Un paio di giorni fa Google ha rilasciato la Developer Preview 2 di Android 16, facendo un ulteriore passo verso il canale beta (che seguirà queste DP) e verso il rilascio stabile, previsto tra le fine della primavera e l’inizio dell’estate 2025. Abbiamo già avuto modo di scoprire insieme le novità introdotte con la recente release, ma quest’oggi scaviamo un po’ grazie all’aiuto del solito Mishaal Rahman, scoprendo la nuova API Writing Tools.
Android 16 consentirà alle app di scegliere di bloccare gli strumenti di scrittura IA
Con l’annuncio della distribuzione della seconda Developer Preview di Android 16, come di consueto Google non ha parlato proprio di tutte le novità: in questa sede ci soffermiamo in particolare su una nuova API per la scrittura, Writing Tools, che dovrebbe permettere alle applicazioni di scegliere se consentire o meno l’utilizzo della scrittura tramite intelligenza artificiale.
Come riportato da Mishaal Rahman (via Android Authority), la casa di Mountain View ha inserito due nuovi metodi in “EditorInfo“, ossia “isWritingToolsEnabled()” e “setWritingToolsEnabled()“. EditorInfo consente alle varie app di comunicare al metodo di input corrente (come l’app Tastiera) informazioni su un campo di testo modificabile, come ad esempio il tipo di contenuto in esso contenuto. Il nuovo “isWritingToolsEnabled()” restituisce true quando un editor ha gli strumenti di scrittura AI abilitati (lo sono per impostazione predefinita), e la documentazione sottolinea come i toolkit possano disabilitarli laddove non siano ritenuti necessari (come ad esempio nei campi per l’inserimento di password o numeri).
La documentazione riguardante il metodo “setWritingToolsEnabled()” spiega come le app possano utilizzarlo per impedire che gli strumenti di scrittura riscrivano il testo tramite l’intelligenza artificiale generativa. Come sicuramente saprete, alcune app (come la stessa Gboard) dispongono di strumenti di intelligenza artificiale pensati per aiutare nella scrittura, in grado di correggere eventuali errori nel testo oppure di riscriverlo utilizzando modelli AI generativi (on-device oppure lato cloud).
Alcune applicazioni potrebbero voler indicare alla tastiera di non consentire questi strumenti in alcune specifiche situazioni, e proprio a questo dovrebbero servire le nuove API introdotte in Android 16 DP2. Non avrebbe ad esempio un grande senso permettere a questi strumenti di IA generativa di correggere o sostituire testo all’interno di moduli per l’inserimento di indirizzi e-mail, password o numeri. In ogni caso, spetterà alle varie app e agli sviluppatori rispettare questa nuova API.
Siamo sicuri che nei prossimi giorni avremo modo di scavare ancora più a fondo all’interno di Android 16 per portare alla luce ulteriori novità e cambiamenti.