Come noto Google ha da poco presentato la nuova famiglia Pixel 11, portando in dote il chip Tensor G6, diverse novità sul fronte fotografico e la promessa di sette anni di aggiornamenti software. Ma cosa succede se il telefono si rompe, o se la batteria comincia a dare segni di cedimento, proprio durante quel lungo periodo di supporto? Anche su questo fronte, l’azienda di Mountain View ha voluto rassicurare i propri utenti.

È infatti stato proprio in occasione del lancio della gamma Pixel 11 in India che Google ha confermato l’impegno a garantire sette anni di disponibilità dei componenti di ricambio. L’impegno, naturalmente, non riguarda solo il mercato indiano, ma vale per tutti i Paesi in cui i nuovi dispositivi verranno commercializzati, e concerne l’intera gamma di quattro modelli: Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL e Pixel 11 Pro Fold.

Va detto, a tal proposito, che questa non è la prima volta che Google si spinge a fare una promessa del genere. Era già successo nel 2023, quando la serie Pixel 8 era diventata la prima generazione di Pixel a ricevere un impegno così esteso sui ricambi, allineandosi alla politica di sette anni di aggiornamenti già annunciata per quei modelli. Detto questo, vedere Google confermare e mantenere questo tipo di impegno anche con la gamma Pixel 11 resta comunque una notizia positiva per chi acquista questi smartphone.

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Perché i ricambi contano quanto o più degli aggiornamenti

Un impegno di sette anni sulla disponibilità dei componenti potrebbe essere considerato importante quanto, se non addirittura più importante, dei sette anni di aggiornamenti software. Naturalmente il nostro riferimento non può che essere soprattutto la batteria, visto che gli smartphone Pixel sono progettati per sostenere circa 1.000 cicli di ricarica prima che la capacità della batteria scenda sensibilmente, perdendo circa il 20% della sua efficienza originaria.

In pratica, dopo circa tre anni di utilizzo si potrebbe notare un calo evidente nell’autonomia del dispositivo e poter contare su batterie di ricambio diventa quindi un fattore molto importante per chi desidera davvero utilizzare il proprio smartphone per l’intero arco dei sette anni promessi.

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Una disponibilità utile anche in caso di danni accidentali

L’impegno sui ricambi non riguarda però solo la batteria, ma torna utile anche in caso di danni accidentali che possono capitare a distanza di anni dall’acquisto. Grazie a questa politica, sarà possibile acquistare uno schermo nuovo o una scocca posteriore sostitutiva anche dopo una brutta caduta avvenuta magari al quinto o sesto anno di utilizzo del telefono.

Resta ora da vedere se altri produttori, che negli ultimi tempi hanno adottato politiche di aggiornamento altrettanto longeve, decideranno di seguire l’esempio di Google rafforzando a loro volta gli impegni sulla disponibilità dei pezzi di ricambio.