C’era una volta un’app che ti permetteva di personalizzare la schermata home del tuo Android come meglio credevi. Nova Launcher era, in sostanza, proprio questo: uno strumento amato da milioni di utenti per la sua flessibilità, la sua leggerezza, la possibilità di plasmare l’interfaccia del telefono a propria immagine.

Oggi, quel tool sta per diventare qualcosa di molto diverso, e la trasformazione solleva domande la cui risposta non è così immediata.

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Cos’è cambiato con l’acquisizione da Instabridge

Il punto di svolta è arrivato all’inizio di quest’anno, quando Nova Launcher è stata acquistata dalla società svedese Instabridge. I nuovi proprietari avevano dichiarato di voler gestire il progetto con responsabilità, ma avevano anche chiarito fin da subito di dover trovare un modello di business sostenibile. Quelle parole, all’epoca, erano sembrate vaghe. Ora, grazie all’analisi delle versioni beta più recenti, il disegno complessivo comincia a prendere forma.

Nelle stringhe di codice della versione 8.6.8 della beta di Nova Launcher sono infatti emersi riferimenti inequivocabili a una funzione chiamata Nova AI: un assistente artificiale integrato direttamente nel launcher, senza bisogno di installare applicazioni separate. Basta un account Google per attivarlo.

L’assistente ti osserva e vuole aiutarti

Nova AI non si limiterebbe a rispondere a domande generiche come qualsiasi chatbot. La sua ambizione è in realtà quella di voler imparare chi sei, come vivi la giornata, con chi parli, dove vai. Per farlo, il launcher chiederà accesso a una serie di dati estremamente personali.

Tra le categorie di informazioni che Nova AI intende raccogliere figurano di fatto la cronologia delle chiamate, i contatti, la posizione geografica, i messaggi SMS, le app installate e quelle usate di recente, il calendario e le abitudini d’uso del telefono. L’obiettivo è quello già dichiarato, ovvero offrire suggerimenti contestuali: ricordarti di richiamare qualcuno che senti spesso, avvisarti di rispondere a un messaggio rimasto in sospeso, segnalarti cosa c’è di interessante nelle vicinanze, anticipare i tuoi bisogni prima ancora che tu li esprima.

In più, ci sarebbe una sorta di briefing mattutino: un riepilogo degli eventi in arrivo, dei possibili conflitti di agenda, di tutto ciò che potrebbe servirti sapere prima di iniziare la giornata. L’assistente potrebbe comparire sulla schermata a sinistra della home, integrarsi nella barra di ricerca del launcher e inviare notifiche proattive direttamente sul telefono.

Dati in cambio di comodità

La vera questione non è tecnica, ma filosofica e commerciale. Nova Launcher stava per diventare gratuito nella sua essenza, con un acquisto una tantum chiamato Nova Prime per sbloccare le funzioni avanzate. Ora si profila un abbonamento ricorrente, denominato Nova Plus, su base mensile o annuale.

Gli utenti gratuiti avranno un limite giornaliero di messaggi con l’AI. Chi paga otterrà risposte più veloci, limiti più alti e un badge PRO. Per certi versi, è un modello che ricorda da vicino quello adottato da molti servizi AI di consumo, da ChatGPT a Gemini, con la differenza sostanziale che qui il tutto è integrato nel sistema operativo del telefono, il launcher, il primo strato software con cui interagisci ogni volta che sblocchi lo schermo.

nova launcher

Va detto che nelle stringhe di codice compaiono anche riferimenti a controlli sulla privacy: la possibilità di scegliere quali dati condividere, di scaricare le proprie informazioni e di richiederne la cancellazione, con effetto immediato o entro trenta giorni. Segnali che Instabridge sembra consapevole della sensibilità del tema, ma che non bastano da soli a dissipare i dubbi.

Come se non bastasse, nel codice è emerso anche un riferimento a qualcosa chiamato Nova Mobile, descritto come uno strumento per gestire un piano telefonico. Nessun dettaglio aggiuntivo per ora, ma il fatto che in versioni precedenti fosse incluso nel pacchetto Nova Plus lascia intendere che Instabridge stia pensando a qualcosa di ancora più ambizioso: forse un operatore virtuale, forse un’integrazione con piani dati esistenti. È presto per dirlo.

Dove sta andando Nova Launcher?

Al netto di quanto sopra, ciò che sembra essere chiaro è che la traiettoria è già tracciata. Nova Launcher si sta trasformando da strumento di personalizzazione a agente proattivo, da app silenziosa a entità che osserva, apprende e anticipa. Un cambio di atteggiamento che rispecchia una tendenza più ampia nel mondo della tecnologia mobile: tutto diventa AI, tutto diventa abbonamento, tutto chiede accesso ai tuoi dati in cambio di un’esperienza “più intelligente”.

La domanda che gli utenti di lunga data si trovano a dover rispondere non è solo “voglio pagare per questo?”, ma qualcosa di ancora più complesso: sono disposto a cedere al mio launcher, un’app che gira sempre in background sul mio telefono, l’accesso alla mia vita digitale più privata?