Motorola torna a sperimentare con le forme dello smartphone e lo fa con un brevetto che va oltre i pieghevoli a cui ci siamo ormai abituati. I documenti depositati dall’azienda descrivono un dispositivo deformabile, capace di cambiare configurazione fisica a seconda dell’uso, fino ad arrivare a una modalità in cui il telefono può essere avvolto attorno al polso come un grande indossabile.

L’idea alla base non vuole essere un’alternativa ai pieghevoli bensì uno smartphone che adatta il proprio corpo a ciò che stai facendo, superando il concetto di una singola cerniera o di una piega predefinita.

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Motorola pensa a un telefono che cambia forma in base al contesto di utilizzo

Nel brevetto depositato da Motorola, scovato e condiviso dall’account xleaks7 su X (ex Twitter), il dispositivo è composto da una struttura a più segmenti collegati tra loro. Questo permette al telefono di piegarsi e curvarsi in modi diversi, assumendo forme che vanno oltre il classico formato a conchiglia.

Una delle configurazioni più concrete è la cosiddetta tent mode. In pratica, il telefono può stare in piedi su una superficie, piegato su se stesso, senza bisogno di supporti esterni e pensata per situazioni quotidiane come videochiamate, visione di contenuti o consultazione di informazioni.

Motorola

Lo schermo che si accende solo dove serve

Uno dei problemi principali dei dispositivi flessibili è capire quale parte dello schermo debba rimanere attiva. Se il telefono è piegato, una porzione del display può trovarsi fuori dal campo visivo dell’utente, continuando però a consumare energia.

Il brevetto prova a risolvere la questione combinando sensori, fotocamere e riconoscimento del volto. Il sistema sarebbe in grado di capire dove si trova l’utente e di conseguenza autorizzare solo la parte di schermo effettivamente visibile. Le sezioni rivolte altrove verrebbero spente o messe in pausa.

Questo approccio, fa notare la fonte, avrebbe due effetti immediati: un’interfaccia più coerente e un miglioramento dell’autonomia, riducendo il consumo energetico inutile.

Dallo smartphone al wearable

Come potete notare dalle immagini condivise dall’informatore, la configurazione più ambiziosa e che indubbiamente cattura l’attenzione è quella che permette al telefono di avvolgersi attorno al polso, il che tramuta lo smartphone in una sorta di grosso smartwatch, con un display curvo che segue la forma del braccio.

L’idea sa molto di film di fantascienza degli anni ’90 e suggerisce un futuro in cui il confine tra smartphone e wearable si fa sempre più sottile e in cui siamo dotati di un unico dispositivo potrebbe coprire entrambi i ruoli, adattandosi fisicamente alle diverse situazioni.

Naturalmente, molti critici fanno notare come una soluzione del genere solleva più di una domanda. Comfort, resistenza dei materiali, peso e durata nel tempo sono tutte sfide ingegneristiche tutt’altro che banali, soprattutto con una struttura a più snodi.

Come spesso accade in questi casi, ci teniamo sempre a ricordare che non tutti i brevetti diventano prodotti reali. Molti restano esercizi di ricerca o servono a proteggere idee che potrebbero trovare applicazione solo parziale in futuro.

Che un telefono da polso arrivi davvero sul mercato è tutto da vedere. Ma il concetto di uno schermo che cambia forma e comportamento insieme all’uso resta una delle idee più stimolanti emerse di recente nel panorama dei brevetti mobile.

In copertina Motorola RAZR 60 Ultra