Il team di Counterpoint Research ha pubblicato un nuovo interessante report relativo al settore dei processori mobile nei primi sei mesi del 2026, periodo che ha fatto registrare una diminuzione del 15% su base annua.

Sarebbero diverse le cause che hanno contribuito a tale risultato negativo, tra le quali le principali pare che siano il costante incremento dei costi delle memorie, una più prudente gestione delle scorte da parte dei produttori di smartphone e un ciclo di sostituzione che va via via allungandosi.

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Il mercato dei processori nei primi sei mesi del 2026

Nei primi sei mesi del 2026 le spedizioni di processori di Qualcomm e MediaTek sono diminuite di oltre il 25% su base annua mentre una crescita importante è stata fatta registrare dai chip di Samsung, Apple, Google e UNISOC.

Processori H1 2026

Nel commentare questi risultati, l’analista Shivani Parashar ha spiegato che la diminuzione di Qualcomm dipende in buona parte dalla scelta di Samsung di non dotare tutta la serie Galaxy S26 delle CPU del produttore statunitense (così com’è invece avvenuto per la serie dello scorso anno), puntando anche su Exynos 2600 (cosa che le ha permesso così di fare registrare una crescita dei suoi processori). E ad aggravare la situazione vi sono state le vendite al di sotto delle aspettative della serie Xiaomi 17.

Per quanto riguarda MediaTek, invece, il suo calo pare sia legato ai chip 5G di fascia bassa, che hanno risentito in modo maggiore della problematica relativa all’aumento dei costi delle memorie.

La crescita fatta registrare da Apple, invece, dipenderebbe dai risultati al di sopra delle aspettative della serie iPhone 17

Le previsioni per il settore degli smartphone non sono buone e per i prossimi mesi è previsto un ulteriore calo delle vendite, che inevitabilmente finirà per colpire anche il mercato dei processori. In sostanza, la fine della crisi pare non essere ancora vicina.

Potete trovare il report integrale di Counterpoint Research qui.