Il settore dei semiconduttori è in continua evoluzione e la competizione tra i giganti tecnologici Samsung e TSMC non accenna a rallentare. In queste ore sono emerse notizie riguardo ai progressi di Samsung nel processo produttivo a 4 nm che potrebbe essere utilizzato per il Tensor G3 di Google nei futuri telefoni Pixel e che vanno in buona parte a confermare quanto detto nei giorni scorsi. Scopriamo insieme cosa aspettarci dal prossimo chipset che equipaggerà la famiglia Google Pixel 8 e come queste innovazioni potrebbero portare il colosso sudcoreano a guadagnare il terreno perduto in questi anni.

Samsung pronta a guadagnare terreno con il processo produttivo a 4 nm

La competizione tra Samsung e TSMC, due giganti nell’industria dei semiconduttori, è diventata sempre più serrata negli ultimi anni, poiché entrambe le aziende hanno cercato di migliorare l’efficienza e la potenza dei loro chip. Questa rivalità ha portato a una corsa all’innovazione e al progresso tecnologico nel settore. Se per un periodo di tempo mediamente prolungato lo scettro di miglior produttore di semiconduttori è andato senza dubbio a TSMC (tanto da portare la serie Samsung Galaxy S23 ad abbandonare i chipset proprietari Exynos in favore di una versione modificata dello Snapdragon 8 Gen 2, chiamata per l’appunto For Galaxy), sembrerebbe che questa corsa in solitaria stia per svanire.

Secondo quanto riportato nelle scorse ore, Samsung avrebbe registrato miglioramenti significativi nella resa del suo processo produttivo a 4 nm, avvicinandosi a quella ottenuta con il processo a 5 nm. Il concetto di “resa” nella produzione di chip è fondamentale per comprendere l’importanza di questi progressi. La resa si riferisce al rapporto tra il numero di chip funzionanti prodotti su un wafer e il numero totale di chip che teoricamente potrebbero essere realizzati sullo stesso wafer. Un miglioramento nella resa indica che un’azienda è in grado di produrre un maggior numero di chip funzionanti per ogni wafer, riducendo così i costi e aumentando l’efficienza della produzione.

Samsung ha iniziato a lavorare ai chip a 4 nm nel lontano 2021, tuttavia la sua performance non è mai riuscita ad avvicinarsi a quella di TSMC, il cui processo produttivo avanzato offriva rendimenti superiori. Il colosso taiwanese era riuscito a mantenere un vantaggio competitivo grazie alla sua esperienza e all’utilizzo di tecnologie all’avanguardia nella produzione dei semiconduttori. Nonostante le difficoltà incontrate, Samsung non si è arresa e ha continuato a investire nella ricerca e nello sviluppo per affinare ulteriormente il suo processo a 4 nm. Ora, secondo alcune indiscrezioni provenienti da fonti interne all’azienda, sembra che Samsung sia riuscita a compiere progressi significativi, tanto da rendere il suo processo a 4 nm comparabile a quello di TSMC in termini di efficienza e rendimento.

Sebbene il progresso nella produzione di chip a 4 nm rappresenti un significativo passo avanti, è possibile che il suo impatto sul mercato non sia duraturo, in quanto i processi produttivi a 3 nm stanno già cominciando ad essere sviluppati e implementati (si parla già di un possibile Exynos 2400 a 3 nm). Nonostante ciò, l’avanzamento tecnologico nel settore dei semiconduttori non passa inosservato e suscita l’interesse di importanti aziende del settore. In particolare, la notizia delle migliorie apportate da Samsung al processo produttivo a 4 nm avrebbe generato entusiasmo tra alcuni giganti dell’industria tecnologica; tra questi, AMD sembra aver intrapreso una nuova collaborazione con l’azienda sudcoreana proprio grazie ai progressi compiuti nella realizzazione dei chip a 4 nm. Questa partnership potrebbe portare a ulteriori innovazioni e sviluppi nel campo dei semiconduttori, aprendo nuove opportunità per entrambe le società.

Google Tensor G3 avrà un processo produttivo a 4 nm

Uno dei principali beneficiari dei progressi compiuti da Samsung nel processo produttivo a 4 nm potrebbe essere Google che, diversamente da quanto detto nelle scorse settimane, dovrebbe adottare questa tecnologia per il suo chipset Tensor di terza generazione. Si tratterebbe di un passo in avanti importante rispetto all’attuale Tensor G2, integrato nei dispositivi della serie Pixel 7 e previsto anche per i prossimi prodotti della casa Pixel Tablet e Pixel Fold (di cui si sa ormai tutto in vista del lancio fissato per il prossimo 10 maggio nel corso del keynote di apertura del Google I/O 2023), che si basa sul processo a 5 nm sviluppato sempre da Samsung.

A quanto pare la famiglia Pixel 8, destinata ad essere presentata sul finire di quest’anno, sarà con ogni probabilità dotata del nuovo chipset Google Tensor G3, che come detto sfrutterà il nuovo e migliorato processo a 4 nm di Samsung. Grazie a questa innovazione, si prevede che i prossimi smartphone Pixel offriranno prestazioni più elevate e un’efficienza energetica superiore rispetto ai modelli attualmente in vendita. Al momento è però assolutamente prematuro fare considerazioni di questo tipo, quindi non ci resta che attendere ulteriori informazioni più precise per avere un’idea più chiara delle potenzialità del SoC scelto per la prossima famiglia Pixel.

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