L’ultimo annuncio di Google mira a una trasformazione radicale dell’idea che abbiamo del browser. L’integrazione di Gemini 3, il modello di intelligenza artificiale più avanzato del colosso di Mountain View, direttamente in Google Chrome (per macOS, Windows e Chromebook Plus), trasforma profondamente la navigazione online. Non è tanto l’aggiunta di una o più funzioni, ma un cambio di prospettiva con il browser che non è più un programma che esegue delle operazioni, ma un protagonista attivo tanto quanto l’utente. Un cambiamento che va anche a incidere sulla sfida con gli altri protagonisti dell’intelligenza artificiale (in modo particolare OpenAI).
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Come cambia Google Chrome con Gemini 3
La novità più evidente è l’introduzione di un pannello laterale sempre visibile. Gemini rimane così sempre accessibile durante la navigazione, permettendo di lavorare su una scheda principale mentre si delegano all’intelligenza artificiale altre attività in questo pannello laterale. Gli utenti che hanno testato in anteprima questa funzione l’hanno utilizzata per confrontare prodotti tra decine di schede aperte, sintetizzare recensioni sparse su più siti web e persino trovare date libere nei calendari più affollati.
Auto browse
Ma la vera rivoluzione è “auto browse”, una funzionalità che segna il passaggio da assistente a vero e proprio agente digitale. Riservata agli abbonati AI Pro e Ultra negli Stati Uniti, questa tecnologia permette a Chrome di eseguire autonomamente sequenze complesse di azioni sul web. Non si tratta più solo di rispondere a domande per specifiche query di ricerca, ma di agire attivamente e concretamente al posto dell’utente.
Le possibili applicazioni sono molto diverse. L’intelligenza artificiale può, per esempio, confrontare costi di hotel e voli su più date per trovare il periodo più economico per una vacanza, compilare moduli online, raccogliere documenti fiscali, richiedere preventivi a dei professionisti (come idraulici ed elettricisti), verificare se le bollette sono state pagate, gestire abbonamenti o accelerare il rinnovo della patente di guida. I tester hanno riferito di aver ottenuto un enorme risparmio di tempo nello svolgimento di queste attività.
Nell’annunciare questa novità Google fa anche un altro interessante esempio, che illustra le capacità multimodali di Gemini 3. È possibile pensare di organizzare una festa a tema anni Duemila e di trovare online una foto che cattura perfettamente quell’estetica. Auto browse può non solo identificare gli oggetti nella foto, ma anche cercare articoli simili online e aggiungerli al carrello, rispettando il budget stabilito e applicando eventuali codici sconto. Se l’utente l’autorizza, l’AI può anche utilizzare Google Password Manager per completare acquisti che richiedono l’autenticazione.
Nano Banana
L’altra novità riguarda Nano Banana e la sua capacità di trasformare immagini direttamente dalla pagina web visualizzata, senza doverle scaricare, modificare e ricaricare. Basta digitare nel pannello laterale cosa si vuole ottenere e l’AI si occupa di tutto il resto. Può servire per trovare ispirazione nella scelta dell’arredamento di un salotto o trasformare dati di ricerca in infografiche accattivanti.
Le Connected Apps
Google sfrutta inoltre il proprio ecosistema di servizi attraverso le “Connected Apps”, integrazioni profonde con Gmail, Calendar, YouTube, Maps, Google Shopping e Google Voli. Queste connessioni permettono flussi di lavoro fluidi per cui se si deve partecipare a una conferenza, Gemini può recuperare i dettagli dell’evento da una vecchia e-mail, consultare Google Voli per suggerire voli e successivamente preparare un messaggio per i colleghi con l’orario di arrivo previsto.
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Il tema della sicurezza

Sul fronte della sicurezza, Google spiega di aver sviluppato queste funzionalità con standard rigorosi e ha introdotto nuove difese contro minacce online inedite. Auto browse è progettato per fermarsi e chiedere esplicitamente conferma prima di compiere azioni sensibili come effettuare acquisti o pubblicare contenuti sui social media. Il controllo rimane sempre nelle mani dell’utente.
Le altre novità in arrivo
Nei prossimi mesi arriverà anche “Personal Intelligence”, già disponibile nell’app Gemini. Questa funzione memorizzerà il contesto delle conversazioni passate per fornire risposte più pertinenti e personalizzate con un livello di assistenza proattiva. L’utente mantiene sempre il controllo, potendo scegliere quali app connettere e disconnetterle in qualsiasi momento, ma così Chrome passa da strumento generico a partner digitale che comprende le esigenze individuali.
Infine, Chrome supporterà l’Universal Commerce Protocol, un nuovo standard aperto per il commercio gestito da agenti intelligenti, sviluppato in collaborazione con leader del settore come Shopify, Etsy, Wayfair e Target. Questo standard garantisce che gli agenti AI possano agire per conto dell’utente in modo fluido all’interno di Chrome.

