Lo standard di ricarica wireless Qi2 si aggiorna ancora, ma questa volta con molta, molta calma. Il Wireless Power Consortium, l’ente che sovrintende alle specifiche Qi, ha rilasciato in sordina la versione 2.3 dello standard, senza annunci in pompa magna né comunicati stampa di rilievo. Una mossa quasi silenziosa, che lascia intuire come si tratti di un aggiornamento tutt’altro che rivoluzionario.

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Un aggiornamento microscopico

Per capire la portata di questa novità, basta leggere l’unica riga che il WPC ha dedicato alla descrizione delle modifiche introdotte con Qi 2.3:

“System gain change reporting for a power transmitter”

Tutto qui. Un singolo miglioramento tecnico legato alla segnalazione delle variazioni di guadagno del sistema per i trasmettitori di potenza. Niente di visibile all’utente finale, niente che cambi l’esperienza di ricarica nel quotidiano. Si tratta chiaramente di un ritocco sotto il cofano, pensato più per i produttori di hardware che per chi semplicemente appoggia lo smartphone sul pad di ricarica ogni sera.

L’aggiornamento è stato tecnicamente approvato nel dicembre 2025, ma la pagina ufficiale del WPC è stata aggiornata pubblicamente solo verso la fine di gennaio 2026, quasi un mese dopo. Una tempistica che la dice lunga su quanto questa revisione fosse considerata urgente da comunicare al grande pubblico.

La storia degli aggiornamenti Qi2

Per mettere tutto in prospettiva, vale la pena ricordare da dove veniamo. Qi2 ha fatto il suo debutto ufficiale nel 2023, portando con sé una vera e propria svolta: l’introduzione dell’allineamento magnetico, una tecnologia ispirata al sistema MagSafe di Apple, che garantisce un posizionamento preciso del dispositivo sul caricatore e quindi una ricarica più efficiente e stabile.

Da allora, lo standard ha ricevuto aggiornamenti progressivi. Qi 2.1 e Qi 2.2 hanno introdotto miglioramenti più sostanziali rispetto a questa ultima versione: in particolare, Qi 2.2, e la sua revisione Qi 2.2.1, ha portato la potenza massima di ricarica wireless a 25W, un balzo significativo rispetto ai 15W iniziali. Qi 2.3, al confronto, appare quasi come una nota a piè di pagina nella storia dello standard.

Samsung e Qi2: un rapporto complicato

Nel frattempo, a tenere banco nel mondo della ricarica wireless è soprattutto la situazione dei nuovi Samsung Galaxy S26. I flagship coreani si trovano in una posizione quanto meno curiosa: supportano la ricarica wireless a 25W introdotta da Qi 2.2.1, ma lo fanno senza integrare i magneti che sono parte integrante, e fondante, dello standard Qi2.

In pratica, Samsung ha scelto di adottare solo la velocità di ricarica, ignorando completamente il sistema di allineamento magnetico che caratterizza Qi2 e che ne garantisce il funzionamento ottimale. Per sfruttare appieno le potenzialità di ricarica dei Galaxy S26, gli utenti dovranno acquistare separatamente accessori con magneti compatibili, una soluzione di compromesso che non mancherà di far discutere.

È una scelta che lascia perplessi, soprattutto considerando che proprio l’allineamento magnetico è la ragione principale per cui Qi2 esiste nella sua forma attuale. Adottare la velocità senza adottare i magneti è un po’ come acquistare un’auto sportiva e decidere di non usare mai le marce alte.

Nessun dispositivo annunciato con Qi 2.3

Ad oggi, nessun produttore ha annunciato dispositivi con supporto ufficiale a Qi 2.3. Non è una sorpresa: trattandosi di un aggiornamento così limitato, è probabile che venga integrato silenziosamente nei prossimi prodotti senza che diventi un punto di forza nel marketing. Del resto, “supporta Qi 2.3” non è esattamente il tipo di claim che fa vendere gli smartphone sugli scaffali.

Quello che è certo è che l’ecosistema Qi2 continua a crescere, seppur lentamente nel mondo Android. Il 2026 si preannuncia come un anno importante per capire se i produttori Android abbracceranno davvero lo standard in modo più convinto, magneti inclusi.