Finalmente Google ha svelato al mondo il nuovo major update di Android, chiamato per il momento semplicemente “Android L Developer Preview“, che sarà rilasciato nel corso dell’Autunno. Come anticipato dalle numerose indiscrezioni emerse nelle scorse settimane, abbiamo un completo rinnovamento dell’interfaccia grafica, la quale adesso ha un design completamente piatto e può essere sfruttata mediante le nuove 5.000 API, dedicate non solo a questo.

Google però ha deciso, e qui aggiungeremmo finalmente, di uniformare la grafica delle sue varie applicazioni con quella del sistema operativo. Non troviamo però solamente novità a livello di grafica, ma anche a livello di prestazioni. Adesso vedremo comunque tutto nei dettagli qui sotto. Partiamo col vedere l’aspetto che forse ci interessa di più, in quanto è quello che salta immediatamente all’occhio, ovvero la grafica.

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Nuovo design e nuova grafica

Material Design, è così che definisce Google la nuova grafica di Android, completamente flat. Troviamo novità sotto questo aspetto praticamente in tutto il sistema. Le icone della barra di navigazione vengono modificate e adesso troviamo un triangolo per il tasto indietro, un cerchio per quello home e un quadrato per quello multi-tasking. Anche la barra di stato viene rivista e adesso mostra delle icone uniformi fra loro, nella forma e nel colore, e con un design leggermente migliorato.

Le novità maggiori le troviamo però, forse, nel pannello delle notifiche, che non subiva modifiche ormai da diverse versioni. Finalmente, Google ha deciso di portare anche qui la grafica a schede in stile Google Now, per cui adesso le notifiche sono visualizzare in schede di colore bianco, proprio come quelle dell’assistente vocale. Troviamo, inoltre, sempre sotto questo profilo, le notifiche Heads Up, che in pratica vengono visualizzate solamente nelle applicazioni a tutto schermo, così da permetterci di interagire con esse anche senza il pannello espandibile.

Viene rivista completamente anche la schermata di blocco, che adesso mostra un pulsante per lo sblocco, uno per avviare la fotocamera e un altro per lanciare il dialer. Non solo, ma è in grado di mostrarci anche le notifiche, a schede, con cui potremo interagire e che potremo, per esempio, archiviare con uno swipe. Alcune novità le troviamo anche nel dialer, il quale segue adesso la grafica dell’intero sistema: design flat, colori vivaci e interfaccia a schede (la base è quella del dialer visto con Android 4.4.3).

Anche la schermata multi-tasking è stata cambiata e adesso mostra le applicazioni recenti e i siti web aperti di recente, con tanto di link, con un’interfaccia a schede, che ormai avrete capito caratterizza tutto il sistema, che è possibile personalizzare. Non poteva mancare certamente una nuova tastiera, anch’essa caratterizzata dal design flat. Non manca, ancora, un nuovo font, che ha il fine di garantire una migliore visualizzazione dei contenuti su ogni tipo di dispositivo. A queste modifiche grafiche vanno poi aggiunte tutte quelle introdotte nelle varie applicazioni.

Prestazioni

Google, con la release L, ha voluto portare Android ad un livello superiore per quanto riguarda le prestazioni. Iniziamo subito col dire che la nuova versione gira esclusivamente su ART, che secondo Google garantirà non solo prestazioni superiori, soprattutto nell’avvio delle applicazioni, ma anche una maggiore durata della batteria.

Non è l’unica novità che troviamo in questo senso, in quanto Google ha annunciato di aver portato le animazioni a 60 fps, il che significa che tutto viene eseguito in modo fluido e senza intoppi: proprio grazie a questo, le notifiche sono in grado di interagire fra loro e di adattarsi al contesto in cui vengono visualizzate. Non poteva mancare, ancora, il supporto al 64 bit: secondo Google, i SoC a 64 bit garantiranno un ulteriore incremento delle prestazioni e una maggiore durata della batteria.

Funzioni

Questo è l’aspetto forse più interessante. Google ha introdotto diverse nuove funzioni con lo scopo di migliorare concretamente Android, anche sotto il profilo della durata della batteria. Proprio in questo senso si inserisce Project Volta, che mediante la funzione Battery Saver, in grado di abbassare la frequenza di CPU e GPU, migliora drasticamente la durata della batteria: l’azienda californiana afferma che in questo modo è possibile avere 90 minuti di autonomia in più da ogni carica (dato relativo a Nexus 5); non solo, ma gli sviluppatori possono rendere più intelligenti le loro applicazioni, facendo in modo, ad esempio, che siano in grado di disattivare alcune loro funzioni automaticamente in caso di carica residua bassa.

Troviamo poi il Personal Unlocking, che è una funzione dedicata alla sicurezza molto interessante: lo smartphone è in grado di capire quando è il suo proprietario ad utilizzarlo riconoscendo alcuni accessori nelle vicinanze, come può essere uno smartwatch; qualora non ci sia un accessorio compatibile nelle vicinanze, significa che è un’altra persona ad utilizzarlo e verrà mostrato così il PIN nella schermata di blocco.

Troviamo novità poi anche per le notifiche: gli sviluppatori sono in grado di aggiungere, attraverso delle API, delle ombre e di fare in modo che vengano visualizzate in “elevazione” e che interagiscano con le altre parti del sistema. Non potevano mancare, infine, anche novità lato Google Now, che potrà essere avviato da qualsiasi applicazione, e lato sicurezza, con il Play Services che controllerà costantemente il sistema alla ricerca di malware e applicherà silenziosamente le ultime patch di sicurezza; non mancano anche il Factory Reset Protection, per cancellare completamente la memoria dello smartphone da remoto, e un pannello dedicato alla privacy, in cui l’utente potrà visualizzare informazioni su ciò a cui le applicazioni hanno accesso.