La Commissione Europea ha inflitto a Temu una multa da 200 milioni di euro (232 milioni di dollari) per non aver impedito la vendita di prodotti illegali sulla propria piattaforma.
“Le prove hanno dimostrato che esiste un alto rischio per i consumatori nell’UE di imbattersi in prodotti illegali sulla piattaforma“, ha scritto la Commissione nel comunicato stampa, citando violazioni del Digital Services Act (DSA) che riguardano tra l’altro giocattoli per neonati e piccoli dispositivi elettronici.
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Per l’UE la valutazione del rischio di Temu era inadeguata
Temu è entrata nel mercato europeo nel 2023, vendendo prodotti a prezzi stracciati che spaziano dall’abbigliamento fino all’elettronica. I regolatori europei hanno aperto un’indagine sulle attività dell’azienda poco dopo il suo arrivo, sostenendo che vendesse prodotti illegali.
All’epoca, Temu aveva dichiarato che avrebbe collaborato pienamente con i regolatori per migliorare la sicurezza e rafforzare il proprio sistema di conformità.
Tuttavia, la Commissione ha rilevato che “la valutazione del rischio di Temu dell’ottobre 2024 era inaccurata… e potrebbe quindi aver portato a misure di mitigazione inadeguate contro la diffusione di prodotti illegali“.
Una critica severa che evidenzia come, però, le suddette promesse di collaborazione dell’azienda cinese non si siano tradotte in azioni concrete sufficienti.
La multa è specificamente legata alle misure di conformità dell’azienda, ma i regolatori stanno anche indagando su Temu per la vendita di prodotti specifici che non rispettano gli standard di sicurezza dell’UE. La Francia ha chiesto misure più severe contro le piattaforme online cinesi dopo aver accusato sia AliExpress che Shein di vendere bambole sessuali con sembianze infantili sulle loro piattaforme.

Temu contesta la decisione
In una dichiarazione al Financial Times, Temu ha affermato di non concordare con la decisione della Commissione e ha definito la multa “sproporzionata”. L’azienda ha aggiunto di aver adottato ulteriori misure per rafforzare la propria governance e valutazione del rischio, sostenendo che la decisione “non riflette lo stato attuale dei nostri sistemi“.
Temu è soltanto la seconda azienda a essere sanzionata dall’Europa ai sensi del Digital Services Act, dopo la multa da 120 milioni di euro (140 milioni di dollari) inflitta alla piattaforma X di Elon Musk.
L’azienda cinese ha ora tempo fino ad agosto 2026 per presentare un piano d’azione che dettagli come intende affrontare le vendite di prodotti illegali in Europa.
Rischio di sanzioni ancora più pesanti
Se il piano sarà ritenuto insoddisfacente, la Commissione potrebbe imporre multe fino al sei percento del fatturato globale annuale dell’azienda, una cifra potenzialmente molto più elevata della sanzione attuale. Inoltre, il business europeo di Temu potrebbe subire un ulteriore colpo a luglio, quando il blocco inizierà a imporre una tariffa fissa di 3 euro sui pacchi e-commerce con valore inferiore a 150 euro.
Una combinazione di fattori che potrebbe rendere il mercato europeo decisamente meno attraente per il modello di business basato sui prezzi estremamente competitivi che ha reso Temu popolare tra i consumatori.

