A grande richiesta dal mercato arriva dopo solamente 9 mesi il nuovo top di gamma LG G3. A grande richiesta non perché LG G2 non fosse all’altezza ma semplicemente perché si aspettava ansiosamente la risposta della casa coreana ai nuovi smartphone top di gamma delle case concorrenti.

C’era dunque davvero bisogno di un LG G3 già oggi? Beh, il G2 era un grande terminale ma non esente da pecche: la ricezione non era al massimo, il design si poteva migliorare e così anche i materiali. Tutti problemi segnalati ad LG che da qualche anno si è dimostra una delle aziende che più ascolta i propri clienti e che dunque ha risolto su questo nuovo smartphone.

Con una ricezione migliore, un design più raffinato sia sul piano hardware che sul piano software ed un hardware d’eccellenza, LG G3 si colloca sicuramente sul podio fra gli smartphone migliori in commercio per questo 2014. Vediamolo più nel dettaglio nella nostra recensione di LG G3.

Video Recensione LG G3

Video Unboxing LG G3

Hardware & Ergonomia

Contrariamente alle aspettative e ai desideri degli utenti, LG ha scelto di utilizzare la plastica per realizzare il suo G3. Per dimostrarsi comunque attenta alle richieste dei suoi clienti, ha ideato un modo per dare una sensazione metallica al retro del telefono nonostante questo sia realizzato in plastica. Come sempre LG sperimenta molto con i materiali e le texture, con una tradizione che risale ormai ai primi smartphone della serie L, e ha trovato il modo per creare una scocca che combina il meglio di due mondi: la leggerezza e la resistenza della plastica insieme alla sensazione di liscezza dell’alluminio spazzolato.

La sensazione è più pronunciata nella versione nera, mentre quella bianca è più ruvida, probabilmente per via della differente tipologia di policarbonato. In ogni caso si ha davvero la sensazione di avere in mano un prodotto realizzato in metallo, temperatura a parte (l’alluminio è più freddo al tatto). Da notare che la plastica è impiegata per ricoprire il 60% del dispositivo.

Apriamo una parentesi sul fatto che sia stata impiegata la plastica: al di là della preferenza personale per i materiali e del fatto che l’alluminio è indubbiamente un metallo prezioso (già i Romani lo consideravano tale), la scelta di impiegare la plastica non è negativa a priori perché è un materiale che offre una buona resistenza e soprattutto un peso decisamente inferiore nel computo complessivo del peso del telefono. È soprattutto questo aspetto a contribuire in maniera decisa all’ergonomia del telefono.

Il fronte è corazzato con del Gorilla Glass, le cui proprietà di resistenza sono ben note. Sul retro, invece, troviamo i tasti ormai tipici della serie G: volume su, volume giù e power. Quest’ultimo è realizzato in alluminio, mentre i precedenti due possono essere utilizzati anche a schermo spento per funzioni secondarie (ad esempio attivare la fotocamera).

Nonostante gli sforzi di LG per ridurre al minimo lo spazio ingombrato da ciò che c’è intorno allo schermo, sono le dimensioni di quest’ultimo a renderlo un gigante: 5.5 pollici sono comunque tanti e le dimensioni complessive del telefono ne risentono parecchio. Da questo punto di vista l’ergonomia è peggiorata rispetto al dispositivo precedente, che aveva invece dimensioni “giuste” (5.2 pollici con ingombri di cornici eccetera ridotti al minimo: a nostro avviso perfetto come misure e rapporto dimensioni fisiche/dimensioni display).

Rispetto ai concorrenti nella stessa fascia di dimensioni, però, LG G3 ha comunque dimensioni più contenute che lo rendono più facilmente maneggiabile. Prendendo in esame la sola classe di dispositivi con 5.5 pollici, l’ergonomia è decisamente buona e la facilità d’uso è ottima, grazie anche (e soprattutto?) ai tasti posteriori che sono facilmente accessibili. Il voto che trovate in fondo alla recensione riflette proprio questo confronto con la stessa fascia di dispositivi.

Abbiamo provato la versione da 16GB con 2GB di memoria RAM: le considerazoni sul comportamento del dispositivo sono nella parte software. L’altoparlante da 1 Watt risulta molto potente come volume ma non perfetto come qualità, oltre ad essere posizionato in una posizione scomoda (sul retro in basso a sinistra). La ragione per il posizionamento, da molti visto come un passo indietro, è che non sarebbe altrimenti stato possibile inserire un altoparlante tanto potente. Ottimo e senza problemi invece l’audio in capsula.

