Dan Morrill, Android open source and compatibility program manager, ha scritto in un’email “we are using compatibility as a club to make them do things we want.”. Tradotto, suonerebbe più o meno come “stiamo usando la compatibilità come una clava per fargli fare ciò che vogliamo“. Questo apre scenari decisamente poco confortanti. Certo, l’interpretazione nel contesto è tutto, ma questa singola frase è abbastanza schockante di per sè. Questa citazione proviene da una serie di email pubblicate da una corte del Massachusetts in merito alla causa in corso tra Google e Skyhook. Quest’ultima è una società che ha sviluppato una soluzione proprietaria, chiamata XPS, che consente di combinare informazioni provenienti da GPS, WiFi e dati delle celle telefoniche per fornire informazioni estremamente precise all’utente per ciò che riguarda la posizione attuale. Google, con una mossa discutibile, ha deciso di dare lo stop ai dispositivi che Motorola avesse immesso sul mercato che presentassero come unica soluzione per la navigazione e la localizzazione il prodotto di Skyhook, facendo desistere Motorola dall’intenzione di utilizzare XPS e scatenando ovviamente l’ira della società produttrice per i mancati introiti.
Tutto ciò apre molti seri interrogativi sull’effettiva natura “open” di Android: per quanto abbiamo già visto che Google riserva trattamenti preferenziali a partner che rispettino certe regole dettate da Mountain View, è tuttavia sconfortante vedere come per quanto Android venga detto aperto sia Google ad avere l’ultima parola. Il risultato è un trattamento ben differente per coloro che non si adeguano ai dettami. Per quanto la natura open source di Android ne permetta una personalizzazione (quasi) totale, può un comportamento del genere definirsi corretto?
[Via phandroid.com]






Google non è una onlus è un azienda che deve fare profitto. Non cè altro da aggiungere, non viviamo a fantasilandia ma sulla terra dove il capitalismo regna incontrastato.
Ciò non toglie che il comportamento dovrebbe essere più corretto, considerato che Google tanto si vanta di avere un approccio “open” e di lasciare libertà sui dispositivi che montano il suo sistema operativo.
http://it.wikipedia.org/wiki/Don't_Be_Evil
E la risposta alla domanda è: cosa c'è di sorprendente? O di poco corretto?
Chi crede davvero all'openess totale di Android vuol dire che davvero non ha capito nulla.
Google è un'azienda come un'altra, anzi di più: è leader nel settore del web e una dei leader negli os mobile.
Di conseguenza cura i suoi interessi. E i suoi interessi consistono nel promuovere un sistema open.
Ovviamente nel momento in cui questa openess va a svantaggio della stessa Google l'azienda pone dei limiti.
E del resto cosa dovrebbe fare? Non si diventa dei colossi facendo beneficenza.
Quindi direi nessuno scenario sconfortante. Le cose vanno esattamente come sempre.
Se Android è open source non significa che Google ha in mente di non guadagnarci, e poi come azienda proprietaria del software è normale che abbia delle partnership con altre produttrici.
La proprietà del software non esiste, se è open source. Consiglio come agli altri una rivista del significato di “open source”.
Uno dei motti di Google era "don't do evil", e stando a quella interpretazione è evidente che è solo qualcosa di facciata. Non che si sperasse troppo nel contrario, s'intende.
In ogni caso lascio sempre il beneficio del dubbio: in effetti è solo una frase estrapolata da una singola mail, i significati potrebbero essere stati distorti all'inverisimile. Su questo deciderà il giudice.
Esattamente. Hai colto in pieno il punto, sia nel primo aspetto che nel secondo. E’ inutile dire che Apple è il male, quando poi si attuano mosse molto simili. Va a finire che il bue dà del cornuto all’asino.
Ma che articolo è??
Non bisogna fare confusione tra SO Open e regole di un'azienda! !! Che servono in questo caso a tutelare l azienda stessa,il sistema open, senza permettere ad altre aziende che xi lucrino sopra la propria invenzione magari rendendola meno Open
Grazie Google di esistere e grazie soprattutto per android! !
Un articolo che, da quanto risulta lapalissiano ed evidente, tu NON haicapito. Probabilmente non hai idea di cosa significhi open source, fatti un po' di ricerche in merito. Google Maps NON è open source, ad esempio. Dunque le tue parole mi sembrano le classiche parole a vanvera dette dal tipico fanboy che nulla capisce dell'argomento.
Perdonami l’acidità, ma prima di dire “ma che articolo è??” ti consiglio di farti una cultura. Non sono il primo idiota che passa.
Mmm come si dice… predicare bene e razzolare male?
Esattamente, hai colto nel segno lo spirito del mio articolo.
e poi parlano male di Apple…..!!!!
Google offre un compromesso: è open, ma non usarlo per farmi concorrenza. A me, come a milioni di utenti, ricercatori e sviluppatori va più che bene… i concorrenti rosikano.
Se Google dovesse cambiare idea sull'open source, allora si che non mi piacerebbe.
“Open” significa proprio “puoi farci ciò che vuoi”. Consiglio un approfondimento sull’open source, magari leggendo le origini del movimento e in particolare l’influenza di Stallman.
l'open di google è lo specchietto per le allodole per tutti coloro che vivono in fantasilandia….