia orizzontale che verticale, e una modalità che fa ruotare rapidamente l’inquadratura attorno al soggetto. Attraverso il sistema operativo MagicOS e una funzione chiamata YOYO Robot Mode, il telefono è in grado di riconoscere gesti, localizzare la provenienza di una voce e seguire automaticamente una persona mantenendola al centro dell’inquadratura, una funzione pensata soprattutto per chi realizza vlog, dirette in streaming o videochiamate in movimento senza dover reggere fisicamente il telefono.
In aggiunta a ciò, la funzione YOYO Auto Execution permette all’assistente IA di interpretare le richieste dell’utente e portare a termine autonomamente attività composte da più passaggi, muovendosi tra diverse applicazioni e impostazioni di sistema. HONOR ha inoltre aperto un’interfaccia per sviluppatori, chiamata Agent Skills, che consente a terze parti di creare nuove funzionalità sfruttando le capacità motorie e percettive del dispositivo, aprendo la porta a un ecosistema di applicazioni pensate specificamente per un telefono che si muove da solo.

Potenza, autonomia e un design in metallo
A muovere le prestazioni di questo dispositivo è il processore Snapdragon 8 Elite Gen 5, abbinato a un sistema di raffreddamento personalizzato pensato per mantenere prestazioni costanti anche durante sessioni di ripresa video prolungate, quando il rischio di surriscaldamento è più alto. L’autonomia è affidata a una batteria al silicio-carbonio da 7.060 mAh, pensata per coprire un’intera giornata di utilizzo, con ricarica rapida da 120 watt via cavo e 50 watt in modalità wireless.
Dal punto di vista estetico, HONOR rivendica il primo design Android con scocca unibody interamente realizzata in metallo, con bordi curvi ed eleganti. Il display è un pannello OLED LTPO da 6,31 pollici con frequenza di aggiornamento variabile fino a 120 Hz e una luminosità di picco che arriva a 6.800 nit, protetto da un vetro proprietario chiamato NanoCrystal Shield. Per limitare l’affaticamento visivo durante un uso prolungato, lo schermo utilizza una modulazione PWM ad altissima frequenza, pari a 4.320 Hz.

Prezzo e disponibilità
Per il momento HONOR Robot Phone sarà venduto solo in Cina, in due versioni: una da 12 GB di RAM e 512 GB di memoria interna al prezzo di 9.999 yuan (circa 1.285 euro al cambio attuale), e una da 16 GB e 1 TB a 12.999 yuan (circa 1.670 euro). I preordini nel mercato cinese sono già partiti, mentre la vendita effettiva del dispositivo comincerà il 18 agosto.
Chi acquista il telefono riceverà anche l’accesso gratuito e a vita ai vantaggi della fascia SVIP dell’abbonamento YOYO AI, oltre a una confezione di accessori originali che comprende un supporto magnetico, un laccetto da trasporto e un caricabatterie all-in-one da 120 watt. Non è ancora stata comunicata una data per un eventuale arrivo del dispositivo sui mercati internazionali, Italia compresa.