Anche il segnale risulta essere migliore rispetto al precedente G2: il G3 riesce a offrire un’ottima ricezione in molte situazioni e in alcune situazioni estreme ha tenuto il segnale dove altri smartphone non riescono invece ad agganciarsi alla rete.

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Display di LG G3

Il display è una di quelle caratteristiche che divide l’utenza tra chi è totalmente a favore e chi è totalmente contro. Si tratta di un pannello di tipo IPS che si fa notare per essere il primo QHD (Quad HD, 2560×1440) disponibile sul mercato di massa: già altri dispositivi, come il Vivo X3S, hanno proposto un display QHD, ma la loro disponibilità ufficiale è rimasta limitata a certi mercati. Proprio questa risoluzione elevatissima, su un pannello di 5.5 pollici di diagonale, rende controverso lo smartphone.

La risoluzione QHD e ciò avrebbe portato benefici più evidenti se il nostro occhio fosse stato capace di vedere i dettagli più fini oltre la densità di 300 PPI alla distanza media dagli occhi (~50cm), anche se non è vero che non ci siano differenze. Non è un caso che le stampe di più alta qualità abbiano DPI con valori superiori al 600: per immagini percepite realmente come di qualità e con dettagli molto ben definiti servono davvero densità estreme.

L’occhio più attento e allenato può notare differenze tra un display FullHD e uno QHD; le differenze diventano evidenti soprattutto osservando le curve di alcuni elementi. L’impressione è davvero quella di trovarsi di fronte ad un libro d’arte di alta qualità. Chiaramente c’è stato un miglioramento anche nella tecnologia stessa del pannello che contribuisce non poco al miglioramento generale, ma l’aumento di risoluzione porta effettivamente dei vantaggi.

Sembra difficile a credersi, ma non si tratta soltanto di aggiungere numeri per fini di marketing (anche se ovviamente questo aspetto ha una sua importanza!). Non tutti, chiaramente, sapranno apprezzare questa aggiunta o la troveranno utile; a questo punto si finisce per parlare di gusti e, come (forse) dicevano i latini, de gustibus non disputandum est.

Non c’è nessun problema da segnalare riguardo il touchscreen, che offre una buona reattività. La luminosità automatica si comporta bene ed è possibile impostare un livello adattivo di luminosità preferito, similmente a quanto accade con Android L e la luminosità adattiva.

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Fotocamera di LG G3

Sul piano software la fotocamera risulta un po’ povera di funzionalità, nel nome della semplicità d’uso, mentre sul piano hardware si presenta come prima della classe:

  • Fotocamera da 13 megapixel con stabilizzatore ottico;
  • Doppio Flash led a diversa graduazione di temperatura;
  • Autofocus laser per mettere a fuoco più velocemente e anche in condizioni di scarsa luminosità.

Un comparto fotografico dunque d’avanguardia che permette di scattare fotografie sempre ben definite e con il giusto fuoco. Mancano però modalità come Photo Sphere o altre modalità un po’ particolare (ma che dite la verità, quando mai usiamo?).

La semplicità d’uso non è però immediata: abituati alla fotocamera degli altri dispositivi (ed in particolare dei Nexus), abituarsi al fatto che un tocco non mette a fuoco ma mette a fuoco e scatta la foto direttamente non è stato immediato. Per attivare la messa a fuoco prima dello scatto è necessario entrare nella “modalità avanzata”, accessibile toccando il tasto menù che compare a schermo.

Riguardo la qualità foto un po’ rumorose in ambienti poco illuminati mentre non ha evidenti problemi nella gestione della luce e in condizioni ottimali di luce.

Sul fronte una fotocamera da 2.1 megapixel di buona fattura, che permette di fare bei selfie e di scattare fotografie doppie sfruttando entrambe le fotocamere contemporaneamente (è presente poi una modalità dove lo schermo diventa tutto bianco per illuminare bene il viso e di conseguenza fare selfie ben illuminati anche in condizioni di poca luminosità ambientale).

Batteria di LG G3

Cavallo di battaglia per LG G2, tallone di Achille per LG G3. La batteria risulta in questo caso un punto debole e non un punto di forza come avveniva per la precedente generazione. Non è esagerato dire che siano stati fatti dei passi indietro sul fronte della batteria: LG G3, probabilmente a causa del 70% dei pixel in più presenti sul display, non riesce ad avere un’autonomia confrontabile col predecessore.

