Ci siamo quasi. Dopo anni di camere di vapore, dissipatori in rame e strati di grafite, Samsung sembra pronta a fare il salto definitivo: portare il raffreddamento attivo a liquido direttamente all’interno dei suoi smartphone Galaxy. Una tecnologia che il mondo dei PC gaming conosce da decenni, ma che sul fronte mobile ha sempre incontrato ostacoli quasi insormontabili, miniaturizzazione, impermeabilità, design. Ora, però, qualcosa sta cambiando davvero.

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Il problema esiste, e Samsung lo sa

Parliamo chiaro: il surriscaldamento è uno dei talloni d’Achille dei top di gamma moderni. Non fa eccezione nemmeno Samsung, che con il Galaxy S26 Ultra ha adottato un’ampia camera di vapore, eppure ha continuato a registrare criticità legate al calore sotto carichi di lavoro intensi. E con i chip di nuova generazione sempre più esigenti, complici i workload legati all’intelligenza artificiale e al gaming spinto, la situazione rischia di peggiorare ulteriormente.

Il fenomeno si chiama thermal throttling: quando il processore raggiunge temperature critiche, il sistema riduce automaticamente le frequenze operative per abbassare la temperatura, penalizzando le prestazioni nel momento esatto in cui si ha più bisogno di potenza. Un compromesso difficilmente accettabile su dispositivi dal costo spesso superiore ai mille euro. E il problema riguarda trasversalmente tutta la gamma Galaxy: dagli smartphone classici ai pieghevoli, che per la loro natura compatta rendono la gestione termica ancora più complessa.

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Il team dedicato e il rapporto coreano

La svolta nasce da un report della testata sudcoreana Sisa Journal, che ha rivelato come il Production Technology Research Institute di Samsung abbia istituito una divisione interna dedicata allo sviluppo di soluzioni di raffreddamento attivo. Il ricercatore Park Min, durante un seminario sulle tecnologie di dissipazione termica tenuto al Samsung Advanced Institute of Technology, ha confermato la direzione senza mezzi termini: “Stiamo studiando l’utilizzo del solo raffreddamento a liquido. Poiché il raffreddamento con ventole presenta problemi di rumorosità e molte altre limitazioni, ci stiamo concentrando sul liquido e stiamo valutando una soluzione che si colleghi direttamente al processore.”

Tradotto in parole semplici: niente ventola, niente aria che gira, solo liquido a contatto diretto con il chip. L’approccio prevede un circuito chiuso e sigillato all’interno del corpo del dispositivo, dove un liquido refrigerante circola continuamente assorbendo il calore generato dal processore e disperdendolo nelle zone più fredde dello chassis. A differenza delle soluzioni passive già esistenti, dove il liquido si limita a evaporare e condensarsi per capillarità senza alcuna pompa, qui si parla di un sistema attivo, con circolazione forzata. Una differenza sostanziale sia in termini di efficienza sia di complessità ingegneristica.

Galaxy S27: il primo candidato

Tutte le indiscrezioni puntano alla serie Samsung Galaxy S27 come primo potenziale banco di prova per questa tecnologia. Il lancio è atteso per il 22 luglio 2026, e potrebbe rappresentare il debutto di una delle innovazioni più significative nel panorama degli smartphone premium degli ultimi anni.

Sul fronte del silicio, Galaxy S27 e S27+ dovrebbero montare il nuovo Exynos 2700, realizzato con il processo produttivo a 2 nanometri di seconda generazione (denominato SF2P) di Samsung Foundry, con una CPU a 10 core e una GPU Xclipse 970 basata sull’architettura AMD RDNA 5. Un chip ambizioso, che nella sua versione Side-by-Side (SbS) posiziona il blocco di dissipazione termica affiancato sia al processore che alla RAM, un layout pensato proprio per migliorare la gestione del calore alla radice.

Il Galaxy Z Fold 8 Ultra: un pieghevole che cambia pelle

Ma il discorso non riguarda soltanto gli smartphone tradizionali. Quest’estate Samsung si prepara a portare una piccola rivoluzione anche nel mondo dei pieghevoli, con una lineup inedita che includerà tre dispositivi: il Galaxy Z Flip 8, il Galaxy Z Fold 8 (ex Fold 8 Wide, con un formato più largo e orizzontale) e il nuovissimo Galaxy Z Fold 8 Ultra, che di fatto è il successore del Fold 7 con un nome diverso.

