Ora la conosciamo tutti come Nothing ma – prima di salire al successo internazionale – l’azienda stava per chiamarsi Essential, ovvero come il defunto brand la cui proprietà intellettuale fu acquistata proprio da Nothing qualche anno fa. Tuttavia, la società ha poi deciso di andare avanti con l’attuale marchio, evitando così di rafforzare i legami con la startup che aveva comprato.

Per spiegare quali siano stati i passi realizzati per la scelta del brand, Nothing ha diffuso un nuovo video in cui il fondatore Carl Pei rivela apertamente che l’acquisto di Essential è stato concluso essenzialmente per il gradimento nei confronti di questo marchio, talmente ambito dal management della società che era stato già utilizzato per il rendering di alcuni prodotti. A conferma di ciò, il video mostra chiaramente come Essential R1 apparve su uno smartphone e su un paio di auricolari di Nothing.

Nello stesso video, Pei spiega come l’adozione del brand Essential fosse stata sperimentata per qualche settimana, prima che i vertici societari cambiassero idea a margine di una serie di analisi e di dibattiti all’interno dell’azienda.

Ma perché Nothing ha avuto la tentazione di chiamarsi Essential?

A rispondere alla domanda è ancora Carl Pei, che ha confessato che il brand risultava attraente ai suoi occhi perché la parola Essential è semplice, elegante e molto significativa. Tuttavia, il fatto che lo stesso brand fosse già presente nella medesima categoria di prodotti ha indotto il fondatore della compagnia a evitare ogni confusione sul mercato, allontanando i consumatori dalla percezione che i nuovi prodotti Nothing/Essential fossero un revival di quelli precedenti. “Il nome di un marchio è una decisione molto difficile da cambiare (…) Alla fine non siamo riusciti a trovare nulla di interessante, così siamo diventati Nothing” – ha aggiunto Pei, che ha poi specificato che anche il nome Stone era stato preso in considerazione.

Pei conclude infine precisando che, con l’acquisto di Essential, Nothing non ha ottenuto alcun brevetto dell’azienda, ma solamente i suoi marchi. Non sembrano dunque esserci margini di rilancio dello smartphone Gem, i cui costi di creazione sono ora giudicati proibitivi. Pei non ha invece svelato quale sia stato il prezzo pagato per il marchio Essential, che rimane avvolto nel segreto di un accordo di non disclosure tra le parti.

A proposito di smartphone, Nothing si dichiara invece pronta per il lancio del Phone (3), l’ammiraglia della società, di cui abbiamo parlato poche settimane fa in questo approfondimentoa cui si sono aggiunti alcuni recenti leak.