La durata classica della batteria è stata di 13 ore circa di utilizzo dello smartphone, con 2 ore e mezza di display acceso e picchi di 3 ore. Un utilizzo più intenso riduce drasticamente la durata, fino a costringere a trovare una fonte di energia a metà pomeriggio. Con un utilizzo medio si arriva fino a sera, ma niente di più.

Non vi aspettate, quindi, di poter utilizzare LG G3 come utilizzate LG G2. L’attenzione ai consumi è d’obbligo e non ci si può permettere di lasciare le connessioni attive sempre e comunque. Sarebbe buona norma disattivare sempre il disattivabile, quando non lo si sta utilizzando, ma a maggior ragione su un dispositivo così affamato di energia.

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Software di LG G3

LG ha scelto Android 4.4.2 per animare il suo ultimo top di gamma. G3 rinnova completamente l’interfaccia grafica e propone uno stile decisamente più piatto e meno fumettoso che segna un deciso passo in avanti per il software marchiato LG; mentre i precedenti dispositivi avevano una grafica fin troppo giocosa e “poco seria”, G3 ha un aspetto decisamente più uniforme, deciso e “serio”. L’interfaccia appare decisamente più moderna e anticipa, in alcune piccole cose, il Material Design di Android L. Tra gli esempi di questo fatto, nella maggior parte delle applicazioni LG la barra delle notifiche si colora del colore predominante all’interno della schermata visualizzata, come accade in Android L.

Il caricamento delle applicazioni è decisamente veloce, mentre l’esperienza in generale è resa peggiore da qualche sporadico lag. Come ormai LG ci ha abituato, l’interfaccia è rimasta invariata dal punto di vista dei ritardi con qualche refresh saltuario della home, qualche animazione non particolarmente fluida (sembra quasi più una cosa voluta) e qualche micro lag durante lo scrolling del drawer. Niente però che possa intaccare davvero l’esperienza d’uso dello smartphone.

Tra le funzionalità che LG ha fornito a G3, troviamo:

  • Dual Window, che permette di utilizzare due app nella stessa schermata;
  • Smart notice, che dà consigli efficaci in base alla situazione (ad esempio, consiglia di prendere un ombrello o di vestirsi in un certo modo a seconda del meteo) o in base alle condizioni dello smartphone (svuotare la cache, eliminare applicazioni non usate, ecc);
  • Notifiche popup, per rispondere velocemente ai messaggi tramite popup (come su G2);
  • Interazione con il movimento: basta avvicinare il teefono all’orecchio per rispondere o capovolgere il telefono per disattivare una sveglia, ad esempio;
  • Funzioni per l’utilizzo con una mano, riducendo la larghezza della tastiera e, ad esempio, del tastierino numerico;
  • Smart cleaning serve per controllare la grandezza di file temporanei, cartella download, memoria libera e app inattive (molto bella quest’ultima voce, che permette di disinstallare le app che non utilizziamo mai).

Le app preinstallate comprendono, invece il classico QuickMemo per prendere note velocemente, McAfee Security, Meteo, ThinFree Viewer, RemoteCall Service (per chiedere assistenza a LG), radio FM, registratore vocale e Attività (per organizzare i propri compiti). Troviamo inoltre sia Chrome che il browser AOSP modificato da LG.

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In conclusione

Così come LG G2 9 mesi fa, anche questo LG G3 ci ha saputo lasciare a bocca aperta. La plastica con effetto alluminio risulta gradevole e di gran impatto, la fotocamera completa a livello hardware permette un’esperienza fotografica elevata, lo schermo ultra definito assomiglia alla carta stampata di alta qualità. Insomma, un dispositivo che alza la posta in tavolo ma che purtroppo, ancora una volta, presenta comunque una pecca evidente: la batteria. Il problema è semplice: la coperta è troppo corta e finché non ci sarà un salto tecnologico nelle batterie, i display QHD porteranno quasi più problemi che benefici.

Miglior prezzo sul web:

VOTI

Ergonomia 8.5
Hardware 9.5
Materiali 8.7
Display 9.5
Fotocamera 8.3
Audio 8.3
Batteria 7
Software 8.5
Qualità/Prezzo 8.5
Esperienza utente 9
Voto Finale

8.8