Samsung Galaxy Z Fold8

Anche il Galaxy Z Fold 8 Ultra avrà, secondo le indiscrezioni, un raffreddamento a liquido con camera di vapore. Non si tratta ancora del sistema attivo con circolazione forzata su cui Samsung sta conducendo le ricerche, ma di una soluzione avanzata che rappresenta comunque un passo avanti significativo per la linea foldable. Il modello Ultra, in particolare, si distingue per dimensioni da aperto di 158,4 × 143,2 × 4,5 mm e da chiuso di 158,4 × 72,8 × 9 mm, per un peso di 200 grammi, proporzioni che rendono ancora più impegnativa la sfida della gestione termica.

Le specifiche trapelate parlano di un display interno Dynamic AMOLED 2X da 8 pollici con risoluzione QXGA+ (2.184 × 1.968 pixel), refresh rate LTPO a 120 Hz e una luminosità di picco fino a 2.600 nit, affiancato da uno schermo esterno da 6,5 pollici con formato 21:9 e protezione Gorilla Glass Ceramic 2. Il processore è un Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy a 3nm TSMC, con CPU octa-core e GPU Adreno 840.

Sul fronte fotografico, il Z Fold 8 Ultra eredita la stessa fotocamera principale da 200 megapixel già vista sul Galaxy S26 Ultra, affiancata da una ultra-grandangolare da 50 MP (la stessa dell’S26 Ultra) e da un teleobiettivo da 10 megapixel con zoom ottico 3x. La batteria compie un salto importante: si passa dai 4.400 mAh dei modelli precedenti a 5.000 mAh, con ricarica cablata a 45W e wireless a 25W. Una delle novità più attese è infine il possibile ritorno del supporto alla S Pen, sacrificata sul Fold 7 per contenere lo spessore, ma che il leggero incremento dimensionale del Fold 8 Ultra potrebbe permettere di reintegrare.

La lezione degli smartphone gaming

Non è la prima volta che Samsung guarda oltre il proprio segmento per trovare ispirazione. Il brand RedMagic è stato pioniere nell’integrazione di raffreddamento ibrido liquido e aria sugli smartphone gaming, con il RedMagic 11 Pro che utilizza un liquido fluorurato tipicamente impiegato nei server AI, fatto circolare da una mini pompa in ceramica da soli 0,85 millimetri affiancata da una ventola da 24.000 giri al minuto. Samsung però vuole mantenere il design sobrio e premium dei suoi Galaxy, senza scocche trasparenti e LED RGB: la sfida ingegneristica è quindi doppia, perché il sistema deve risultare efficiente stando all’interno di un corpo sottile, elegante e certificato IP per la resistenza all’acqua.

Perché proprio ora? La colpa è dell’AI

C’è un motivo preciso se questa tecnologia torna di attualità proprio nel 2026: l’intelligenza artificiale. I modelli AI on-device, la generazione di immagini in locale, l’elaborazione video in tempo reale — tutto questo richiede al processore di girare a piena potenza per periodi prolungati, qualcosa per cui le soluzioni passive tradizionali non sono state progettate.

I test interni di Samsung hanno già dimostrato le potenzialità della tecnologia Heat Pass Block di Exynos 2600, capace di superare in efficienza persino un chip Snapdragon 8 Elite Gen 5 raffreddato ad azoto liquido. E anche la concorrenza si muove nella stessa direzione: lo Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro di Qualcomm potrebbe adottare la medesima architettura termica, segnale che la gestione termica attiva non è più un vezzo da appassionati, ma una necessità di settore.

Un passo verso il futuro

Samsung ha percorso un lungo cammino nella gestione termica dei propri dispositivi: dal tubo di calore in rame del Galaxy S7 nel 2016, al doppio strato con fibra di carbonio del Galaxy Note 9 nel 2018, fino alle ampie camere di vapore dei modelli più recenti. Ogni generazione ha portato un miglioramento misurabile, ma il salto al raffreddamento attivo a liquido rappresenterebbe qualcosa di qualitativamente diverso.

Che si tratti del Galaxy S27 con Exynos 2700 o del Galaxy Z Fold 8 Ultra con il suo Snapdragon 8 Elite Gen 5, il segnale è chiaro: Samsung sta costruendo dispositivi che non si limitano più a contenere il calore, ma ambiscono a dominarlo. Il futuro dei flagship Samsung, pieghevoli inclusi, potrebbe essere molto più fresco di quanto ci aspettassimo.