Mentre il resto della gamma Pixel ancora supportata sta ricevendo le patch di gennaio, gli attuali top di gamma Google Pixel 6 e Google Pixel 6 Pro sono ancora in attesa, in alcuni casi, delle patch di dicembre. Dopo aver posticipato il rilascio di una settimana il colosso americano aveva rilasciato il feature drop di dicembre che però ha creato non pochi problemi ai possessori dei nuovi smartphone, soprattutto per quanto riguarda la connettività cellulare in molti Paesi europei.

Patch rimosse dai server Google

Nei giorni scorsi Google aveva annullato il roll out dell’aggiornamento, lasciando quindi i modelli non ancora raggiunti alla versione originale del software, con le patch di sicurezza del mese di novembre. Per i piĂą smaliziati però era un gioco da ragazzi entrare nel sito dedicato agli sviluppatori Android e scaricare manualmente il file da utilizzare per l’aggiornamento.

Evidentemente Google non vuole correre rischi, per evitare di trovarsi con migliaia di utenti impossibilitati a utilizzare correttamente il proprio smartphone, e ha deciso di rimuovere dai propri server anche file per l’installazione manuale dell’aggiornamento.

Se andate a visitare la pagina dedicata agli aggiornamenti vedrete che per i due Pixel 6 sono disponibili solamente gli aggiornamenti di novembre, mentre il resto della gamma può già scaricare le patch di sicurezza del mese di gennaio.

La mossa di Google impedirà quindi di installare una versione imperfetta del software, consentendo a chi vuole tornare alle patch di novembre, tramite un ripristino completo del sistema, di avere solo versioni stabili e prive di grossi bug. La rimozione di un file di aggiornamento è un evento decisamente raro e testimonia le grosse problematiche as cui sta andando incontro il team di sviluppo.

L’appuntamento è dunque per la fine del mese di gennaio, quando i possessori di Pixel 6 e Pixel 6 Pro dovrebbero ricevere un aggiornamento cumulativo con patch di dicembre e gennaio, feature drop di dicembre ed eventuali correzioni per altri bug emersi nelle ultime settimane.

Non un bell’inizio per i primi smartphone di Google a utilizzare un chipset proprietario, che a questo punto diventa uno dei principali indiziati in merito alle problematiche disviluppo e aggiornamento.

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