WhatsApp potrebbe presto finire sotto un controllo più stringente da parte dell’Unione Europea. Il motivo non è la messaggistica privata in sé, ma la crescita dei Canali di WhatsApp, una funzione che negli ultimi mesi ha assunto dimensioni tali da avvicinare l’app alle grandi piattaforme social.

Secondo quanto emerge, i Canali di WhatsApp avrebbero raggiunto circa 51,7 milioni di utenti attivi mensili medi nell’Unione Europea nella prima metà del 2025. Una soglia significativa, perché supera il limite dei 45 milioni fissato dalla Commissione europea per far scattare l’applicazione più rigida del Digital Services Act (DSA).

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Cos’è una VLOP per l’UE e perchè scattano regole più severe

Per Bruxelles, una piattaforma viene classificata come Very Large Online Platform (VLOP) quando supera i 45 milioni di utenti mensili nell’UE. Da quel momento entrano in gioco obblighi più stringenti, soprattutto sul fronte della moderazione dei contenuti illegali o dannosi, della trasparenza degli algoritmi e della tutela degli utenti.

Le sanzioni, in caso di violazioni, possono arrivare fino al 6% del fatturato globale annuo dell’azienda. Un rischio tutt’altro che marginale, soprattutto per un gruppo delle dimensioni di Meta, che controlla WhatsApp insieme a Facebook e Instagram.

Storicamente, WhatsApp è sempre stata considerata un’app di messaggistica privata. I Canali, però, cambiano la prospettiva: si tratta di comunicazioni unidirezionali, visibili a chiunque segua un determinato canale, molto più simili a un feed pubblico che a una chat.

Ed è proprio questo il punto su cui si sta concentrando la Commissione europea. Un portavoce ha spiegato che la possibile classificazione di WhatsApp, limitata ai Canali, come VLOP è attualmente in valutazione e non si esclude una futura decisione formale.

Meta finisce (di nuovo) nel mirino dell’UE

Non sarebbe la prima volta che Meta finisce nel mirino del DSA. Già nell’ottobre 2025 l’azienda è stata accusata di violare la normativa per le modalità con cui chiede agli utenti di segnalare contenuti illegali su Facebook e Instagram. Nello stesso periodo, un tribunale olandese ha imposto modifiche alla presentazione dei feed, ritenendo che gli utenti non fossero messi nelle condizioni di scegliere liberamente l’uso dei sistemi di raccomandazione basati su profilazione.

Meta, per ora, non ha commentato ufficialmente la possibile nuova designazione di WhatsApp. Ma il segnale che arriva da Bruxelles è che anche le app nate come strumenti di messaggistica privata, quando crescono e assumono caratteristiche “da social”, possono finire nel perimetro delle grandi regolamentazioni europee. E per WhatsApp, i Canali rischiano di essere il vero spartiacque.