Torniamo a occuparci di Google Pixel 8 Pro, il recentissimo flagship di casa Google che, sotto molti aspetti, ha migliorato sensibilmente il predecessore, ovvero Google Pixel 7 Pro, alzando l’asticella fino a competere ad armi pari con i flagship dei principali competitor.
Uno dei componenti su cui il colosso di Mountain View ha lavorato meglio è indubbiamente il display, un OLED LTPO finalmente sfruttato appieno in tutto il range delle frequenze di aggiornamento (da 1 a 120 Hz) e luminosissimo, che adesso è il vero pezzo forte (o uno dei pezzi forti) dello smartphone. Proprio sulla luminosità (o, meglio, sulla luminanza) e sulla resa in termini energetici del pannello, emergono nuove curiosità.
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Il display che ha stregato DxOMark (e non solo)
Anteriormente, Google Pixel 8 Pro sfodera un pannello OLED LTPO da 6,7 pollici chiamato “Super Actua display”; questo pannello ha risoluzione 1344 x 2992 pixel (leggermente inferiore rispetto alla QHD+ offerta dal predecessore) con form factor in 20:9, refresh rate in grado di adattarsi dinamicamente, in base all’utilizzo, da 1 Hz, per esempio in modalità always-on, a 120 Hz, quando sono presenti elementi dinamici o animati (il pannello del predecessore poteva regolarsi solo tra 10 e 120 Hz), e luminosità eccezionale, con 1600 nit in HDR e addirittura 2400 nit di picco in esterna, sotto la luce diretta del sole.
Stando a quanto è emerso dall’analisi del codice sorgente del dispositivo, il pannello è un AMOLED LTPO E7 di Samsung, al debutto assoluto su uno smartphone. In fase di recensione noi abbiamo definito il display come il vero protagonista dello smartphone.
Il display è stato lodato anche dalla maggior parte dei recensori a livello globale e perfino gli esperti del portale specializzato DxOMark sono rimasti stregati da lui che ha totalizzato 154 punti nel test specifico, guadagnando il primato nella classifica globale degli smartphone col miglior display.
Google Pixel 8 Pro: il display è più luminoso ed efficiente
Dylan Raga, recensore esperto di display per conto del portale XDA Developers, ha effettuato alcune misurazioni strumentali sul dispositivo, pubblicando i risultati su X.
Il focus è sull’efficienza energetica del pannello: secondo i test effettuati, il display di Google Pixel 8 Pro è in grado di produrre la luminosità (luminanza) di picco del predecessore (960 nit) consumando solo il 47% della potenza (3 W contro 6,4 W).
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Dal grafico precedente è possibile notare che le prestazioni in tal senso sono superiori rispetto a quelle dei display di altri due mostri sacri come iPhone 14 Pro Max e Samsung Galaxy S23 Ultra (trovate qui la nostra recensione).
Può far discutere la scelta del SoC, quel Google Tensor G3 che non punta sulla potenza bruta come i SoC che troviamo a bordo degli altri smartphone flagship (e questo non è andato giù a molti per via della fascia di prezzo in cui è collocato il dispositivo, che comunque fa benissimo ciò che promette), ma sul resto ci sono davvero pochi dubbi. Insomma, questa è l’ennesima riprova che, con Google Pixel 8 Pro, Google abbia fatto di tutto per battagliare ad armi pari contro i principali competitor.
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